Il calciomercato in Italia si divide in due fasi temporali: la prima, e più importante, riguarda la sessione estiva, mentre va rivestendo sempre maggiore valenza anche la finestra di gennaio.
Dapprima inteso come mercato di riparazione, gennaio nel tempo è diventato un modo per fare tabula rasa e cambiare il senso di una stagione, sia in positivo che in negativo. Inutile dire come la sentenza Bosman abbia influenzato il mercato in generale, la vera rivoluzione però la si è avuta a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, quando è stata fissata una vera e propria sessione temporale alle contrattazioni: prima del 1995 – un anno che è il crocevia tra calcio vintage e calcio moderno – era possibile solo operare transazioni nel mese di ottobre oltre alla canonica estate dedicata ai rumors e alle ufficialità, poi lentamente si è arrivati alla concezione odierna del mercato di riparazione, incastonato nel mese di gennaio.
La sessione invernale di quest’anno durerà dal 3 al prossimo 31 gennaio. Da lì in avanti saranno possibili solamente gli arrivi dei calciatori svincolati o le cessioni nei campionati in cui la finestra invernale si chiude a febbraio o nei mesi successivi.
Il Foggia con il mercato cosiddetto di riparazione ha sempre avuto un rapporto controverso.
Talvolta è servito per migliorare la qualità della rosa e per raggiungere l’obiettivo finale (sia esso la promozione o la salvezza). Altre volte, invece, non ha prodotto effetti concreti anche perché o non c’erano risorse adeguate a disposizione, o più semplicemente perché le scelte operate si sono rivelate errate.
Nel viaggio a ritroso intrapreso la scorsa settimana e che a partire dagli anni ‘60 arriverà ai giorni nostri, oggi è la volta degli inizi degli anni ‘70 che vedono il Foggia fare da ascensore fra la A e la B.
STAGIONE 1967-68. Il Foggia milita in B, ad ottobre si inaugura l’era del commendator Antonio Fesce alla presidenza. In panchina c’è Bonizzoni, poi dal 13 novembre gli subentrerà Serafino Montanari.
In casa rossonera è il momento del ricambio generazionale dopo i fasti della A. Che si compie con gli arrivi di Pirazzini, Dalle Vedove, Pavone, Montepagani e Rolla. A novembre poi arriveranno anche i centrocampisti Franco Carrera (Potenza) e Luciano Zanardello (Treviso) ed il portiere Giordano Venturelli (Vis Pesaro), mentre è al passo d’addio Dante Micheli, che chiuderà la carriera nella sua Mantova.
Il Foggia alla fine si piazzerà 4° a 47 appaiato al Bari, la promozione sfuggirà per un solo punto.
STAGIONE 1968-69. Fesce sceglie Tommaso Maestrelli per il nuovo corso, e il Foggia si prepara per il gran ritorno in A rinnovando ulteriormente i ranghi: dal mercato estivo arrivano Trentini, Fumagalli, Teneggi, Camozzi, Garzelli, Saltutti e Nuti.
A novembre invece la rosa viene completata con l’innesto del solo Franco Vanzini, ala prelevata dal Brindisi. Sempre alla riapertura delle liste si registrano le partenze di tre colonne del primo storico Foggia&Incedit che centrò il salto in A, nell’ordine Rinaldi (che si accasa alla Maceratese), e Bettoni e Faleo (che si trasferiscono invece nella vicina Cerignola).
STAGIONE 1969-70. Il Foggia si piazza 2° a 48 punti alle spalle del Varese, ed è promosso in A nella stagione in cui Nocera si congeda e passa alla Massiminiana. Alla corte di Maestrelli arrivano Colla, Bigon, Villa e Mola, che vanno ad inserirsi in una intelaiatura già di spessore. ll vero colpo di mercato però lo mette a segno il dirigente Armando Russo, suo il merito di aver portato in rossonero Luciano Re Cecconi, uno dei migliori centrocampisti italiani degli anni ‘70. A segnalarglielo fu Guido Passalacqua del Milan, venne acquistato per la modica cifra di venti milioni. Re Cecconi, poi campione d’Italia con la Lazio, esordirà in rossonero il 30 novembre e sarà un debutto fortunato (Foggia-Perugia 2-0).
STAGIONE 1970-71. C’è l'ombra di un complotto sulla retrocessione del Foggia nella stagione che vede assegnare a Maestrelli l’ambito Seminatore d’oro. Saranno gli ex Nuti e Traspedini a condannare i rossoneri alla B: la squadra in estate era stata puntellata con gli acquisti di Lenzi e Montefusco e con il ritorno di Pavone dal prestito al Torino. A novembre, invece, nessun ulteriore rinforzo, ma partiranno Valadè (Maceratese) e Camozzi (Arezzo).
STAGIONE 1971-72. Maestrelli sceglie la Lazio, e a Foggia arriva "testina d'oro" Puricelli, Bigon invece passa al Milan per problemi di bilancio. Saranno Valente e Pavone le illuminate invenzioni di Puricelli, che lancerà in orbita Saltutti, e che a novembre va a pescare nella Lazio l’ormai stagionato gaucho Giancarlo Morrone, fantasista di stampo sudamericano che si alternerà in mezzo al campo a Rognoni venendo utilizzato part-time per centellinarne forze e geniali giocate. Nella finestra suppletiva del mercato usciranno Montepagani (Prato), Verdiani (Alessandria), Turella (Potenza), Pezzato (Prato), oltre a Maioli che tornerà a Verona.
STAGIONE 1972-73. Si registra ancora un cambio in panchina: Toneatto rileva Puricelli, e sul mercato vengono sacrificati Saltutti e Re Cecconi, la cui cessione fa confluire nelle casse oltre 400 milioni. Grazie agli acquisti doc di Bruschini, Trinchero, Delneri e Braglia il sergente di ferro piloterà il Foggia verso la terza Serie A della sua storia. Si inaugura nel frattempo la parentesi di uno dei migliori registi della storia rossonera, in realtà Gigi Delneri giungerà a Foggia sospinto dal fato e a stagione in corso, prelevato in tutta fretta dalla Spal dopo l'improvvisa defezione di Garzelli, vittima di un grave incidente di gioco che lo terrà lontano dai terreni di gioco praticamente per l'intera stagione.
A novembre in uscita il Foggia registrerà la partenza di Fagan, che si trasferirà al Piacenza.
2 - continua
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