Chissà se Christian Rutjens ha mai pensato di vivere una giornata così. Il gol stappa-risultato messo a segno contro la Viterbese, prima del raddoppio di Alessandro Garattoni a tempo scaduto, rappresenta senza ombra di dubbio il momento più significativo della recente storia calcistica del difensore spagnolo.
“Quella che sto vivendo è di sicuro l’esperienza più importante della mia carriera”, ha commentato il 98 rossonero nella conferenza stampa post-gara di sabato scorso in cui ha speso parole al miele per la tifoseria.
La sua opportunità Rutjens se la sta giocando al meglio ed è la cartina di tornasole che mette in rilievo il reale valore di questa chance che il figlio di Marbella sta cercando di sfruttare: il ruolo da protagonista che sta rivestendo nell’ultimo periodo ne è la riprova. Una gratificazione che è figlia di una feroce e certosina applicazione quotidiana, e che finalmente sta incominciando a produrre i frutti sperati.
E’ incominciato tutto il 18 gennaio scorso: semifinale di andata di Coppa Italia, Foggia-Juventus Next Gen. Un esordio da brividi, nel quale da subito il difensore ha messo in luce quelle che sono le sue prerogative: fisico, aggressività e tanto cuore. Peculiarità che dalle parti dello Zac piacciono e non poco, soprattutto agli allenatori del Foggia. In particolare a Fabio Gallo, l’artefice di una rinascita che lo ha catapultato, a sorpresa, tra la ristretta cerchia di inamovibili dell’undici rossonero.
La conferma è arrivata anche sotto la nuova gestione tecnica di Mario Somma che, non è escluso, molto probabilmente continuerà a puntare sulle qualità atletiche dello spagnolo: “Il colpo di testa - sottolinea Rutjens - è una delle mie caratteristiche principali. Sono bravo nel colpire con forza il pallone, il gol con la Viterbese è stato certamente una gioia immensa”.
Una felicità che deriva dai risultati, ma anche di una chimica naturale che si è instaurata con i suoi colleghi di reparto. Su tutti, Ivan Kontek: “La sintonia tra di noi è stata quasi istantanea - continua -. Posso dire che ci troviamo bene, perché quello che manca a lui ce l’ho io, e viceversa. Secondo me siamo una bella coppia. Il ruolo nella difesa a tre? Essendo un destro naturale preferisco giocare a destra, ma anche sull’altro lato ci sono dei vantaggi”.
Rutjens valore aggiunto del Foggia, insomma. E se ora si volta indietro a ripercorre quella che è stata finora la sua carriera rivede quel bambino che ha sempre creduto nelle sue capacità. Dalle prime esperienze in terra spagnola ai meandri della Serie D italiana. Nel mezzo l’Europa dei grandi assaggiata con il Floriana (Conference League), ma soprattutto l’esordio in serie Serie A con il Benevento di Roberto De Zerbi.
Un allenatore che ha lasciato una traccia significativa del suo passaggio sul manto erboso dello Zaccheria. “Poco prima di firmare con il Foggia gli ho mandato un messaggio. Era contento che io venissi a giocare qui. Mi ha detto che questa è una grande piazza. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto”. Adesso non gli resta che proseguire su questa strada.
Roberto Ciavarella
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