Senza guida tecnica. E senza più alcun punto di riferimento. A veder bene nulla di nuovo in casa Foggia, è una situazione che ormai si protrae da oltre un mese, da quando cioè Fabio Gallo ha tolto il disturbo e detto basta.
Mario Somma, il suo sostituto, avrebbe dovuto fungere da paravento, almeno così sperava patron Canonico, che si era affidato ad un allenatore ormai fuori dal giro (e con la testa altrove) anche e soprattutto per evitare di riaprire i cordoni della borsa.
Tre mesi di contratto alla modica cifra di 1.200 euro da marzo a maggio. Con la promessa di riparlarne a fine stagione. Accordo fatto. Con Somma in panca Canonico avrebbe oltretutto potuto divertirsi a confrontarsi sulla formazione, e magari anche a fornire qualche suggerimento.
D'altro canto un allenatore che arriva a Foggia e che prende di buon grado le eventuali ingerenze del suo presidente evidentemente doveva aver già messo in conto di lasciare in corsa: “Al presidente piace fare la formazione? E che problema c'è, la concorderemo assieme”, così si era presentato Somma ai suoi nuovi tifosi (e alla squadra...) nel giorno in cui saliva in sella al Foggia.
In sei gare il 59enne tecnico di Latina, che in Puglia ha collezionato il suo nono esonero di fila in carriera, ha fatto vedere il peggio del suo repertorio: bilancio di tre vittorie e tre sconfitte, nemmeno l'ombra di un pari per una squadra che sotto la sua gestione non ha conosciuto le mezze misure.
Nel bel mezzo di un percorso che si sapeva fin in partenza sarebbe stato tutto in salita, Somma da semplice gestore di risorse ad un certo punto del suo mandato ha provato anche ad incidere: sul modulo, mandando in naftalina il 3-5-2, ovvero il marchio di fabbrica che aveva punteggiato la gestione-Gallo. Glielo ha imposto l'emergenza (e una rosa sin troppo risicata che gli ha impedito di fare affidamento su valide alternative nel momento del bisogno), prima ancora che una sua precisa volontà. Il 3-4-2-1 mandato in onda con Monopoli e Cerignola ha finito però per il mandare in tilt la squadra, già di per sé disorientata dalle geniali invenzioni del patron.
La scoppola nel derby ha fatto scattare l'allarme, ma la spia si era già accesa da qualche settimana, l'epilogo era forse già scritto fin dal primo giorno in cui aveva infilato quella tuta che aveva dismesso da ormai tre anni. Una vita.
Somma ha abdicato anche perché a un certo punto si è ritrovato solo, con uno staff che non era sua diretta emanazione, e con un ds tale solo sulla carta. Sapio non solo non lo ha supportato, ma ha finito con il fargli terra bruciata attorno. Come già aveva fatto precedentemente con Gallo.
“Il Foggia è un grande club con un grande Presidente”, disse una sera di febbraio Somma, mentre su RaiSport commentava l’eliminazione del Foggia dalla Coppa Italia per mano della Juventus Next Gen. Non sono in pochi a sostenere che la scintilla con il presidente sia scoccata proprio quella sera. Chissà se la pensa sempre allo stesso modo l’ormai ex allenatore rossonero dopo aver bazzicato da queste parti...
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