Le vittorie, molto spesso, nascondono mezze verità. Che finiscono con il restare sommesse e a metà strada. Il Foggia del nuovo corso (l’ennesimo dettato da patron Canonico) targato Mario Somma, contro le pericolanti Fidelis Andria e Viterbese aveva vinto. Stentando, ma aveva portato a casa i 3 punti. Fondamentali per risalire fino al terzo posto e ridestare entusiasmi ormai sopiti.
Tanto era bastato per far passare in sordina due prestazioni che sul piano dei contenuti avevano comunque lasciato a desiderare. Con l’Avellino non è che sia andata molto meglio, anzi: è arrivato anche il primo stop per il neo allenatore pontino dopo una striscia positiva di otto risultati utili consecutivi. E il tutto a margine di una rimonta che si era materializzata nella ripresa, dopo una prima frazione di gioco impalpabile.
Il 3-2 finale del Partenio-Lombardi, quarto stagionale che il Foggia patisce sempre con l’identico risultato, se da un lato acuisce le sempre più ricorrenti sbavature di una squadra che comincia ad accendersi e spegnersi ad intermittenza, dall’altro non fuga i dubbi su alcune scelte iniziali che hanno finito con l’agevolare il compito dell’Avellino nella ricerca di una vittoria che rianima i biancoverdi di Rastelli.
Bravi ad approfittare delle amnesie dell’avversario, e a far pendere l’inerzia del match a proprio favore. Tre indizi, insomma, sembrerebbero fare una prova e suonano come primo preoccupante campanello d’allarme in casa Foggia proprio nella settimana in cui bisognerà cercare di sbagliare il meno possibile.
Già, perché perso il terzo posto (si spera solo temporaneamente) a spese del Pescara a distanza di una sola settimana, serve subito una reazione di orgoglio per non vanificare sul più bello una rincorsa che ormai si protrae da qualche mese, nell’ottica anche di respingere il prevedibile assalto di Audace e Picerno, che alle spalle dei rossoneri continuano a sprigionare una preoccupante vitalità nella lunga volata playoff che è ormai lanciata.
Dopo aver fatto harakiri con Audace, Az Picerno e Giugliano, e sempre con la stessa preoccupante modalità, il Foggia si è fatto irretire anche dall’Avellino. Che guardava a questi 90’ come a un’ultima spiaggia per rimettersi in corsa per gli spareggi. E che da questi 3 punti ha ritrovato lo slancio per rialzare la cresta. In casa rossonera, invece, sarà il caso di riflettere sugli errori commessi, e risintonizzarsi sulle frequenze che meglio si addicono alle caratteristiche dei singoli.
Insistere infatti su alcune opzioni che si sono rivelate infruttuose ha finito con il rendere più impervia di quanto già non lo fosse la strada per uscire imbattuti dal Partenio: Di Pasquale e Kontek non possono coesistere, utilizzare il capitano come braccetto di sinistra si era rivelato già un errore imperdonabile nella precedente sconfitta di Francavilla, riproporre la stessa soluzione anche domenica scorsa per ovviare all’assenza dello squalificato Rizzo ha creato solo ulteriore scompiglio a una retroguardia che già era chiamata a fare gli straordinari per fronteggiare Marconi, uno dei migliori attaccanti del girone.
Idem dicasi per il contemporaneo utilizzo in mezzo al campo di Odjer e Petermann, che soprattutto nel primo tempo hanno finito con il calpestarsi i piedi davanti alla difesa senza assicurare quelle geometrie che viceversa si richiedevano per provare a incidere nella metà campo avversaria.
Non c’è tempo, ad ogni modo per recriminare per ciò che poteva essere e che all’atto pratico non è stato, domani è già di nuovo campionato, con il turno infrasettimanale che bussa alle porte. E che propone al Foggia un altro scontro play-off contro quel Monopoli che arriverà allo Zaccheria particolarmente arrabbiato alla luce dell’inatteso stop interno del Veneziani contro il fanalino di coda Fidelis Andria.
Bisogna rialzarsi in fretta e ripartire, anche se ci sarà da fronteggiare l’ennesima emergenza. Che riapre in casa Foggia la ferita di un mercato di riparazione che non è stato in linea con le ambizioni di una squadra che punta dichiaratamente da inizio stagione al podio. Col Monopoli Somma dovrà fare la conta dei disponibili, in un sol colpo verranno meno Ogunseye e Di Pasquale (squalificati) e uno dietro l’altro Di Noia e Schenetti. Oltre ai lungodegenti Vacca e Beretta, che a questo punto non si sa quando torneranno ad essere abili e arruolati.
Grave soprattutto la defezione di Ogunseye al centro dell’attacco: l’ariete italo-nigeriano, alla sua prima doppietta in campionato firmata contro l’Avellino, è salito a quota 9 nella speciale classifica dei marcatori, e continua ad essere il più prolifico sotto porta. Domani, assente anche Beretta, Somma dovrà inventarsi una soluzione di ripiego per graffiare dalle parti dell’area di rigore avversaria.
Ma più che guardare ai singoli, è soprattutto lo spirito dei giorni migliori che il Foggia è chiamato a ritrovare in una sfida da non fallire. Perché poi domenica prossima bisognerà andare nella tana dell’Audace Cerignola, che è diventato una specie di fortino inespugnabile per i gialloblu ofantini. Se tre indizi non fanno una prova lo diranno i 90’ di domani.
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