Il Foggia e il mercato di riparazione: da De Zerbi a Pecchia (2001-07)

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Il calciomercato in Italia si divide in due fasi temporali: la prima, e più importante, riguarda la sessione estiva,

mentre va rivestendo sempre maggiore valenza anche la finestra di gennaio. Dapprima inteso come mercato di riparazione, gennaio nel tempo è diventato un modo per fare tabula rasa e cambiare il senso di una stagione, sia in positivo che in negativo.

Inutile dire come la sentenza Bosman abbia influenzato il mercato in generale, la vera rivoluzione però la si è avuta a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, quando è stata fissata una vera e propria sessione temporale alle contrattazioni: prima del 1995 – un anno che è il crocevia tra calcio vintage e calcio moderno – era possibile solo operare transazioni nel mese di ottobre oltre alla canonica estate dedicata ai rumors e alle ufficialità, poi lentamente si è arrivati alla concezione odierna del mercato di riparazione, incastonato nel mese di gennaio.

La sessione invernale di quest’anno durerà dal 3 al prossimo 31 gennaio. Da lì in avanti saranno possibili solamente gli arrivi dei calciatori svincolati o le cessioni nei campionati in cui la finestra invernale si chiude a febbraio o nei mesi successivi.
Il Foggia con il mercato cosiddetto di riparazione ha sempre avuto un rapporto controverso.

Talvolta è servito per migliorare la qualità della rosa e per raggiungere l’obiettivo finale (sia esso la promozione o la salvezza). Altre volte, invece, non ha prodotto effetti concreti anche perché o non c’erano risorse adeguate a disposizione, o più semplicemente perché le scelte operate si sono rivelate errate.

Nel viaggio a ritroso che a partire dagli anni ‘60 arriverà ai giorni nostri, oggi è la volta del settennato che regala la grande gioia del ritorno in C1 con Marino in panchina, ma anche la delusione infinita del Partenio di Avellino del 17 giugno 2007.

STAGIONE 2001-02. Il patron Marco Russo è arrestato il 23 luglio, ed il Foggia si ritrova di nuovo nel tunnel: la situazione del club si fa pesante, il disavanzo è di 5,3 milioni. Scocca l'ora dei custodi giudiziali Giancasoni e Franco, poi a fine novembre il Foggia passa a Zuccarino.
In panchina Pace è avvicendato da Florimbj. Gli innesti in corsa di di De Zerbi (centrocampista, dal Lecco) e di Del Core (attaccante, dal Taranto) spingeranno i rossoneri nei play-off, ma il sogno della C/1 sarà infranto nella doppia sfida con il Paternò.
A gennaio dal mercato oltre alla coppia De Zerbi-Del Core si registreranno anche gli arrivi di Cianciotta (centrocampista, svincolato dal Giugliano) e dell’attaccante di colore Egbedy (Club Africaine/Tunisia).

STAGIONE 2002-03. Pasquale Marino riaccende l’entusiasmo dopo gli anni dell’anonimato, il Foggia risale in C1 a suon di record nonostante il club non navighi nell’oro e gli stenti societari sono abilmente mascherati da Patano & co., che riescono nell’impresa di una promozione che si materializza nell’apoteosi del Flaminio in aprile sotto gli occhi di Zeman.
Dal mercato di riparazione il Foggia uscirà puntellato con gli acquisti di Di Bari (difensore, svincolato dal Manfredonia), Brutto (centrocampista, dal Paternò), Greco (attaccante, dalla Vis Pesaro).

STAGIONE 2003-04. Il ritorno in C1 acuisce la crisi societaria: Patano si dimette, e Scirano è il nuovo presidente: Marino resta in sella, mentre il gioiellino Pazienza saluta e va all’Udinese.
Al vertice del club, invece, Trinastich passa la mano a Vitale: un modo per allungare ulteriormente l’agonia.
Il 6 aprile infatti calerà il sipario sul calcio foggiano con un nuovo doloroso fallimento. A gennaio erano arrivati Faieta (centrocampista, dal Sora), Imbriani (centrocampista, rescissione dalla Salernitana), Larosa (centrocampista, dalla F. Andria), Enyinnaya (attaccante, in prestito dal Bari) e Marra (attaccante, dall’Igea Virtus).
Sul fronte cessioni, invece, si erano registrate le partenze di Mariniello (centrocampista, prestito Lecce), Moro (centrocampista, Isernia), Greco (attaccante, rescissione/Cremonese), e Pellicori (attaccante, Benevento).

STAGIONE 2004-05. A maggio il Foggia finisce nelle mani dell’imprenditore toscano Coccimiglio per 570 mila euro, e il 30 giugno la Covisoc riammette la nascente U.S. Foggia alla C/1.
Si riparte nel segno dell’ex fantasista della Roma Giuseppe Giannini. Ma il Principe non decolla, e allora tocca a Morgia condurre il Foggia nel porto della salvezza proprio nel mentre le aziende di Coccimiglio finiscono sull’orlo del collasso.
Dal mercato di riparazione di gennaio arriveranno Di Bari (difensore, svincolato dal Tivoli), Nardini (centrocampista, dal Prato), Grieco (attaccante, prestito dal Parma), e Tahirovic (attaccante, dal Balaton/Ungheria). Partono invece: Sapienza (difensore, prestito Prato), Da Silva (attaccante, Sambenedettese), Oliveira (attaccante, Venezia).

STAGIONE 2006-07. C’è l’accoppiata Salerno-Cuoghi per tentare l’assalto alla B, la squadra sarà rivoluzionata, con tanti acquisti di spessore: dal gruppo storico della Salernitana alla ciliegina Salgado. Cuoghi però non riuscirà a dare una fisionomia precisa alla squadra, e così toccherà a D’Adderio provare il grande salto. Con gli innesti in corsa di gennaio di Pecchia (centrocampista, dall’Ascoli) e di Mastronunzio (attaccante, dal Frosinone) i play-off saranno cosa fatta. Dopo la semifinale al cardiopalma con la Cavese, la B sfuggirà però a soli 90” dall’epilogo al Partenio di Avellino, dove è Rivaldo a spezzare l’incantesimo. Il Foggia si consolerà con la conquista della Coppa di C, primo trofeo nella bacheca rossonera dopo la Coppa delle Alpi-bis degli anni ‘60. Sul fronte cessioni a gennaio parte Dall’Acqua (attaccante, (fine prestito Triestina)

7 - continua

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