Una città in festa. Impazzita di gioia per la sua squadra di calcio. Domenica sera erano non meno di 10mila in Piazza Duomo a godersi lo spettacolo:
cori, bandiere e sciarpe, tutto rigorosamente a tinte gialloblu. Qualcosa di molto simile lo si era intravisto dopo il play-off vinto contro il Taranto il 19 maggio del 2019, quando si festeggiava una C che sarebbe poi stata letteralmente scippata.
Ma la notte magica del 24 aprile scorso è stata tutta un’altra storia: perché stavolta c’è la certezza che la Lega Pro niente e nessuno potrà sottrarla.
Perché conquistata con merito e a suon di record sul rettangolo di gioco.
Cerignola sogna ad occhi aperti e non vuole essere svegliata: 72 ore dopo il trionfo, per le vie cittadine è come se il tempo si fosse fermato. Non c’è angolo in cui non si respiri aria di promozione: da Pazienza a Malcore, passando per il presidente Quarto e capitan Allegrini, sono loro i volti del trionfo che campeggiano in ogni dove.
E sono tutti accomunati da un lungo, interminabile applauso. Ottantacinque anni dopo la città sta riscoprendo un amore ed un trasporto viscerale per la sua squadra e quei colori, merito di un gruppo straordinario di ragazzi che da agosto scorso ha messo nel mirino l’unico obiettivo perseguibile: il salto in C. Che proprio Allegrini aveva garantito alla presentazione della squadra a settembre: “La promessa è stata mantenuta - dice ora soddisfatto il capitano -. Finalmente abbiamo conquistato meritatamente questa Serie C. È stata una cavalcata che nel Girone H nessuno aveva mai fatto prima d’ora. I complimenti ce li meritiamo, con grande orgoglio posso affermare di aver fatto qualcosa di straordinario”.
E se solo per un istante ci si volta indietro e si scopre che appena otto anni fa l’Audace vivacchiava in Prima Categoria, si capisce che la portata dell’impresa merita tutta l’enfasi che inevitabilmente si sta portando dietro.
Riecheggiano ancora le parole di Michele Pazienza, il tecnico paracadutato su Cerignola due stagioni fa dal ds Elio Di Toro, che sotto gli occhi della folla che domenica sera si è riversata per le strade pazza di gioia, si è lasciato cogliere dalla comprensibile emozione : “Ci abbiamo sempre creduto, abbiamo fatto qualcosa di storico e memorabile che ricorderemo per sempre. Non smetterò mai di ringraziare questo gruppo e questa città”. Soprattutto se il tecnico sanseverese ripensa al momento più delicato della stagione, quando il Cerignola era attardato di otto punti dalla vetta della classifica e tutto pareva ormai perduto.
E’ stato invece proprio in quel frangente che il club ha posto le basi per il salto in Lega Pro, con la scelta di proseguire fino in fondo con il suo condottiero.
Era l’1 novembre, il morale era sotto i tacchi dopo il pari interno con il Nardò, quel giorno partiva la grande rimonta che avrebbe portato a 32 risultati utili consecutivi fra Campionato e Coppa.
E allora ecco che la festa domenica non poteva proprio essere rinviata, in 6mila erano sugli spalti del Monterisi a spingere la squadra con il Bitonto verso la C. Uno stadio che negli anni ‘50 è stato set del film Totò gambe d’oro, e che ora appare troppo piccolo per contenere l’entusiasmo che inevitabilmente la terza serie nazionale si porterà dietro.
Il salto di categoria e tutto ciò che una promozione fra i professionisti sposta è solo un punto di partenza in casa Audace. I progetti sono lungimiranti, e non si fermano certo con il raggiungimento della C.
Ci sarà tempo e spazio per delineare la nuova strategia, adesso è l’ora dei festeggiamenti.
Ma è normale che si guardi già in proiezione futura, perché il Cerignola in C non vuole certo essere di passaggio. Con una società solida alle spalle che è pronta ad assecondare le richieste dello staff tecnico (ovviamente il ds Di Toro e Pazienza restano al loro posto anche per la prossima stagione ndr), e con il supporto di alcuni partner d’eccezione (la famiglia Grieco su tutti), è scontato che si punterà ad una annata non da semplici comprimari: “È un’impresa calcistica che sarà di sicuro irripetibile - ammette nel frattempo Danilo Quarto, il presidente che con la sua spontaneità è entrato nel cuore dei tifosi - . Ci abbiamo creduto fino dal 9 di agosto, abbiamo avuto continuità e costanza, ed anche nei momenti più difficili non abbiamo mollato di un centimetro. Sarà difficile riavere nel tempo un gruppo coeso come questo, capace di regalare così tante emozioni. La C mi mette i brividi addosso. Stringerla adesso è semplicemente fantastico”.
Quarto sa che questo non è il momento delle promesse, ma gli occhi gli si illuminano al sol pensiero che al via la prossima stagione tornerà d’attualità il derby con il Foggia.
A meno che, ovviamente, nel frattempo la formazione di Zeman non faccia un mezzo miracolo ai play-off.
Per ora c’è una data che resterà per sempre scolpita nella memoria di tutti, appassionati e non dell’Audace: 24 aprile 2022 , 85 anni dopo Cerignola si riscopre una città nel pallone.
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