Foggia ai minimi storici

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

E’ un Foggia da... minimi storici. Come non si ricorda ormai da tempo. La quinta sconfitta (terza consecutiva) nei primi 7 turni di campionato ha fatto precipitare i rossoneri sul fondo della classifica. Ed aperto una preoccupante crisi di risultati che il neo allenatore Fabio Gallo è chiamato ad arginare in tutta fretta prima che sia troppo tardi.

Nicola Canonico domenica scorsa ha chiesto clemenza e comprensione, convinto com’è che la squadra saprà risalire la china e salvare una stagione che dopo nemmeno due mesi appare già abbondantemente compromessa. Marchiani errori di valutazione commessi in estate hanno però fatto sprofondare Di Pasquale & co. sull’orlo del precipizio, e se il trend non verrà invertito sarà complicato evitare una retrocessione che avrebbe del clamoroso alla luce delle ambizioni sventolate alla vigilia della stagione.

Andando a ritroso, non si ricorda un Foggia che in C abbia avuto un inizio di campionato così disastroso. Di sicuro negli ultimi decenni non era mai stato così avaro nelle prime 7 giornate: appena 4 punti, frutto dell’unica vittoria (di misura, allo Zaccheria con la Virtus Francavilla) e del pareggio di Potenza (portato a casa soprattutto grazie alla prodezza di Nobile, capace di neutralizzare un rigore ad una manciata di minuti dal termine).

Per il resto, solo e soltanto sconfitte: nell’ordine con Latina (1-3) al debutto, quindi con Az Picerno (3-0), Pescara (0-4), Taranto (1-0) e Gelbison (2-0). Peggio – nel raggruppamento meridionale – ha fatto solo la Fidelis Andria (che conta la miseria di 3 punti). La vetta della classifica è lontana già 15 lunghezze, distanza siderale nei confronti di un’avversaria che molto avventatamente si credeva di potrer mettere nel mirino.

E dire che in tanti avevano indicato la squadra di Boscaglia (ed ora di Gallo) tra le probabili pretendenti al successo finale: merito (colpa?) del “mercato grandi-firme” inscenato nello scorso luglio, e rivelatosi ad oggi un autentico flop. A cose fatte, ora il Foggia rischia di essere una semplice comparsa.

E i numeri, in questo senso, oltre che impietosi sono la cartina di tornasole di quello che è il momento in casa rossonera: solo 3 reti segnate (peggior attacco del girone C) e addirittura 14 reti subite (peggior difesa del raggruppamento, sia pure in condominio con ACR Messina, Taranto e Turris).

C’è, insomma, di che essere preoccupati. Guardando indietro, neppure quando retrocedette in C2 al termine del campionato ‘98/99 (con Mancano prima e Brini poi in panchina) il Foggia ebbe un avvio così a rilento. Prima dell’attuale, la peggior “falsa partenza” – negli ultimi decenni, in Terza Serie – era stata quella del Foggia di Morgia (e poi di Rumignani e successivamente di Fiorucci) nel ‘05/06: 5 punti.

Alla fine quella squadra concluse, comunque, al 13° posto ed evitò se non altro di precipitare in C2. Non bene neanche le prime 7 giornate del Foggia di Campilongo (poi passato nelle mani di Galderisi) nel ‘07/08, e del Foggia del tandem Porta-Pecchia (poi avvicendati da Ugolotti) nel ‘09/10. Entrambe le formazioni non andarono infatti al di là dei 6 punti complessivi.

Come, più recentemente, ha fatto il Foggia di Marchionni nel ‘20/21. Il miglior avvio resta, invece, quello del Foggia targato Stroppa del ‘16/17: 19 punti, frutto di 6 vittorie ed un solo pareggio. Quella squadra – come si ricorderà – vinse, alla fine, il torneo centrando l’obiettivo della promozione diretta. Sulla sua scia c’è poi l’undici di Stefano Cuoghi (poi sostituito a stagione in corso da Fulvio D’’Adderio) che nel ‘06-07 si fermò a quota 15, infilando 4 vittorie e 3 pareggi senza mai conoscere il sapore della sconfitta.

Nemmeno il Foggia edizione ‘85-86, quello affidato alle cure di Gibì Fabbri tanto per intenderci, e che avrebbe dovuto stracciare il campionato proprio come quello assemblato da Canonico, seppe fare peggio di questo: 36 anni fa vigeva ancora la regola dei 2 punti a vittoria, ed i rossoneri che nelle loro file potevano vantare elementi del calibro di Mosti, Torresani, Crialesi, Gregorio Mauro e Messina, nel segmento iniziale di campionato comprensivo dei primi 7 turni misero assieme 7 punti (10 attuali).

Per ritrovare qualcosa di molto simile a questa partenza-horror bisogna andare a ritroso addirittura di 81 anni, alla stagione di C 1941-42: quel Foggia che aveva in panchina il romano Angelo Benincasa, e che era nella quasi totalità composto da elementi indigeni, nelle prime 7 giornate infilò cinque sconfitte (con Aviosicula Palermo, Siracusa, Trani, Taranto e Juventina Palermo), 1 pari (a Brindisi)  ed una sola vittoria (conquistata a Potenza proprio alla settima).

Il dato attuale, quindi, è inquietante, e la dice lunga sulla inconsistenza di una formazione così tanto decantata durante il mercato, e poi rivelatasi all’atto pratico impalpabile e di basso profilo. E sabato allo Zaccheria arriva il Crotone (si giocherà alle 14,30 anziché alle 17.30): la serie negativa rischia seriamente di allungarsi...

(con la collaborazione di Massimo G. Marsico)

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet