Masi, l’uomo degli equilibri, determinante la sua opera per ricomporre la frattura

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Non ci fosse stato Sario Masi, chissà quale piega avrebbe preso la vicenda-Foggia che ha tenuto tutti con il fiato sospeso da domenica sera.

Pare sia stata fondamentale l’opera di mediazione del vice-presidente per dirimere la questione che pareva irrimediabilmente compromessa, è stata soprattutto la determinazione e la perseveranza del dirigente rossonero a ricomporre una frattura che era ormai nell’ordine delle cose, e che sembrava dare pochi margini di ricomposizione.

Le ultime 24 ore in questo senso sono state decisive, Masi le ha trascorse fra incontri e riunioni-fiume con la sola idea di ritrovare il bandolo della matassa nel tentativo di ridare credibilità ad un progetto che pareva inesorabilmente ai titoli di coda.
E sul quale il patron aveva messo in calce la propria firma. Deve essere stato come scalare l’Everest far tornare sui propri passi uno come Zeman, che notoriamente ha una parola sola, e che domenica sera nel summit avuto con i suoi più stretti collaboratori nel solito bar cittadino, che è il suo quartier generale, aveva lasciato intendere a chiare lettere di non avere più alcuna voglia di proseguire: “Oltre che la vicenda che riguarda Pavone, fra me e Canonico c’è incompatibilità caratteriale”, avrebbe confidato ai suoi il boemo, di fatto scrivendo la parola fine sulla sua quarta avventura a Foggia.

Poi però è iniziato il lavoro incessante ai fianchi di Masi, che fin dal primo momento gli ha prospettato il reintegro di Pavone, e quando anche la tifoseria organizzata lunedì sera si è mossa ed ha apertamente manifestato il desiderio di continuare a vederlo ancora a lungo su quella panchina, deve essere scattato qualcosa.
Già la sera prima la squadra compatta si era ritrovata sotto l’abitazione del tecnico di Praga quasi in segno di protezione del suo allenatore. 

Un gesto che Zeman deve avere particolarmente gradito, assieme alle tante attestazioni di stima che gli sono piovute all’indomani dell’esonero di Pavone, che pareva schiudere orizzonti cupi.
Masi però dietro le quinte è stato un abile regista, ed ha fatto in modo che con un pizzico di buonsenso ogni tassello tornasse al posto giusto.
Canonico non lo dimentichi, per il futuro.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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