Fu il primo calciatore ad esordire in serie A nel '64, Faleo profeta in patria

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Abitava a soli 500 metri dallo Zaccheria, allo stadio per allenarsi ogni giorno andava a piedi, o tutt’al più in bici. La sua compagna inseparabile. Vincenzo Faleo ed il Foggia sono stati amici per la pelle. E quando alla fine degli anni ‘50 cominciò a bazzicare in rossonero, gli sembrò quasi di giocare per la squadra di quartiere: da San Michele al campo di allenamento era un batter d’ali, all’epoca aveva solo 21 anni e quando nel ‘64 si è ritrovato alle soglie della A quasi non gli parve vero che quel ragazzo di strada ne avesse fatta così tanta.

Appartiene di diritto al club dei 9 eletti che con la maglia della squadra della loro città hanno provato l’ebbrezza della massima serie: al suo fianco Rinaldi, Di Bari, Padalino, Valente, Amoruso, Lo Polito, Cenicola e De Giovanni. In A e in rossonero ha messo assieme 54 gettoni di presenza, meglio di lui solo Beppe Di Bari (58) e Matteo Rinaldi (87). Del Foggia dei foggiani, dunque, Faleo è uni dei pilastri, con le sue nove stagioni in rossonero e le 171 presenze complessive e 4 gol in gare ufficiali. Un vero e proprio monumento. Troppo spesso dimenticato, però: eppure col Foggia vanta la prima storica promozione in A , oltre a quella dalla C alla B del ‘62. Nel suo personale palmares anche la Coppa delle Alpi-bis.

Inoltre è stato il primo foggiano di Foggia ad esordire nella massima serie il 27 settembre del ‘64 in occasione della gara casalinga con il Mantova. Tanto basterebbe per garantirgli un posto al sole nella galleria degli indimenticabili, eppure Enzo ha vissuto sempre con disicanto e distacco ciò che il calcio gli ha regalato. E quando i riflettori della ribalta si sono definitivamente spenti non ha esitato a voltare pagina e a riprendere la routine di tutti i giorni. Facendo il ferroviere. Faleo inizia a muovere i primi passi nel vivaio locale, quindi va a farsi le ossa nell'Andria in D, e dopo aver trascorso un anno in Serie C al Chieti, torna al Foggia. In rossonero disputa otto campionati di fila, dei quali uno di Serie C, quattro di Serie B e tre di Serie A. In massima serie esordisce nel campionato 1964-1965. Chiusa la parentesi col Foggia, nel 1968 si trasferisce al Cerignola, dove chiuderà la carriera. Faleo lega però il suo nome soprattutto al mitico Foggia&Incedit che inaugurò il primo ciclo aureo del calcio foggiano degli anni ‘60.

Il "foggianissimo" del gruppo era un infaticabile portatore d'acqua, e prezioso sarto della manovra. Era l'uomo che cuciva il centrocampo col filo della sua saggezza tecnica e con l'ago della sua tenacia. Era binesauribile matrice del raccordo fra difesa e centrocampo. Protagonista di cento battaglie, Faleo era in campo anche in una di quelle partite fra le più suggestive ed emozionanti di storia rossosonera, quell’Udinese-Foggia che si chiuse con l’incredibile 2-7 dei dauni. In Friuli si gioca il 28 ottobre. Il Foggia, che è forte del doppio successo casalingo consecutivo conseguito contro Como e Pro Patria, alla vigilia del match avrebbe sottoscritto per un pareggio. E invece in quell'indimenticabile pomeriggio accadrà davvero di tutto. Una deviazione fortuita di Gigante sblocca subito il risultato, e solo 1' più tardi giunge il raddoppio di Oltramari. Il primo tempo si chiude 3-1 per gli ospiti, Oltramari e Manganotto fissano il risultato dei primi 45'. Il festival del gol prosegue nella ripresa, ancora Oltramari ed una tripletta di Nocera renderanno il punteggio numericamente corposo per i rossoneri, la rete al 61° di "raggio di luna" Selmosson non servirà ad addolcire la pillola amara che deve ingoiare un certo Dino Zoff, chiamato in quell'infausto giorno a difendere la porta dei friulani. Al ritorno in sede la comitiva rossonera sarà letteralmente sommersa dall'affetto dei propri sostenitori. I festeggiamenti per una vittoria così eclatante si protrarranno per tutta la settimana. Non ci sarà vetrina che non esponga in bella mostra la foto della squadra, orgoglio di una intera città. Ci sarà persino chi , come il maestro Ottavio De Stefano, penserà che il momento era propizio per comporre il primo inno ufficiale. Nasce così "Forza Foggia cha-cha-cha", che è anche il modo originalissimo con cui i tifosi alla domenica trascinano con i propri cori la squadra del cuore alla vittoria.

(già pubblicati Raffaele De Meo, Giovanni Bratta, Vincenzo Marsico , Attilio De Brita e Carmine Buonpensiero)

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