C’è baruffa nell’aria. Il Foggia che a Cerignola è andato in tilt e che ha subìto una severa lezione dopo che solo qualche giorno prima aveva sbandato anche con il Monopoli, ha generato comprensibile malumore nell’ambiente. E non solo. A finire sul banco degli imputati è stato Mario Somma, il tecnico che negli ultimi tempi si era riciclato nei panni di commentatore televisivo e che la proprietà aveva individuato come la panacea di tutti i mali dopo la fuga di Fabio Gallo.
Le scelte del tecnico pontino, che i bene informati sostengono essere tutta farina del suo sacco, però non troverebbero più il consenso del patron che negli ultimi 180’ di campionato sarebbe stato spiazzato dalle valutazioni del suo allenatore. Che (probabilmente) si starebbe spingendo ben oltre ciò che in partenza gli era stato chiesto nel momento in cui gli era stata prospettata la possibilità di guidare il Foggia. Cioè limitarsi a gestire al meglio il materiale umano a disposizione.
Pomo della discordia sarebbero il modulo, rivisitato da Somma, e l’utilizzo degli uomini in alcuni ruoli-chiave.
Domenica scorsa al Monterisi non è passato inosservato il fatto che il presidente nell’intervallo sia sceso imbufalito negli spogliatoi sul 3-1 per l’Audace per trasferire al gruppo e al tecnico tutta la sua delusione. Pare siano volate parole grosse, con un vivace alterco che avrebbe visto interessati anche il ds Sapio ed alcuni giocatori. Con Somma a malpartito a gestire uno spogliatoio particolarmente bollente. E infastidito probabilmente anche dalla reazione scomposta del direttore sportivo che in panchina dopo l’iniziale vantaggio del Cerignola giunto per una evidente disattenzione di Thiam era andato in escandescenza.
Il momento è delicatissimo, sembrano lontani i tempi della luna di miele fra il presidente e l’allenatore, questo è il frangente in cui si decide la stagione del Foggia ed altre figuracce sulla falsariga di quella di domenica scorsa non possono più essere tollerate. Dalla proprietà in primis, che pure ha perorato l’arrivo di un tecnico ormai fuori dal giro. E che è chiamata ora a difendere a spada tratta una scelta sulla quale comincia ad avere qualche legittimo dubbio.
Nove punti in cinque partite (quelle che finora hanno punteggiato la gestione-Somma) sono un bottino nel complesso non disprezzabile, anche se l’ultima settimana è quella che ha fatto scattare l’allarme. Perché dal trittico di fuoco con Avellino, Monopoli e Cerignola sono arrivati solo 3 punti, con due sconfitte che hanno prestato il fianco a più di qualche velenosa polemica. E’ però nel complesso che il Foggia non ha convinto, squadra slegata e senza idee che si limita a fare il compitino senza dare mai l’impressione di poter dettare i ritmi di gara. Una pericolosa involuzione che rischia di mettere a repentaglio la rimonta dei mesi scorsi che il predecessore di Somma era stato in grado di inscenare con successo.
Lo scivolamento dal terzo al quinto posto è un segnale che va nella direzione opposta a quelli che sono i desiderata della proprietà, mentre le dirette concorrenti corrono e sono pronte al rush finale il Foggia sembra avere le batterie scariche e gioca con il freno a mano tirato.
Basta ed avanza per scatenare la reazione di patron Nicola Canonico, che ieri mattina di buon’ora è piombato in città per fare tappa allo Zaccheria dove la squadra si è ritrovata per la ripresa della preparazione. Non era certo in visita di cortesia il presidente, che si è appartato subito con il tecnico. Con il quale, pare, abbia avuto un vivace scambio di vedute.
Facile immaginare il tenore della conversazione, il numero uno del club rossonero avrà chiesto lumi rispetto alle recenti prestazioni della squadra che fin dall’avvento di Somma in panchina, e quindi dalle gare con Andria e Viterbese, pur vincendo, non ha convinto. Ma soprattutto a tenere banco sarà stata la questione modulo: perché il passaggio al 3-4-2-1 con Avellino prima e Audace poi, decidendo di mandare in naftalina il 3-5-2 che fino a quel momento era stato il marchio di fabbrica grazie al quale si era materializzata la prepotente risalita in classifica?
E perché, poi, rinunciare ad utilizzare alcune pedine che in una situazione di emergenza avrebbero fatto comodo come Odjer oppure Bjarkason in mezzo al campo?
Non le avrà di certo mandate a dire Canonico al suo allenatore, che avrà spiegato le sue ragioni, e chiarito i motivi che lo hanno spinto a rivedere il sistema di gioco.
Se le giustificazioni addotte da Somma saranno state sufficienti a tranquillizzare il presidente lo si capirà da subito. Fin dalla prossima gara di sabato prossimo contro il Monterosi, dove oltre al risultato (la vittoria) servirà anche la prestazione. Perché il risultato può essere anche occasionale, la prestazione no.
Non più adesso.
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