Col Monterosi non come al Monterisi, i rossoneri ritrovano lo Zaccheria dopo le polemiche seguite al derby

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Col Monterosi non come al Monterisi. Sembra uno scioglilingua e invece è l’approccio che dovrà avere il Foggia questo pomeriggio in una sfida che vale molto di più dei semplici 3 punti in palio.

Tira aria di burrasca dalle parti dello Zaccheria e al di là delle dichiarazioni di facciata in ballo c’è una serenità che la figuraccia con l’Audace ha rimesso in discussione. I 90’ odierni sono una specie di aut-aut soprattutto per Mario Somma, la cui panchina vacilla dopo il tonfo nel derby di Cerignola e un trend che comunque i vertici societari non ritengono soddisfacente.

Inutile aggiungere che dovesse andar male oggi, il tecnico pontino sarebbe destinato a fare le valigie e a tornare a casa. Potrebbe non essere l’unico, visto che d’improvviso dalle parti di viale Ofanto sono in diversi a essere finiti sotto la lente di ingrandimento di patron Nicola Canonico, che finalmente sembrerebbe orientato ad assecondare gli umori della piazza. A dirigere le operazioni, in ogni caso, oggi toccherà ancora a Somma, finito sul banco degli imputati e nel mirino della critica per le recenti scelte di modulo e uomini.

Dopo non si sa cosa potrà accadere, molto dipenderà anche dall’esito della sfida con il Monterosi, che è un cliente scomodo al di là della classifica che occupa (lontano da casa ha già infilato quattro successi), e che al Foggia deve portare necessariamente in dote i 3 punti. Viceversa si va verso l’ennesimo ribaltone stagionale, per quanto non manchino pressioni esterne per evitare ulteriori avvicendamenti.

Gli ultimi, però, sono stati giorni assai convulsi e di profonda meditazione, Canonico che dopo la sortita allo Zaccheria di martedì scorso ha incontrato in gran segreto anche una rappresentanza assai risicata di calciatori, monitora con attenzione l’evolversi degli eventi. Vuole vederci chiaro il presidente prima di avventurarsi in decisioni affrettate che potrebbero poi rivelarsi controproducenti. Anche se il fatto che dallo spogliatoio giungano segnali di malessere e di insofferenza suggerirebbe di invertire la rotta.

Per ora, però, la ventilata e clamorosa rentrée di Fabio Gallo resta congelata, il tecnico di Bollate in questi giorni ha avuto uno scambio di vedute con la proprietà e pare che non abbia chiuso la porta. Ma, ovviamente, ha posto delle condizioni imprescindibili per rimettere piede a Foggia. Mentre Canonico sfoglia la margherita sul da farsi, oggi il Foggia si gioca una fetta di credibilità contro il fanalino di coda Monterosi Tuscia.

Senza Leo e Vacca squalificati, si torna al 3-5-2, scelta inevitabile dopo le critiche piovute a margine degli ultimi 90’: è stato lo stesso Somma ad anticiparlo alla vigilia, ammettendo gli errori di valutazione che hanno pesato nell’economia del risultato con l’Audace, ma ribadendo al tempo stesso la paternità delle scelte fatte.

Il recupero di Di Noia in mezzo al campo rende automatico il ritorno all’antico, lasciano semmai perplesse le defezioni dell’ultima ora di Costa e Di Pasquale, che privano la squadra di due pedine fondamentali in questo scorcio finale di stagione.

Entrambi si ritroverebbero fuori per situazioni contingenti: il primo, secondo la versione del club, è alle prese con una forma influenzale, il secondo invece è tartassato da un problema fisico che potrebbe tenerlo out per un paio di settimane.

Contrattempi di natura varia a parte, anche quest’oggi il Foggia dovrà fronteggiare l’emergenza: è soprattutto in difesa che occorrerà individuare gli uomini più funzionali al sistema di gioco, davanti a Thiam (riconfermatissimo nonostante qualche incertezza di troppo) saranno con ogni probabilità Rutjens, Kontek e Rizzo a formare la cerniera a 3; Garattoni e Bjarkason agiranno da quinti, Petermann sarà il play davanti alla difesa e ai suoi lati agiranno Di Noia e Frigerio. Peralta e Ogunseye, infine, formeranno la coppia d’attacco.

Il Monterosi di Menichini, reduce dal pari insipido interno con la Fidelis Andria, rinuncerà a mettersi a specchio, e con ogni probabilità opterà per il 3-4-2-1, il modulo appena ripudiato da Somma. E nel quale troveranno spazio dal 1’ due ex dal dente avvelenato come Di Paolantonio e Vitali. Con un terzo (Tonin) pronto a fare da terzo incomodo.

Il Foggia non può sbagliare. Ma comunque vada per dare ancora un senso ad una stagione che viceversa si avvia malinconicamente ai titoli di coda, appare inevitabile un ulteriore strappo.

Le probabili formazioni:

FOGGIA (3-5-2): Thiam; Rutjens, Kontek, Rizzo; Garattoni, Di Noia, petermann, Frigerio, Bjarkason; Peralta, Ogunseye.

Allenatore: Somma;

MONTEROSI TUSCIA (3-4-2-1): Forte; Mbende, Giordani, Piroli; Verde, Lipani, Parlati, Di Renzo; Vitali, Di Paolantonio; Costantino.

Allenatore: Menichini;

Arbitro: D’Eusanio di Faenza (Giorgi-Consonni). Quarto ufficiale: Maione

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testatina dillo al direttore WEB

 



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