Quattro lunghi anni. E’ il tempo che Mino Chiricò ha dovuto attendere per rimettere piede nel suo caro vecchio Zaccheria. L’ultima volta risale al 17 marzo ‘18, indossava la maglia del Cesena in B: una sfida al cardiopalma risolta da una zampata di Mazzeo al 95’.
Era la prima volta senza i colori rossoneri addosso, li aveva abbandonati nel gennaio del ‘18 ed era stata l’epilogo di una storia perfetta, iniziata tre anni prima. Era il Foggia di Roberto De Zerbi, che in quell’annata conquisterà la Coppa Italia di Serie C e la finale playoff. Due sfide dal sapore contrastante, ma entrambe nel segno del 31enne attaccante di Mesagne. Protagonista assoluto con due gol negli ultimi due atti di Coppa, e della zampata nella finale di andata contro il Pisa persa 4-2.
Altri tempi, altro Foggia, ma sempre lo stesso Chiricò: giocatore dal talento sopraffino e dai gol spettacolari. Che lo ha accompagneranno anche nella stagione successiva, quella del salto in B e della terza promozione della sua carriera dopo quelle di Lanciano (‘11-12) e Ascoli (‘14-15). Un’annata che sarà condita da 35 presenze e 3 gol. L’ultima con la maglia rossonera (21 presenze e 4 gol) prima del passaggio al Cesena.
Un’esperienza tutt’altro che fortunata (7 presenze) quella in Romagna, come quella dell’annata ‘18-19 coincisa con il ritorno a Lecce. Lì dove tutto ebbe inizio con le prime apparizioni nelle giovanili giallorosse. Prima di indossare la maglia della prima squadra nella stagione ‘12-13. Perfetto in tutto, se non fosse stato per quella finale playoff persa con il Carpi che provocò l’invasione di campo dei tifosi.
Il giorno seguente l’allora presidente Tesoro impose un allenamento punitivo che molti disertarono, compreso Chiricò, che presentò un certificato medico. Chiricò però commise l’imperdonabile errore qualche ora dopo di pubblicare una foto a bordo piscina. Un gesto irriguardoso che la tifoseria salentina al suo ritorno non perse occasione di ricordare. Bastarono 13’ contro la Salernitana per scatenare un vero e proprio putiferio. E che costrinse in tutta fretta la società a mettere fuori rosa il giocatore per poi cederlo nel mercato di gennaio.
Dopo l’amara esperienza pugliese approderà nel Monza del duo Berlusconi-Galliani. Un anno e mezzo di permanenza in Brianza che porteranno l’ex Foggia alla sua quarta promozione in B della sua carriera, con un bottino di tutto rispetto: 40 presenze e 9 gol. Numeri che gli varranno la chiamata dell’Ascoli in B, alla quale però non faranno seguito effetti speciali. E così sei mesi dopo ecco la chance-Padova.
Con i veneti tornerà a segnare (23 presenze e 10 gol) e raggiungerà un’altra finale playoff, con l’Alessandria. Questa volta però, l’esito sarà diverso, niente promozione come nell’ultima stagione trascorsa coi biancoscudati (37 presenze e 11 gol) e che si chiuderà con una nuova beffa in finale contro il Palermo. Chiricò però è pronto a riprovarci. Ripartendo da Crotone.
L’avvio di campionato è in linea con il suo talento (7 presenze e 4 gol), e sabato prossimo il “suo” Foggia potrebbe finire nell’elenco delle formazioni finora punite dal suo mancino. Una intima speranza per i tifosi calabresi, un problema in più per quelli del Foggia. Una squadra, come lui stesso sottolinea “diversa da tutte le altre”.
Roberto Ciavarella
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