Allo Jacovone servirà un’altra gara coraggiosa

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I derby pugliesi in C sono come le ciliegie. Uno tira l’altro. E così dopo Foggia-Bari ecco che all’orizzonte per gli uomini di Zeman si profila la trasferta di Taranto.

Un’altra di quelle sfide ad alta tensione sempre particolarmente sentite da queste parti. In riva allo Jonio stanno preparando i prossimi 90’ con particolare zelo, i rossoneri troveranno un ambiente particolarmente surriscaldato per via di una rivalità accesa che si rinnova nel tempo.
E perché i rossoblu, che fino a qualche settimana fa cullavano ambizioni play-off, ora si ritrovano improvvisamente a ridosso della zona che scotta, con appena due punti di vantaggio da gestire. E' tempo, dunque, di tirare fuori gli artigli.

Laterza è in affanno, e con lui la sua squadra che nel nuovo anno non ha mai vinto ancora, e che incredibilmente nelle ultime cinque ha messo assieme due punti, infilando due sconfitte consecutive negli ultimi 180’ con Catanzaro (0-1) ed Andria (3-0).
E’ il gol soprattutto l’assillo principale degli jonici, che segnano con il contagocce (solo 26 reti all’attivo e quartultimo attacco del raggruppamento), e che dopo un girone di andata che li aveva visti brillanti protagonisti, ora annaspano.
Un preoccupante principio di crisi del quale dovrebbe provare ad approfittare il Foggia, che al momento vanta sei punti di vantaggio sui rossoblu (sarebbero otto senza la penalizzazione), e che allo Jacovone dovrà quindi provare a raccogliere l’intera posta in palio.

Ma la formazione di Zeman formato-export fin quì non è che abbia particolarmente entusiasmato, ha alternato prestazioni convincenti (come lo 0-3 con la Fidelis, l’1-2 di Catania o il recente 0-1 di Monopoli) ad altre che hanno lasciato completamente a desiderare (è il caso del 3-0 di Palermo, del 2-0 di Catanzaro, o dei più recenti 3-1 con la Juve Stabia ed il 2-1 di Potenza).
Meglio, dunque, non lasciarsi prendere la mano da un match che solo apparentemente sembra alla portata, viste le difficoltà del momento che attraversano i padroni di casa, ma che in realtà è ricco di insidie.

In ogni caso all’orizzonte si profila una gara molto diversa da quella dell’andata, il Taranto non è più la squadra sbarazzina ed imprevedibile di un girone fa, ed il Foggia dunque dovrà provare ad approfittarne. E questo per quanto ai 90’ dello Jacovone Curcio e compagni si accostino in emergenza e con gli uomini contati. Il boemo è con la difesa a pezzi, in settimana si è visto privare pure di Di Pasquale (appiedato per un turno dal giudice disciplinare), e a poco più di 72 ore dal derby non sa ancora su quali uomini poter fare affidamento.

Anche perché Nicolao è uscito malconcio sabato scorso dalla sfida coi cugini biancorossi, e lo staff sanitario sta provando a rimetterlo in sesto in tutta fretta.
E’ corsa contro il tempo, anche perché sull’out di destra l’ex laterale del Latina in queste ultime gare è stato adattato, dopo che prima Garattoni, e poi Martino, hanno dovuto ammainare bandiera bianca a causa di due infortuni.
Contro il Bari Zeman aveva tamponato con la soluzione-Girasole, ma sabato prossimo non dovesse farcela Nicolao bisognerà ricorrere ad un’altra alternativa per via dell’assenza forzata di Di Pasquale.

Un bel pasticcio, insomma, al quale il tecnico di Praga spera di porre rimedio in tempo utile, perché senza laterali di ruolo a disposizione si vedrebbe costretto a retrocedere sulla linea dei difensori di fascia un centrocampista (Garofalo?) per rimediare all’evenienza. A meno che non insista con Girasole esterno inserendo Buschiazzo in coppia con Sciacca al centro della difesa.
Oltretutto lì dietro pesano anche le assenze dei due portieri Alastra e Volpe, che difficilmente saranno recuperabili per la trasferta di Taranto.
E di conseguenza toccherà ancora al portierino argentino Dalmasso difendere i pali del Foggia.

La cosa per la verità non sembra preoccupare particolarmente Zeman, che per strada e quasi per caso ha scoperto il numero uno che più si avvicina a quella che è la sua idea del ruolo di ultimo baluardo.
Ma è ovvio che, dopo aver oltretutto perso al mercato di gennaio anche Nicoletti (passato al Crotone) non si sarebbe mai aspettato di dover far fronte ad una serie interminabile di infortuni. In infermeria ci sono sempre Markic e Di Grazia, oltre a Tuzzo, senza dimenticare che da un paio di settimane ormai è out anche Rocca, per il quale si ignorano i tempi di recupero.

A Taranto sabato prossimo il boemo non avrà molte scelte, e dovrà affidarsi ancora una volta a quei 14-15 uomini che fra mille difficoltà stanno facendo gli straordinari per tenere a galla il Foggia. Sciacca stringerà i denti (soffre di pubalgia) e ci sarà, come Rizzo sull’out sinistro di difesa. Petermann, Di Paolantonio e Garofalo (o Gallo, se quest’ultimo dovesse essere arretrato sulla linea dei difensori) giostreranno in mezzo al campo, mentre Merola, Ferrante e Curcio formeranno il tridente che ormai pare essere l’unico reparto inamovibile per il tecnico rossonero.
In tre lì davanti hanno messo a segno qualcosa come 25 gol sui 44 complessivi. Il Foggia ora è il terzo attacco del girone, finalmente segna con regolarità ed allo Jacovone il golletto non è escluso che possa scapparci scapparci.

Poi ci penserà Dalmasso a calare la saracinesca.

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