Il calciomercato in Italia si divide in due fasi temporali: la prima, e più importante, riguarda la sessione estiva, mentre va rivestendo sempre maggiore valenza anche la finestra di gennaio.
Dapprima inteso come mercato di riparazione, gennaio nel tempo è diventato un modo per fare tabula rasa e cambiare il senso di una stagione, sia in positivo che in negativo. Inutile dire come la sentenza Bosman abbia influenzato il mercato in generale, la vera rivoluzione però la si è avuta a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, quando è stata fissata una vera e propria sessione temporale alle contrattazioni: prima del 1995 – un anno che è il crocevia tra calcio vintage e calcio moderno – era possibile solo operare transazioni nel mese di ottobre oltre alla canonica estate dedicata ai rumors e alle ufficialità, poi lentamente si è arrivati alla concezione odierna del mercato di riparazione, incastonato nel mese di gennaio. La sessione invernale di quest’anno durerà dal 3 al prossimo 31 gennaio. Da lì in avanti saranno possibili solamente gli arrivi dei calciatori svincolati o le cessioni nei campionati in cui la finestra invernale si chiude a febbraio o nei mesi successivi.
Il Foggia con il mercato cosiddetto di riparazione ha sempre avuto un rapporto controverso. Talvolta è servito per migliorare la qualità della rosa e per raggiungere l’obiettivo finale (sia esso la promozione o la salvezza). Altre volte, invece, non ha prodotto effetti concreti anche perché o non c’erano risorse adeguate a disposizione, o più semplicemente perché le scelte si sono rivelate errate.
Da oggi e fino a tutto il prossimo 31 gennaio ripercorriamo a ritroso il viaggio della fiera dei sogni del club, a partire dagli anni ‘60 e fino ai giorni nostri. Scopriremo che talvolta, qua e là, si è riusciti a mettere le mani su puntelli di qualità che poi hanno addirittura punteggiato la storia rossonera.
STAGIONE 1959-60. Il Foggia milita in Serie C sotto la presidenza di Piccapane ed è guidato in panchina da Costagliola, che alla fine piloterà la squadra alla promozione. A novembre il club tornerà sul mercato per completare un organico che già così com’è ha le carte in regola per essere protagonista fino in fondo. Dal Venezia giunge l'ala Ciccio Patino, pugliese di origine barese. Si tratta dell'ultimo sforzo compiuto dai vertici societari per rendere più congrui i sogni di promozione. E Patino sarà fondamentale nella corsa alla B con le sue 25 presenze ed i 2 gol che metterà a segno. Furetto imprendibile ed imprevedibile, esordirà a Pescara il 22 novembre con una vittoria (1-2) nella nona giornata, e da quel momento diverrà una delle colonne dello storico Foggia&Incedit che si avviava d aprire un ciclo vincente.
STAGIONE 1960-61. Il Foggia è salito in B, e nella stanza dei bottoni c’è sempre Piccapane. Ma la struttura societaria era e resta insufficiente per l'allestimento di una formazione che sia in grado di garantirsi un futuro senza incertezze. L'assenza di un mecenate si fa sentire. Ecco perché la partecipazione di due enti locali come il Comune e la Provincia si rende indispensabile per la sopravvivenza, considerato che l'apporto al patrimonio societario dei soci ordinari e sostenitori è praticamente irrisorio. Nel frattempo anche il Banco di Napoli non lesina aiuti alla società, consentendo di assolvere agli onerosi impegni finanziari nella riorganizzazione societaria. A metà novembre però l’undici del riconfermato Costagliola è penultimo a 5 punti, e la partenza ad handicap consiglia robusti interventi sul mercato. Dal Verona così giunge la mezzala Pietro Fiorindi, mentre con la Roma si chiude per il mediano Maurizio Thermes e per l'ala Manlio Compagno. Marcello Panattoni, invece, viene parcheggiato per un anno al Rapallo. Sono ritocchi in corsa che non muteranno la sostanza, gli errori erano stati commessi a monte in estate, e sarà dunque impossibile rimediare in corsa. Il Foggia in campionato continuerà così a stentare, qua e là arriverà qualche vittoria che servirà però solo a risollevare il morale, ma la posizione in classifica rimarrà precaria, al punto che a metà gennaio, Piccapane penserà di affiancare a Costagliola con le mansioni di direttore tecnico Paolo Tabanelli. Anche l’avvicendamento in panchina sarà inutile, il Foggia si piazzerà penultimo con 29 punti e dopo solo un anno retrocederà nuovamente in terza serie.
STAGIONE 1961-62. Rosa Rosa-Pugliese è la nuova coppia d’oro del Foggia che vale il ritorno in B. Il nuovo plenipotenziario del club ed il mago di Turi detteranno la svolta, per sette mesi di fila i rossoneri resteranno sempre in testa per quello che sarà un dominio incontrastato. La squadra si mostrerà compatta e completa in tutti i reparti, a novembre si registreranno solo gli arrivi del difensore Roberto Corradi e del centravanti Giampiero Turci, semplici operazioni di completamento dell’organico.
STAGIONI 1962-63, 1963-64 e 1964-65. Il mercato estivo è quello che farà la differenza con gli arrivi eccellenti del libero Antonio Bettoni, del terzino Ambrogio Valadè, della mezzala Cataldo Gambino, dell’ala Armanno Favalli, del regista Paolo Lazzotti, e poi nell’ordine del portiere Giuseppe Moschioni, del difensore Romano Micelli, dello stopper Vasco Tagliavini, del mediano Dante Micheli, del centrocampista Giorgio Maioli, del terzino Bruno Capra e dell’ala Erminio Favalli. Non ci sarà bisogno, quindi, nè prima in B e poi dopo il primo storico salto in A, di correre ai ripari per rimpolpare l’organico. Solo nella stagione 1963-64 a gennaio arriverà dall’Inter la giovane mezzala Sebastiano Bottaro.
STAGIONE 1966-67. RosaRosa è dimissionario, e l’avvocato Micucci da settembre diventa il commissario reggente del club. Non c’è più nemmeno Pugliese, che passa alla Roma ed in panchina è sostituito dal cognato Egizio Rubino. Il cambio al vertice si rivela traumatico, così come l’avvicendamento tecnico con Cina Bonizzoni, che subentra a Rubino. Il Foggia annaspa in classifica, a novembre arrivano dal mercato Alberto Vivian (difensore dalla Pro Patria), Serafino Urban (ala dal Treviso), Giancarlo Magi (mezzala dal Catania), e Achille Zardo (centrocampista dall’Udinese). Si chiude anche il ciclo in rossonero di Patino, che passa al Pescara in C. I satanelli, terzultimi a 24 punti, retrocedono in B. Cala il sipario sul primo ciclo aureo del calcio foggiano.
1 - continua
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