Il Foggia di Gallo rialza la cresta

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Vittoria scacciacrisi. Si spera. In realtà il successo inatteso, almeno quanto meritato, con il Crotone è una sentenza. Per patron Canonico, che sabato pomeriggio in tribuna allo Zaccheria non si è visto, e che ha dovuto digerire l’ennesima personale sconfitta di quella che ad oggi è la sua sgangherata gestione a Foggia.

Proprio così, e non sembri un paradosso: ma a ripercorrere a ritroso i 90’ contro la ex capolista che hanno riportato un briciolo di serenità in più in un ambiente caduto in depressione, la considerazione viene automatica. Per ritrovare la retta via Fabio Gallo ha dovuto affidarsi alla vecchia guardia, bocciando di fatto le scellerate scelte estive di un mercato condotto con una disarmante approssimazione. In campo contro l’ex prima della classe c’erano infatti tutti assieme Garattoni, Rizzo, Nicolao, Sciacca e Petermann, cinque undicesimi cioè del Foggia targato Zeman, segnale chiaro ed inequivocabile che per ripristinare un ordine che questi primi tre mesi del nuovo corso avevano messo fortemente in discussione, c’è stato bisogno di attingere a piene mani dal più recente passato.

Oltretutto le esclusioni eccellenti di Peralta, Schenetti ed Odjer, i cui acquisti erano stati enfatizzati in estate per creare aspettative poi rilvelatesi farlocche, stanno lì a confermare che si è dovuto intervenire chirurgicamente e correre in tutta fretta ai ripari per rimettere in piedi una stagione che rischiava di diventare fallimentare.

La gara con il Crotone, in questo senso, può rappresentare lo spartiacque della stagione del Foggia. Soprattutto se fin da domani contro la Juve Stabia dovesse arrivare l’attesa riprova: se cioè il 3-5-2 diventerà il cavallo di battaglia di Gallo per risalire la china o se, viceversa, sarà stata una soluzione-tampone legata alle strette contingenze. Idem dicasi anche per le scelte legate ai singoli, gli accantonamenti simultanei di tre pedine che parevano inamovibili del nuovo Foggia saranno solo temporanee o definitive?

Al di là delle impressioni, quello che è emerso in maniera netta è che finalmente le decisioni nella stanza dei bottoni le prende solo e soltanto la sfera tecnica. Senza più ingerenze di alcun genere.

Si va dunque finalmente nella direzione di quella auspicata normalizzazione che si rendeva imprescindibile per svoltare, i primi timidi segnali di ripresa evidenziati negli ultimi 90’ incoraggiano ad un cauto ottimismo che d’ora in avanti però vanno confermati.

Anche se evidentemente il lavoro che attende Gallo ed il suo staff non è di poco conto: la squadra, che finalmente sul piano dell’intensità e del sacrificio ha dato le risposte attese, sconta sul piano fisico una condizione assai approssimativa che va affinata il prima possibile per evitare di pagare ulteriore dazio. La breve e inefficace gestione-Boscaglia ha prodotto purtroppo solo macerie, probabilmente anche perché fin dall’inizio è scesa a compromessi ai quali avrebbe dovuto sottrarsi, anche sotto il profilo della manovra le lacune appaiono evidenti, e dopo un fisiologico periodo di adattamento ai nuovi sistemi introdotti dal neo-allenatore milanese, servirà dare un indirizzo anche sul piano squisitamente tattico.

Per ora meglio accontentarsi, soprattutto dopo i 3 punti arrivati in una sfida che oggettivamente almeno in partenza pareva chiusa nel pronostico. Il Crotone con il suo atteggiamento remissivo ci ha messo sicuramente del suo per agevolare il compito di Petermann e soci, che dopo una prima frazione di gioco attendista, hanno sfruttato nella ripresa gli errori dell’avversario per indirizzare il match in proprio favore.

Vuthaj è stato rapace dell’area di rigore ed è stato assi abile nel trovare lo spunto decisivo. Ma la sensazione è che lì davanti il Foggia continui a fare una fatica incredibile ad arrivare alla conclusione, e che la batteria degli attaccanti attualmente in organico non sia sufficiente a reggere l’urto di un campionato lungo ed estenuante come quello di C.

Prima di gennaio, però, sarà difficile intervenire, anche perché il mercato degli svincolati non pare suggerire soluzioni che possano fare al caso di una formazione che in questo frangente ha bisogno di giocatori pronti per scendere in campo. Il ds Matteo Lauriola sicuramente saprà come e dove rimediare.

Il Foggia di Gallo, nel frattempo, ha però rialzato la cresta.   

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testatina dillo al direttore WEB

 



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