Foggia, il piatto piange: Galano e Deli semplici suggestioni

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Inutile farsi illusioni, e coltivare sogni di grandezza: anche questa sessione invernale del mercato del Foggia scorrerà via senza particolari sussulti o scossoni di sorta.

In giro soldi non ne girano, men che meno dalle parti di Viale Ofanto dove pare che la situazione economico-finanziaria sia tutt’altro che florida anche alla luce dell’ultimo bilancio appena approvato che, secondo i bene informati, sarebbe in rosso (profondo).

Ci vorrà dunque ancora una volta tutta la riconosciuta abilità del ds Peppino Pavone per portare alla corte del tecnico Zdenek Zeman puntelli e profili che siano funzionali al suo gioco.
Alla fine il tecnico del Foggia se ne dovrà fare una ragione, per quest’anno deve andare così, il patron da quando è salito al timone del club ha dovuto a più riprese mettere pezze a colori per far fronte anche a debiti pregressi dei quali pare non fosse a conoscenza.

E proprio in queste ore sarà chiamato ad immettere denaro fresco nelle casse sociali per ripianare le perdite. Che pare vadano ben oltre il milione e 500mila euro che in un primo momento gli era stato prospettato.
Inevitabile, dunque, che bisognerà stringere la cinghia e sottoporsi ad un ulteriore cura dimagrante per far fronte in modo il più possibile indolore a questa seconda parte di stagione che tutti si augurano veda il Foggia ancora fra le protagoniste.

Ma che con questi chiari di luna solleva inevitabilmente diversi punti interrogativi.
Si spiega forse anche così perché dopo una settimana abbondante dalla data di inizio del mercato di riparazione tutto ancora taccia.
E così, mentre le dirette concorrenti nella corsa ai play-off hanno dato il via alle grandi manovre, e c’è chi ad esempio come il Catanzaro un giorno e l’altro pure annuncia colpi a ripetizione in entrata, in casa Foggia si è ancora ai preliminari.

Al punto che non si sa cosa realmente bolle in pentola.
Dipendesse da Pavone l’opera di maquillage sarebbe già cosa fatta, il dirigente barlettano ha messo a punto per tempo con il suo allenatore il piano di potenziamento che poi prima della fine dell’anno è stato anche condiviso da Nicola Canonico: per essere competitivi fino in fondo e sperare di piazzarsi fra le prime cinque servirebbero come il pane almeno un altro attaccante, un centrocampista ed un difensore.
Senza dimenticare che vanno monitorate attentamente le condizioni di Garattoni, che rischia un lungo stop e che quindi andrà in qualche modo rimpiazzato.

La strategia è chiara: ogni ingresso dovrà essere controbilanciato da un’uscita, in lista di partenza su tutti ci sono il bosniaco Markic, Ballarini e Vigolo.
Ma non è detto che non possa registrarsi anche una partenza eccellente se le dinamiche di mercato dovessero consentirlo.

In difesa arriverà con ogni probabilità un under, abbandonata la pista Blondett (classe ‘92) soprattutto dopo che appare sempre più probabile il ricorso anche ad un laterale di fascia: in mezzo al campo diversi i sondaggi ed i pour-parler, Pavone ha ammesso anche di aver contattato l’ex rossonero Francesco Deli, che sarebbe il profilo ideale per Zeman, il quale gradirebbe avere a centrocampo un giocatore abile nell’uno contro uno e negli inserimenti sottorete.
Ma il fantasista attualmente in forza alla Cremonese è fuori portata per le tasche del Foggia, a confermarlo l’agente del giocatore, l’ex rossonero Tullio Tinti, che ha ribadito che almeno per il momento non intravede spiragli concreti per trovare una intesa, e che proverà dunque a sistemare il proprio assistito in B, visto che viaggia a cifre che sono oggettivamente a distanza siderale dal club di Canonico.

Di fantasia anche il nome per l’attacco di Cristian Galano, che è in uscita da Pescara e che nelle ultime ore è stato accostato proprio al Foggia.
Per caratteristiche l’ormai 30enne attaccante foggiano sarebbe perfetto per il 4-3-3 di Zeman, anche se la sua precedente parentesi in rossonero del 2018 (21 presenze e 3 gol) è tutta da dimenticare anche perché il giocatore era poco funzionale al 3-5-2 di Grassadonia.

Rivederlo da queste parti è nulla più che una semplice suggestione, Pavone ha parlato di idea-Galano, destinata a rimanere tale sulla carta.
Sempre per lo stesso motivo, ovviamente: bambole, non c’è un cent e bisogna far quadrare i conti. Se Pavone dovesse allora chiudere il cerchio a modo suo e portare alla corte di Zeman i rinforzi che necessitano sarà un mago. O giù di lì.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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