Il Foggia di Zeman: le partite indimenticabili - Foggia-Barletta 2-2 (07.12.86)

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IlFoggia di Zeman. Inconfondibile per il suo marchio di fabbrica. In sette stagioni che racchiudono25 anni di calcio rossonerosono innumerevoli le partite indimenticabili che da queste parti hanno lasciato una traccia del calcio spregiudicato del tecnico diPraga. Ne abbiamo selezionate dieci, che vi terranno compagnia per le prossime5 settimane. Sono quelle alle quali un po' tutti continuiamo a sentirci sentimentalmente legati...

Zdenek Zemanplana suFoggianell'estate dell'86. A scovarlo èPeppino Pavone, che è innamorato di un calcio propositivo e che individua nel boemo il tecnico in grado di assecondare le sue idee.Zemanarriva dalla lontanaLicata, dove si è costruito la fama di allenatore di stampo moderno con un unico credo: il lavoro. Si professa cultore della "zona", di quel gioco che cioè ha fatto proseliti inBrasile ed Olandaprima di trovare pratica attuazione anche in Italia conNiels Liedholm.

Le tormentate vicende del calcio-scommesse inizialmente rallentano il processo di rinnovamento in seno alFoggia, in agosto per il ritiro diCampo Turesparte una squadra ancora incompleta. Il boemo si ritrova con un manipolo di ragazzi ad affrontare i primi turni diCoppa, ma ha la consapevolezza di avere alle spalle una società forte pronta ad intervenire. A fine agosto ritorna il sereno, il ripescaggio in C/1 pur se con la penalizzazione è la spinta decisiva verso un futuro meno nebuloso.

L'approccio alla nuova stagione sarà traumatico, la sconfitta casalinga con ilSorrentoè il primo preoccupante campanello d'allarme, ma la successiva vittoria aCatanzaro, sul campo di una delle pretendenti al successo finale, lascia intuire che la strada intrapresa è quella giusta.Codispoti, Grande, Abate, Cangelosi, Silvestri, Ciucci, De Marco, Fratena, Baldini, Compagno e Costa,affiancati ai riconfermatiPidone, Armenise e Delio Rossivanno a costituire l'intelaiatura alla qualeZemansi appresta a dare la sua inconfondibile impronta. Il-5di partenza è un fardello che con il passare delle giornate pesa sempre di meno sugli indomiti rossoneri, ben presto il ritardo accumulato in classifica verrà azzerato, ilFoggiadei giovani che pratica un calcio offensivo si appresta a diventare la più lieta sorpresa della stagione. Gli elogi che piovono copiosi sullaZeman-bandcontagiano anche una piazza fino a quel momento piuttosto tiepida nei riguardi della propria squadra. In dicembre l'arrivo della capolistaBarlettafa registrare alloZaccheriail pubblico delle grandi occasioni:sotto di due golad inizio di ripresa, e dopo aver addiritturafallito un calcio di rigore, ilFoggiasi inventa una clamorosa rimonta che fa scattare la molla dell'entusiasmo. E' quella la domenica della definitiva riconciliazione con il pubblico amico, che finalmente sa di poter contare su un gruppo e su di un allenatore che non tradiranno le loro attese. Quel pomeriggio accade di tutto: nel giro di5', ad un quarto d'ora dalla fine, ilFoggiariuscirà a raddrizzare un risultato che sembrava ormai irreversibilmente compromesso, e dare un contenuto alla sua prestazione ed un premio a se stesso ed alla sua folla. La porta delBarletta, che si era portato in vantaggio in modo chiaro e grazie anche ad un paio di compiacenze degli avversari verso la fine del primo tempo ed aveva raddoppiato all'inizio della ripresa, sembrava letteralmente stregata visto che almeno quattro o cinque palle-gol erano finite fuori, che un paio erano state respinte sulla linea e che il portiereRenziaveva neutralizzato un rigore e perfino ricacciato in campo una palla diCodispotiche - a detta dei foggiani e degli operatori della tv che aveva ripreso l'incontro - aveva oltrepassato di un buon metro la linea di porta. Nel suo disperato e forsennato forcing, quindi, ilFoggiaè riuscito a far suo quello che, per quanto s'è visto nei90'di gioco, gli spettava di diritto, vale a dire il punto che gli consente di riprendere a camminare in classifica. E' rimasto formalmente deluso (ma sostanzialmente soddisfatto del pareggio) ilBarlettache con una condotta di gioco razionale era riuscito financo a legittimare ildue a zerodell'inizio della ripresa in virtù della terza rete stagionale diScarnecchiae del gol dell'exSciannimanico. A quel punto c'era da aspettarsi il crollo delFoggia, ma la squadra diZemanha dato forze ed energie che pochi erano propensi ad accreditargli; ad attuare un pressing e costringere ad una sempre più affannosa difesa ilBarlettache alla fine ha ceduto. La partita è stata tirata, aspramente combattuta e giocata su tonalità piuttosto elevate per la serie C, degna forse di un campionato superiore. Una partita, peraltro, che ha avuto tutti i requisiti di un derby che è certamente da ricordare, non certo comel'altra partita, quella antipaticissima fra i tifosi più accesi delle squadre, che ècominciata su una curva a metà del primo tempo con scazzottate e botte. IlFoggiaha dunque rimediato un pareggio giusto ma cha ad un certo punto sembrava quanto meno un'utopia. Ha così visto premiato il suo grande dinamismo, lo slancio ininterrotto dall'inizio alla fine, il suo gioco a tratti caotico che pure è riuscito a mettere almeno sette-otto volte un giocatore in zona di tiro, nonostante la squadra lamentasse l'assenza di elementi cardine comeArmenise e Abate.

Non ha demeritato ovviamente anche ilBarletta, dimostratosi squadra dal gioco essenziale, che ha mostrato la sua nuova dimensione stringendo opportunamente gli spazi della difesa per poi proiettarsi in rapidi ed insidiosi contropiedi che gli hanno consentito di infilare due volteCiuccila cui imbattibilità interna durava dal gol subito dalSorrentonel primo turno di campionato.Marchiorosi avvale di un complesso saldo, completo, armonico e ben impostato che si potrebbe definire una super-squadra per la terza serie, senza soffermarsi ovviamente solo sui nomi ma tenendo nella dovuta considerazione anche il gioco che la squadra biancorossa ha svolto contro un avversario di tutto rispetto.
(1 - continua)

Pino Autunno

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