Nicola Canonico resta dietro le quinte. E’ dall’indomani della conferenza-stampa post-Gelbison che il presidente rossonero ha deciso di concedersi una pausa di riflessione. Per la terza gara di fila se ne è notata l’assenza, sabato in tribuna allo Zaccheria c’era il figlio Emanuele a rappresentarlo.
Con l’avvento del tandem Gallo-Lauriola il patron si è defilato, mossa strategica, oculata in un momento in cui anche il numero uno rossonero era finito nel mirino della critica.
Oggi, intanto, giornata campale in casa Foggia: c’è attesa di conoscere il pronunciamento del Tribunale sulla infinita controversia fra il socio di maggioranza e Maria Assunta Pintus, che reclama il pagamento delle sue spettanze a seguito della cessione del 51% della Corportate Investiments Group.
Se il giudice dovesse dare ragione all’imprenditrice sarda, Canonico dovrà provvedere in tutta fretta a saldare il debito contratto, pena la messa all’incasso da parte della Pintus degli assegni a garanzia della cessione delle quote.
Intanto si apprende che nei giorni scorsi anche l’altro socio, Davide Pelusi, l’ha spuntata sull’attuale proprietà: l’arbitrato relativo alla sua estromissione dal cda ha dato ragione a Pelusi, che dunque torna a pieno titolo a essere consigliere. A rischio l’annullamento delle delibere di giunta approvate dallo scorso agosto ‘21.
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