Foggia, Pintus detta le sue condizioni

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L’arbitrato non dà adito a dubbi: si torna indietro di 15 mesi, a quel 27 agosto in cui al bastone di comando c’era un Cda composto dalla triade Pintus-Pelusi-Chighine. All’epoca patron Nicola Canonico si era appena insediato al timone del club, e di lì a poco avrebbe messo tutti alla porta.

“Qui comando io, e questa è casa mia”, avrebbe ripetuto impettito l’imprenditore barese, che con il 51 per cento delle quote rilevate dalla Corporate Investments Group diventava il maggiore azionista del Calcio Foggia 1920. Acqua passata, alla luce degli ultimi eventi che hanno riportato prepotentemente in auge i soci di minoranza. E messo in un angolo l’ormai ex presidente. Che ora fa sapere di non sentirsela più di andare avanti da solo, e di voler rispondere solo per la propria quota parte. 

Dall’11 novembre scorso (giorno dell’ultima assemblea dei soci), secondo quanto recita il comunicato diffuso dal club rossonero martedì scorso, avrebbe efficacia la reintegra del vecchio consiglio di amministrazione. Con tutto quel che ne consegue. In un batter d’occhio, e senza preavviso, dunque, coloro che in tutti questi mesi sono rimasti a guardare (Pintus e Pelusi, per l’appunto), si ritroverebbero nella governance rossonera senza avere cognizione alcuna di tutto ciò che nel frattempo ha attraversato il club. Soprattutto in termini di debiti, ma anche di ricavi.

Una situazione a dir poco anomala, che ovviamente la controparte sta valutando con tutte le cautele del caso. Le apparenze, dunque, ingannano. Pomo della discordia il CdA che Canonico avrebbe desiderato in toto di propria emanazione. E che gli altri due soci hanno invece rispedito al mittente.

E’ in ogni caso ancora prematuro dare per scontato ciò che tale non è e che necessariamente si debba andare nella direzione di un ritorno al passato. Ancor prima che venga ripristinata la “legalità”, infatti, dovranno essere fatte tutte le opportune verifiche del caso.

E proprio in questa direzione sembrerebbe che nelle ultime ore si stia attivando Maria Assunta Pintus, che in tutta la vicenda resta sempre la più esposta, e che dopo aver appreso della volontà di Canonico di mollare, sarebbe passata al contrattacco per cautelarsi e non ritrovarsi in una ulteriore tempesta.

Interpellata, l’interessata si è chiusa in un comprensibile e opportuno silenzio di circostanza, l’unica indiscrezione che lascia trapelare è che sta meditando “fin dai prossimi giorni di piombare in città”. Per fare cosa è facile immaginarlo. Più difficile invece che faccia capolino a Viterbo domenica prossima per assistere alla sfida con il Monterosi. Anche se la tentazione di prendere un aereo da Cagliari e raggiungere Roma è forte.

Quel che è certo è che in questo frangente Pintus intenda mettere i puntini sulle ‘i’ rispetto alle determinazioni assunte da Corporate e dal suo amministratore Carbotti attraverso quel verbale che le sarebbe stato notificato soltanto la sera del 22 novembre scorso. A distanza di 11 giorni esatti di quanto invece stabilito nel corso dell’assemblea dell’11. Pintus pare sia intenzionata a eccepire anche sulla revoca del precedente CdA senza in quanto non si è proceduto alla nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione, e che quindi siano state commesse delle omissioni gravi che non possono essere sottovalutate.

Rispetto al contenuto della delibera assembleare, inoltre, l’imprenditrice sarda riterrebbe si tratti solo di una proposta quella avanzata da Corporate e dal Calcio Foggia 1920 di tornare a ricoprire la carica di presidente del CdA e non di un reintegro a tutti gli effetti, come invece lo si vorrebbe far passare. Nel senso che dovrebbe valutarne l’opportunità di accettare o meno l’incarico.

C’è un punto sul quale Pintus porrebbe poi l’accento, e sarebbe imprescindibile perché si materializzi la sua rentrée: la presa visione di tutti gli atti e della contabilità, ivi compresa Pec e conti bancari del Calcio Foggia 1920. Già, perché la situazione le era chiara nel momento in cui Canonico decise di estrometterla dalla vita societaria, non certamente adesso a distanza di 15 mesi.

Ci sarebbe poi il mistero legato a Corporate che resta tutto da chiarire: alla Camera di Commercio risulta infatti che a luglio scorso, sarebbe stato effettuato un aumento di capitale della Cig che ora deterrebbe il 99,2 per cento del Calcio Foggia 1920. Il che equivarrebbe a dire che la quota di Davide Pelusi sarebbe scesa allo 0,8 per cento. All’interno di Corporate, a sua volta, la Cn Sport (espressione di Canonico) avrebbe sottoscritto un ulteriore aumento di capitale che l’avrebbe portata a detenere l’88,55 per cento delle quote, mentre alla Map Consulting (che fa riferimento a Maria Assunta Pintus) sarebbe rimasto l’11,45 per cento. Un bel papocchio, insomma. Alla foggiana.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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