Da una parte De Meo, dall’altra Rocchi. Scontro tra fischietti italiani tira in mezzo presidente FIGC Gravina

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Il caso che sta interessando il mondo arbitrale italiano, man mano che passano i giorni, si riempie di nuovi particolari. L’indagine partita dalla Procura federale FIGC a seguito della segnalazione dell’assistente arbitrale Pasquale De Meo sarebbe stata ‘doppiata’ anche da un’altra segnalazione, quest’ultima proveniente da Gianluca Rocchi, responsabile CAN per Serie A e Serie B. Il guardalinee foggiano De Meo ritiene di avere agito nel pieno rispetto delle norme, quando ha segnalato le dichiarazioni rese dall’osservatore arbitrale Claudio Puglisi, al termine della gara Milan-Empoli. Rocchi avrebbe invece messo in dubbio le sue parole e, nel corso del colloquio del 14 aprile scorso con la Commissione CAN composta anche da Andrea Gervasoni, Gabriele Gava, Elenito Di Liberatore e Lorenzo Manganelli, arrivò a dirgli: “la tua dichiarazione dice una cosa, e altre tre persone dicono un’altra cosa. Ora mettiti al posto mio o al posto del procuratore: tu che faresti? A chi crederesti?”. 

Affermazioni che contrastano con le relazioni rese dagli altri componenti di quel team arbitrale: l’arbitro Matteo Marcenaro, il primo assistente Luca Mondin e il quarto uomo Antonio Rapuano. Questi hanno riferito che Puglisi si lamentò che le competenze riconosciutegli dal team arbitrale non fossero apprezzate dagli “amici di Torino” e, perciò, fosse designato raramente in Serie A.

Gli “amici di Torino” sono Alfredo Trentalange e Luigi Stella, entrambi appartenenti alla sezione AIA di Torino. Il primo è stato presidente AIA fino alle dimissioni rassegnate il 18 dicembre scorso a seguito del deferimento ricevuto dalla Procura federale e la successiva sospensione per 3 mesi, alla quale comunque si oppose venendo prosciolto dal Tribunale nazionale federale in merito a tutti e 7 i capi d’accusa che gli erano stati rivolti. Stella, invece, è l’ex responsabile della Commissione Osservatori Nazionale Professionisti, dimessosi il 29 gennaio scorso per motivi personali/famigliari.

Puglisi è noto alle cronache perché nel 2005 fu coinvolto nello scandalo Calciopoli. Era considerato un assistente arbitrale molto gradito dal Milan e venne anche registrata una sua telefonate con Leonardo Meani, addetto agli arbitri del Milan, in cui Puglisi offendeva l’Inter. Dicono che si è reso protagonista di altre intemperanze. Comunque, se l’è cavata, per qualcuno solo grazie ad amicizie influenti ai piani alti.

Se anche fosse vero, nulla hanno potuto per scongiurare la sospensione ricevuta poco più di un anno fa. In occasione di Spezia-Milan, aveva dato in escandescenze perché non gli era stato permesso l’accesso all’area hospitality e nell’area vip in tribuna. Una volta raggiunto il suo posto in tribuna, aveva continuato la polemica verso il dirigente spezzino Luca Maggiani. Nella propria audizione, Puglisi minimizzò tutto e negò gli eccessi verbali (e gestuali). 

L’organo tecnico (quindi superiore, rispetto all’osservatore arbitrale) Oberdan Pantana confermò “il tono di voce (alto, ndr) da lui utilizzato nei confronti della receptionist all’ingresso” e che “le parole utilizzate erano fuori luogo”. Perciò gli furono inflitti 4 mesi di sospensione.  

Come dice il Codice Etico e di Comportamento, la segnalazione di una violazione (o presunta tale) “va presentata per il tramite del Responsabile della struttura di riferimento (Presidente di Sezione, Presidente del Comitato Regionale, Responsabile Organo Tecnico Nazionale) il quale provvederà al relativo inoltro al Comitato dei Garanti e per conoscenza al Presidente AIA”. 

È la procedura seguita da De Meo dopo le parole di Puglisi. Non ha riscosso il consenso di Rocchi, che avrebbe invece voluto essere una sorta di interlocutore privilegiato, magari unico. “Hai sbagliato, Pasquale. Perché dovevi avvisare subito me, non altri – sarebbero state le sue parole  -. Chi ti manda in campo? Sono io che ti mando in campo, non altri. E poi non si fa così. Io non ho bisogno di spie, di gente che mi mina il gruppo”.

De Meo fu anche tacciato che “non è la prima volta che mi crei problemi” e, a questo riguardo, prevalgono due ipotesi. Secondo qualcuno potrebbe avere a che fare con la sospensione per un mese che gli fu inflitta dopo Cremonese-Napoli del 9 ottobre 2022 “perché utilizzò un noleggio con conducente non gradito a Rocchi. Lo stesso che fu usato da Orsato per Milan-Juventus dell’8 ottobre scorso, senza che fosse rilevato nulla di irregolare o inopportuno”. 

Altri, invece, pensano che potrebbe trattarsi del pre-partita Hellas Verona-Salernitana del 13 febbraio 2023. L’arbitro Paolo Valeri – durante un momento conviviale - avrebbe interpellato bruscamente De Meo, dicendogli: “Adesso non parli? Non dici niente? Che dicono i tuoi amici Alfredo Trentalange, Duccio Baglioni, Carlo Pacifici, Alberto Zaroli, Luca Marconi, Stefano Archinà, Katia Senesi, Antonio Zappi? Adesso spariranno tutti, questi tuoi amici. Verranno tutti eliminati. Finalmente, hanno finito. Gravina (presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio e dal 2023 Vicepresidente della UEFA, ndr) si è rotto il cazzo di tutta sta gente, e ha deciso che vuole solo Gianluca Rocchi e nessun altro come presidente AIA. Non potrai più ricorrere ai tuoi amici, dal presidente AIA al Comitato nazionale, visto che saranno spazzati via tutti dopo quello che hanno combinato”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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