Il calciomercato in Italia si divide in due fasi temporali: la prima, e più importante, riguarda la sessione estiva, mentre va rivestendo sempre maggiore valenza anche la finestra di gennaio.
Dapprima inteso come mercato di riparazione, gennaio nel tempo è diventato un modo per fare tabula rasa e cambiare il senso di una stagione, sia in positivo che in negativo. Inutile dire come la sentenza Bosman abbia influenzato il mercato in generale, la vera rivoluzione però la si è avuta a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, quando è stata fissata una vera e propria sessione temporale alle contrattazioni: prima del 1995 – un anno che è il crocevia tra calcio vintage e calcio moderno – era possibile solo operare transazioni nel mese di ottobre oltre alla canonica estate dedicata ai rumors e alle ufficialità, poi lentamente si è arrivati alla concezione odierna del mercato di riparazione, incastonato nel mese di gennaio.
La sessione invernale di quest’anno durerà dal 3 al prossimo 31 gennaio. Da lì in avanti saranno possibili solamente gli arrivi dei calciatori svincolati o le cessioni nei campionati in cui la finestra invernale si chiude a febbraio o nei mesi successivi.
Il Foggia con il mercato cosiddetto di riparazione ha sempre avuto un rapporto controverso.
Talvolta è servito per migliorare la qualità della rosa e per raggiungere l’obiettivo finale (sia esso la promozione o la salvezza). Altre volte, invece, non ha prodotto effetti concreti anche perché o non c’erano risorse adeguate a disposizione, o più semplicemente perché le scelte operate si sono rivelate errate. Nel viaggio a ritroso, e che a partire dagli anni ‘60 arriverà ai giorni nostri, oggi è la volta delle stagioni a cavallo del terzo millennio che vedono il Foggia sprofondare addirittura in C2 sotto la gestione-Sensi.
STAGIONE 1996-97. In B con Burgnich in panchina arriva una salvezza con qualche rimpianto, forse si poteva puntare più in alto. Ma la squadra viene rifondata, con le ultime propaggini di Zemanlandia al passo d’addio.
Il ds Pavone a dicembre si fionda sul mercato straniero e pesca il tris Englaro-Bak-Axeldal. Il club vive un periodo di impasse senza una proprietà, deserte le due prime aste per l'aggiudicazione del sodalizio. Al mercato di riparazione, oltre agli stranieri arrivano Orlandoni (port., dall’Ancona), Matrone (dif., dall’Ischia), Briano (centroc., dal Gualdo), De Angelis (centroc., dall’H. Verona). In uscita: De Leonardis (dif., Castrovillari), Gasparini (dif., Ospitaletto), Parisi (dif., Lodigiani), Biagioni (centroc., F. Andria), Giacobbo (centroc., Gualdo), Palmieri (centroc., Lodigiani), Sanò (centroc., Massese).
STAGIONE 1997-98. La vendita del Foggia è una telenovela senza fine, all’orizzonte nessuna proprietà, e così il cerchio si chiude con la inevitabile retrocessione in C/1 che si compie nel segno del tribunale di Napoli e del presidente Buonomo. Anche il ds Pavone molla, e Caso avvicenda Burgnich in panchina.
Sarà una stagione piena di contraddizioni anche nelle scelte di mercato, estive ed invernali. A gennaio arrivano Betti (port., dall’Alessandria), Florio (dif., dal Cosenza), Guarino (dif., dall’Empoli), Malusci (dif. dall’Olimpyque Marsiglia), Matrone (dif., dalla Salernitana), Chianese (attacc., dall’Atalanta). Sul fronte cessioni, invece, si segnalano le partenze di Albergo (port., Pistoiese), Ivan (port., Salernitana), Toccafondi (port., Alessandria), Di Meglio (dif., Juve Stabia), Englaro (dif., Atalanta), Marfeo (dif., Arezzo), Suriano (dif., Acireale), F. Consagra (centroc., Cosenza), Giacobbo (centroc., Casarano), Palmieri (centroc., Arezzo), S. Di Corcia (attacc., Giulianova), Volturno (attacc., Lodigiani).
STAGIONE 1998-99. Il Foggia è al collasso, e nell’emergenza, dopo 40 anni un altro tecnico foggiano si accomoda in panchina: è Lorenzo Mancano. A ottobre poi si registra l’auspicato ribaltone societario , con Franco Sensi che diviene il nuovo azionista di riferimento.
Ma l’era del patron giallorosso si inaugura con un flop: agli spareggi il Foggia, con Brini in panchina, precipita addirittura in C/2. Il ricorso al mercato suppletivo di gennaio sarà impalpabile, dalla Roma arrivano il portiere Di Magno, il centrocampista Bordacconi e l’attaccante Sansovini. Inoltre Epifani (centroc., dal Pescara) e Pilleddu (attacc., dall’Arezzo). Partono, invece, Morrone (port., Savoia), Lunardon (centroc., Brescello) e Testini (attacc., Perugia).
STAGIONE 1999-00. La politica al risparmio di Sensi è controproducente, sarà il bomber Molino l’unico vero colpo di mercato della neo-presidenza Nazzaro. Meluso è il nuovo dg, a Braglia sarà invece affidata la panchina dei rossoneri. Gli spareggi sono ancora letali per il Foggia, che sarà beffato in semifinale dall’Acireale. A gennaio arriveranno Quironi (port., dall’Empoli), De Sanzo (dif., dalla Fermana), Bellocchi (centroc., dalla Sestese), D'Aniello (centroc., dall’Empoli), Aruta (attacc., dall’Ascoli), Pietranera (attacc., dal Modena). In uscita: Lunardon (centroc., Mantova), Perrone (attacc., Ascoli), Volturno (attacc., Martina).
STAGIONE 2000-01. Sensi medita l'abbandono, ma all'orizzonte non ci sono acquirenti: Di Masi, Brienza e Nicodemo passano alla Roma, e il Foggia così viene ulteriormente depauperato. Torna in panchina Mancano, tecnico dell'emergenza, e Nazzaro è costretto a ricorrere al mercato degli svincolati. Poi a novembre Chinaglia e Russo mettono le mani sul club e a gennaio, con Arcoleo alla guida tecnica, la rosa si dilata a 41 elementi. Solo con Pace al timone il Foggia raddrizzerà una stagione tutta da dimenticare. Dalla finestra del mercato di riparazione arriveranno: Tambellini (port., dal Savoia), Lisuzzo (dif., dal Palermo), Quaresmini (dif., dall’Avellino), Ubaldi (dif., Aquila), Di Toro (centroc., dalla Maceratese), Matarangolo (centroc., dalla F. Andria), B. Fuentes (attacc.) (Argentina), Gulino (attacc., dall’Avellino), Marsich (attacc., dal Sant'Anastasia). In partenza: Bettini (difensore) (Alzano), Lisuzzo ( dif., Gela), Matarangolo (centroc.) (Giugliano), Palmieri (centrocampista) (Termoli).
6 - continua
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