Ogunseye, la pantera nera che coi suoi gol vuole trascinare in B il Foggia

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E’ tornato assatanato. Alla ripresa della preparazione, dirottata all’ultimo momento sul sintetico dell’impianto della Figc per ragioni squisitamente logistiche, Pietro Ogunseye sembrava morso dalla tarantola.

Chi ha avuto la fortuna lunedì pomeriggio di vederlo all’opera ha ammirato un giocatore trasformato, che ci ha messo davvero poco a entrare nella dimensione Foggia. L’ex attaccante del Modena sa di giocarsi una chance irripetibile della sua carriera ed è per questo che non vuole perdersi nemmeno un istante di questa sua nuova avventura: nell’ora e mezza abbondante nella quale Boscaglia ha torchiato i suoi, Ogunseye ha impressionato per la voglia e l’applicazione esibite.

Numeri d’alta scuola nella partitella finale, con ogni pallone toccato che puntualmente è finito in fondo al sacco. Uno spettacolo. La nuova pantera nera del Foggia meglio proprio non poteva presentarsi ai suoi nuovi tifosi: 3 gol nelle prime due uscite amichevoli in Friuli per creare qualche imbarazzo nel tecnico Boscaglia.

Che con l’italo-nigeriano credeva di aver sistemato il reparto in attesa del centravanti titolare. E che ora pare stia rivedendo le sue posizioni e invertendo le possibili gerarchie: della serie chissà se davvero a questo punto al Foggia serve un bomber da doppia cifra, visto che potrebbe già avercelo in casa...

Tutto è possibile, anche se la prudenza in questo frangente è d’obbligo, anche perché finora il giocatore non si è quasi mai mostrato cecchino dell’area di rigore e al Foggia viceversa serve chi la butti dentro.

Anche se, con una trequarti così, composta da Peralta, Curcio e Schenetti, il dubbio che i gol comunque arrivino copiosi è legittimo.

Ogunseye è alla prima annata nel girone C di Serie C. La scorsa stagione ha vestito la maglia del Modena di Attilio Tesser, dopo una prima parentesi in B con il Cittadella. Definirlo bomber è un tantino esagerato, forse, visti anche i suoi trascorsi, ma mai dire mai.

Quel che è certo è che la provincia in C è stata finora sempre splendida protagonista per Ogunseye, che in passato ha sempre militato in squadre ambiziose di Lega Pro. Il Prato è stata la squadra che lo ha lanciato nel calcio professionistico, svezzandolo fino al 2016. Anno in cui si trasferisce sull’isola con l’Olbia, dove per quattro stagioni regala gol pesanti (25) per il mantenimento della categoria. La tappa in Sardegna sarà quella che, all’atto pratico, gli consentirà il grande salto di categoria in B col Cittadella.

L’esordio è da favola: subito in gol al debutto contro la Cremonese nella vittoria ottenuta in trasferta allo Zini per 2-0. Seguiranno altre 4 reti che hanno tutte il loro peso specifico in quanto porteranno punti pesanti per la squadra di Roberto Venturato rispettivamente contro Pisa, Lecce, Frosinone e Reggiana.

Uno di questi gol Ogunseye lo ha realizzato al “Mapei Stadium” contro la Reggiana in modo singolare. Al 64′, dopo una serie di rimpalli con il suo compagno Alessio Vita ha calciato contemporaneamente in porta, spiazzando il portiere Cerofolini. Un gol a metà ma di grande valore, alla Holly e Benji, determinante per il cammino del Cittadella in quella stagione di B.

L’ultima è stata, invece, una delle stagioni più emozionanti per l’attaccante che nelle movenze ricorda vagamente l’interista Romelu Lukaku, appena tornato in Italia (e in nerazzurro) dopo la breve e sfortunata parentesi al Chelsea. A Modena è arrivata la promozione, a conclusione di una splendida cavalcata. Al fianco di un certo Narciso, che pare lo abbia invogliato ad accettare Foggia. Il caso ha voluto che il suo primo gol coi canarini l’abbia segnato ancora una volta alla Reggiana, sua vittima preferita.

In gialloblu Ogunseye non è stato titolarissimo, anzi. Davanti a lui c’era da superare la concorrenza di Diaw, Falcinelli, Marotta e Bonfanti, mica attaccanti qualsiasi. Ventidue presenze e 5 gol il bottino finale dell’italo-nigeriano nato a Mantova 27 anni fa, che adesso riparte da Foggia col chiodo fisso di prendersi una maglia da titolare e di tagliare la seconda promozione consecutiva. Finora i numeri sono tutti dalla sua parte e lasciano addirittura presagire che in rossonero possa trovare la sua definitiva consacrazione.

Ma in casa Foggia si incrociano le dita, e si fanno tutte le opportune valutazioni del caso: il club rossonero pare voler temporeggiare prima di prendere una decisione definitiva, ma nel frattempo, dopo aver perso tutte le speranze di poter riavere Alexis Ferrante, pare stia sondando Adriano Montalto, 34enne attaccante attualmente in forza alla Reggina.

Montalto è una prima punta, e potrebbe essere il prototipo di giocatore che serve al Foggia. Mancino di piede e forte fisicamente, possiede una buona abilità nel gioco aereo e un buon tiro dalla distanza. In carriera ha indossato le maglie di Salernitana, Ascoli, Como, Juve Stabia, Cremonese, Ternana, Venezia, Bari e Reggina. Giocatore di indiscutibile esperienza con oltre 288 presenze fra B e C, nell’ultima annata in 31 presenze ha messo a segno 5 gol. Pochini per un goleador che solo qualche stagione fa con la maglia della Ternana, in B, di reti ne mise a segno addirittura 20.

Il Foggia è vigile e attende ulteriori sviluppi: per Montalto sarebbe pronto un biennale da servirgli su un piatto d’argento, ma ne varrà davvero la pena visto l’Ogunseye di questo primissimo scorcio di stagione? 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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