Sì, è proprio tutto un altro Foggia. Lo hanno certificato gli ultimi 90’ del derby tutto in salita con la Fidelis Andria. Che brillano di luce propria, dopo gli stenti indicibili della prima frazione di gioco. In soli 8 giorni si è compiuto il piccolo capolavoro di Fabio Gallo che, con 7 punti in più in sole tre gare, ha dato nuovo slancio ad una formazione che era nel baratro, nel pieno di una crisi che pareva irreversibile.
Tre gol tutti in una volta, e per giunta in rimonta, il Foggia fino a sabato scorso non li aveva mai messi assieme finora, ed il fatto che siano arrivati in uno scontro-salvezza, come giustamente era stato etichettato alla vigilia, probabilmente mette ora la formazione di Gallo nella condizione psicologica di scrollarsi definitivamente gli stenti del recente passato. E di cominciare a pensare che il Diavolo poi, forse, non era così nero come lo si voleva dipingere.
Occorreranno ovviamente altre conferme (e nuove vittorie) per ribadire che il Foggia è fuori dal tunnel della crisi, ma per intanto giungono segnali incoraggianti di inversione di tendenza che inducono a guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
Che Gallo sia ormai entrato nelle corde di una squadra che si riconosce sempre nel suo allenatore è un dato incontrovertibile, che si specchia anche nella comunicativa con la quale il tecnico di Bollate sa arrivare al cuore dei suoi giocatori: “Vi dò non più di 5’ per riprendere questa gara, altrimenti ne sbatto fuori subito quattro”: la reprimenda fra il primo ed il secondo tempo deve evidentemente aver avuto effetti immediati sulla testa e nelle gambe dei rossoneri, se è vero che nel giro di soli 17’ il Foggia nella ripresa si è ritrovato dall’essere sotto di un gol, improvvisamente sul 3-1.
Se si sia trattato solo di una coincidenza o del riverbero di una sfuriata che aveva proprio lo scopo di dare la scossa allo spogliatoio, è tutto da dimostrare: restano in ogni caso quei secondi 45’ che hanno impresso la svolta decisiva al match e che restano i più sfavillanti della gestione-Gallo.
Nonostante il recente trend più che positivo, però, il Foggia resta ancora convalescente, perché sono ancora incomprensibili alcuni passaggi a vuoto della squadra sui quali occorrerà intervenire a fondo. Sul piano dell’intensità e della tenuta fisica si intravedono netti e costanti miglioramenti che lasciano presupporre che ora i rossoneri abbiano una autonomia più che rassicurante, anche se il gruppo nel suo complesso è ancora alla ricerca di una condizione ottimale.
Gallo, che assieme al ds Lauriola non è uno sprovveduto, ci ha messo davvero poco a capire che in questa fase di trapasso gli conveniva andare sul sicuro e più che cercare improbabili soluzioni con i presunti colpi estivi giunti a Foggia col freno a mano tirato, si è affidato a quelli della vecchia guardia, i ragazzi terribili di Zeman, che potevano aiutarlo a venir fuori dall’impasse del momento.
La griffe d’autore di Rizzo, Nicolao e Petermann nell’ultimo successo ottenuto a spese della Fidelis Andria va esattamente in quella direzione e dà ragione alle scelte di un tecnico assai pragmatico che con grande umiltà ha saputo calarsi nel poliedrico pianeta-Foggia.
A cosa realmente potrà ambire la formazione rossonera in questa stagione è prematuro per dirlo, per il momento meglio concentrarsi gara su gara provando ad ottenere sempre il massimo. Così com’è la squadra di Gallo sembra poter essere nella condizione di tirarsi fuori quanto prima dalle secche della classifica e navigare senza particolari sofferenze nel cuore della classifica.
Non oltre. Poi però c’è di mezzo un mercato di riparazione che può dare nuovo slancio alle ambizioni dei rossoneri e, chissà, proiettare il Foggia anche nei quartieri alti.
Ma occorreranno interventi chirurgici e mirati per dare sostanza ad un gruppo che ha ancora potenzialità inespresse: ad occhio nudo servirebbero almeno un altro difensore centrale, una mezzala che abbia lo strappo nelle gambe e sappia anche andare in gol e poi un attaccante. Vero, di peso, che si abbini alle caratteristiche di Dardan Vuthaj, che appena sarà stato disciplinato tatticamente potrà fare la differenza. Con un vero ds nel motore qualcosa di buono accadrà.
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