Bentornata sintonia... Che sia solo presunta, o reale per davvero, in casa Foggia è il momento di tornare a guardare al campo.
E, dopo la figuraccia con il Latina che ha scatenato le ire del patron, di mettere nel mirino la trasferta di lunedì prossimo di Castellammare di Stabia. Che giunge in un momento critico della stagione rossonera, a cavallo di una crisi interna che per fortuna non è sfociata nel ribaltone e di un periodo che per la squadra resta sui generis.
Riflettori puntati sulla tenuta fisica del gruppo, che domenica scorsa ha lasciato molto a desiderare, e che in questo frangente sembra essere il vero tallone d’Achille del Foggia.
C’era da aspettarselo che, dopo il preventivato “richiamo” della preparazione svolto fra fine ed inizio nuovo anno, si pagasse dazio. Zdenek Zeman per primo lo aveva messo in preventivo.
A spiazzare il boemo ed il suo staff, semmai, è stata la sosta che si è prolungata oltre il previsto, e che ha costretto in corsa a rimodulare il programma.
Ad occhio e croce sembrerebbe che anche nelle ulteriori due settimane di stop dettata dal Covid-19 in casa rossonera si sia insistito sui carichi di lavoro, non si spiegherebbe diversamente la prestazione sottotono alla ripresa contro il Latina, con la squadra spenta ed arruffona sul piano fisico e mentale.
Quanta benzina il tecnico di Praga abbia deciso di mettere nelle gambe dei suoi a bocce ferme è impossibile stabilirlo, considerato anche che spesso e volentieri gli allenamenti sono off-limits ed è quindi praticamente impossibile verificare de visu, ma la sensazione è che siano proprio queste le settimane dedicate allo scarico che dovrebbero presto consentire ai singoli di ritrovare la migliore condizione possibile.
Raggiungendo quello standard che, secondo quelle che sono le abitudini di zemaniana memoria, dovrebbe consentire di volare in campionato da metà febbraio in poi.
I precedenti, in tal senso, dicono che è il mese di gennaio quello durante il quale le formazioni guidate dal tecnico boemo pagano dazio sul piano dei risultati e del rendimento, spesso andando incontro ad imprevedibili rovesci che ne frenano bruscamente il cammino.
Ma in questa stagione a gennaio si è rimasti a guardare, per cui ora bisognerebbe capire se gli effetti dei carichi si riverbereranno anche nell’ormai imminente febbraio, o se fisiologicamente la squadra con il ritmo dei 90’ ritroverà quello smalto che per larghi tratti nel girone di andata ha accompagnato le prestazioni di Curcio e compagni.
E’ soprattutto sul piano della brillantezza che il Foggia deve ritrovarsi, gli ultimi 90’ di domenica scorsa hanno infatti evidenziato quanto sia stato netto ed evidente il divario fra due formazioni che accusavano diverse e fondamentali assenze in campo. Con la differenza sostanziale che il Latina è apparso più dinamico e reattivo. A differenza dei rossoneri, che a parte forse i primi 20’ del match sono andati poi lentamente spegnendosi.
Certo, anche qualche scelta tecnica (su tutti Rocca arretrato sulla linea difensiva, Gallo dirottato in cabina di regia e Tuzzo pressochè impalpabile finchè è rimasto in campo) ha finito con l’ingigantire i limiti attuali di una squadra che ha accusato un evidente calo psico-fisico anche rispetto alla precedente gara interna con il Monterosi nell’ultimo turno del 2021.
Niente paura, però. Tutto calcolato.
Funziona così in questo frangente con Zeman in panchina.
Probabile, invece, che con l’ingresso di qualche rinforzo giunto dalla finestra del mercato di gennaio si registri un netto miglioramento sul piano della prestazione complessiva e del risultato sin da lunedì prossimo.
Ma anche laddove il Foggia dovesse pagare nuovamente dazio ed eventualmente andare incontro ad una nuova sconfitta, non sarà il caso di farne un dramma.
Passerà. E’ solo questione di tempo.
Semmai va avvisato per tempo patron Canonico di non battere ciglio e di fare buon viso a cattivo gioco anche in caso di malaugurato ko.
Niente reazioni di pancia e massimo self-control: ricordi sempre che ha appena prolungato il contratto al proprio staff tecnico.
E quindi non conviene lasciarsi sopraffare da possibili scatti di rabbia.
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