La proposta irrevocabile d’acquisto scadeva oggi a mezzanotte. Ma Nicola Canonico, senza troppi convenevoli, ieri attorno ad ora di pranzo l’ha rispedita al mittente.
“Rifiuto e vado avanti”, questo il sunto della nota diffusa dall’imprenditore barese, che in poche righe ha liquidato una trattativa che la Fortore Energia sta portando avanti a fari spenti ormai da qualche settimana e che il patron ha ritenuto irricevibile nella forma e nella sostanza. Insufficienti i 500mila euro messi sul tavolo dall’acquirente per rilevare il suo 51%, in una offerta complessiva che dovrebbe aggirarsi attorno all’1,7 milioni di euro oltre alla massa debitoria (oltre 3 milioni) ed alla gestione corrente, iscrizione compresa.
“Nella giornata del 15 giugno è stata recapitata un’offerta per l’acquisizione della Corporate srl, società che controlla il Foggia Calcio per l’80% delle quote. Tale offerta, che per motivi di riservatezza non posso svelare, per quanto mi riguarda è assolutamente inaccettabile”, ha tagliato corto il numero uno del club rossonero che ha chiuso ogni margine di possibile trattativa specificando che “la stessa non tiene minimamente in considerazione quanto da me sottolineato pubblicamente con assoluta chiarezza nel comunicato stampa datato 29 maggio scorso, di cui si riporta di seguito uno stralcio: “Si sappia - e cortesemente si riporti - che non è assolutamente mia intenzione guadagnare nemmeno un euro da questa eventuale cessione. Essa - ove dovesse concretizzarsi - avverrà al costo da me sostenuto per l’intera stagione 2021/2022”.
Canonico, dunque, come da previsione non si è lasciato intimidire da una offerta circostanziata che arriva da un colosso locale delle energie rinnovabili qual è la Fortore Energia, anzi rilancia: “Andiamo avanti!”, conclude il presidente lanciando il suo guanto di sfida a quanti gli chiedono di fare un passo indietro e di passare la mano.
A maggior ragione ora che il potenziale acquirente ha ammesso che il progetto tecnico graviterebbe attorno al duo Pavone-Zeman, ormai nemici giurati di Canonico, che da queste parti vuole dimostrare di essere nella condizione di poter far calcio come e meglio di quanto possano garantire il boemo ed il ds barlettano.
Esplicitasse anche qual è il suo piano industriale per le prossime stagioni, il numero uno di Viale Ofanto allontanerebbe forse tutti i cattivi pensieri che in queste ore agitano il popolo rossonero, e restituirebbe quelle certezze che viceversa al momento ancora mancano.
Reazioni e comunicati a parte, molto probabilmente si tratta solo della prima mossa, che nel gioco delle parti era ampiamente prevedibile: è chiaro che Canonico a questo punto abbia tutto l’interesse a vendere, alla luce anche di quelli che saranno i possibili risvolti nella controversia giudiziaria avviata con il socio di minoranza Maria Assunta Pintus che potrebbero aprire anche nuovi scenari in casa Foggia.
E ribaltare clamorosamente le forze in campo.
Ma per ora temporeggia, inscenando una sorta di autolesionismo ad oltranza che dal suo personale punto di vista ha comunque una logica: mira ad intascare il più possibile l’imprenditore barese, come è naturale che sia.
E la Fortore Energia ed il suo presidente Antonio Salandra non si faranno certo scoraggiare da questo primo rifiuto.
Che è assolutamente fisiologico.
L’impressione è che la partita sia tutt’altro che chiusa, e che d’ora in avanti sarà un continuo susseguirsi di mosse e contromosse. Con la proprietà che continuerà ad ostentare sicurezza procedendo senza indugio nella programmazione.
E con la controparte che proverà ad insistere, nella segreta speranza che il patron si renda conto strada facendo che non sussistono più le condizioni per proseguire al timone del club.
Canonico, oltretutto, nel proprio fermo diniego ad intavolare la trattativa, ha fatto evidentemente riferimento solo al 51% della Corporate Investments Group di cui è detentore, senza prendere minimamente in considerazione quella che potrebbe essere la volontà di Maria Assunta Pintus.
Che continua a trincerarsi dietro un silenzio sotto certi versi comprensibile, ma che non disdegnerebbe la soluzione-Fortore Energia.
Al punto che avrebbe avviato già per tempo una interlocuzione con il gruppo interessato a subentrare, manifestando così una precisa volontà a condurre il Foggia fuori dall’impasse del momento.
Ma Nicola Canonico non si piega, ed imperterrito va avanti per la sua strada.
Incurante anche del sempre più dilagante disappunto dell’ambiente, nel quale comincia a serpeggiare un certo malcontento.
Il tempo in questo senso sembra giocare tutto in favore di Salandra che non arretra di un millimetro, e che è sempre pronto a sferrare l’assalto decisivo per restituire il Foggia ai foggiani.
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