Cosa bolle realmente in pentola e quale futuro attenda il Foggia lo si potrà intuire, forse, a partire da oggi. Alle 12.30 nella sede della C.N. Costruzioni Generali di Modugno l’azionista di maggioranza Nicola Canonico attraverso l’amministratore unico della Corporate Investments Group Silvestro Carbotti ha convocato l’assemblea dei soci. E’ stato quello formalmente l’ultimo adempimento dettato dal patron, prima che lo stesso venisse raggiunto da provvedimento restrittivo
a seguito della vicenda giudiziaria che lo vede indagato all’interno di un’operazione antimafia, e che lo chiama in causa per la sua esperienza politica nella campagna elettorale del ‘19.
La convocazione dell’assemblea reca in calce la data del 25 ottobre, solo 24 ore dopo si sarebbe scatenato il terremoto. Che ora, si spera, non abbia ripercussioni sul Calcio Foggia 1920.
Cosa accadrà oggi? L’assise andrà regolarmente in onda, e se sì, con quali attori? Già, perché ovviamente Canonico sarà assente giustificato, mentre resta da capire se garantiranno la loro presenza i soci di minoranza Davide Pelusi, Maria Assunta Pintus e suo figlio Edoardo Chighine. Già, perché all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci della società partecipata Calcio Foggia 1920 ci sono diversi accapo piuttosto caldi he lasciano presagire che la battaglia in essere fra le tre anime del sodalizio rossonero per la titolarità del club sia più che mai aperta. E questo a prescindere dall’esito di un lodo arbitrale che schiude nuovi scenari.
In teoria oggi attorno ad un tavolo i convocati dovrebbero prendere atto che: l’arbitrato fra Pelusi ed il Foggia per il suo reinserimento nel CdA gli ha dato ragione; che in automatico il consiglio di amministrazione in carica dovrebbe decadere con conseguente reintegro del CdA in carica alla data del 27 agosto ‘21. Ma ci sarebbe dell’altro a suffragare la tesi che la rottura fra le parti è insanabile: i punti 4 e 5 dell’ordine del giorno infatti recitano: revoca per giusta causa dei consiglieri Pelusi, Pintus e Chighine, e conseguente nomina dei nuovi componenti del CdA. Il tutto sorprendentemente reso possibile grazie un parere legale che Canonico farebbe valere per reiterare il suo atteggiamento di chiusura totale verso i soci di minoranza.
Così fino allo scorso 25 ottobre: se qualcosa sia cambiato da quella data, atteso che lo scenario nel frattempo è radicalmente mutato è difficile stabilirlo.
Pintus e Pelusi in queste ore si sono chiusi a riccio e non lasciano trapelare alcunché sulla possibile strategia da mettere in campo per sovvertire una precisa volontà del socio di maggioranza: Pelusi al momento è impegnato in un viaggio di lavoro negli States ed ha fatto sapere solo che il suo legale questa mattina sarà regolarmente presente a Modugno. Ancora più abbottonata la Pintus, che dal 24 ottobre scorso attende il pronunciamento da parte del Tribunale di Bari sul ricorso presentato per ottenere il via libera definitivo per l’incasso degli assegni a garanzia di Canonico per l’acquisizione delle 51% della Corporate (controllante il Calcio Foggia 1920), e che parrebbe pronta ad impugnare e ad invalidare la convocazione ritenendola non corretta nella forma e nella sostanza.
Il punto però fondamentalmente resta un altro: Canonico, che ieri è stato ascoltato nell’ambito dell’inchiesta che lo ha travolto, oggi pur disertando l’assemblea potrebbe comunque presentare le proprie dimissioni, che potrebbero poi essere successivamente ratificate dal CdA. Dando così un segnale preciso di quelle che potrebbero essere le sue volontà anche in prospettiva. E’ quanto si attendono Pintus e Pelusi che gradirebbero un totale disimpegno del patron almeno fino a quando non avrà chiarito la sua vicenda. Dietrofront che renderebbe necessario ed indifferibile anche perché federalmente il numero uno del club rossonero è già ufficialmente decaduto dalla sua carica. Ma questo, ad ogni modo, non gli impedirebbe ad esempio di dare pieni poteri al figlio Emanuele, che è vice-presidente.
Soluzione che sembra essere nell’aria. Ma resta una variabile rispetto alla quale Canonico farebbe bene a procedere con cautela: sembrerebbe infatti che i soci Pintus e Pelusi siano tutt’altro intenzionati ad uscire definitivamente di scena, e che attendano solo i tempi tecnici perché l’arbitrato abbia la sua piena efficacia per scatenare la controffensiva. I cui effetti potrebbero essere molto più tangibili di quanto si possa immaginare. I diretti interessati ovviamente negano anche per non scoprire le carte e dare il benchè minimo vantaggio alla controparte, ma non è da escludere che appena se ne dovessero verificare le condizioni decidano di rioccuparsi in prima persona del Foggia. Tornando di fatto in sella.
C’è oltretutto un arbitrato che parla chiaro e che è Vangelo in questo senso. Un rischio sotto certi versi calcolato che mirerebbe a preservare il club da ulteriori guai e ad impedire che nubi sempre più minacciose si addensano sul suo futuro. Il tentativo di Pintus e Pelusi andrebbe proprio in quella direzione. Riavvolgere il nastro e tornare a quel 27 agosto del ‘21, quando probabilmente ebbero inizio tutti i mali del Foggia. Azzerando con un colpo di spugna quanto successo da quel momento in poi. Sarà possibile?
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