Nuovo scandalo nel calcio italiano, indagini Procura. Assistente foggiano De Meo vittima del ‘sistema’

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Sta per esplodere un nuovo scandalo nel mondo del calcio ‘maggiore’, quello dei campioni della massima serie, dei big in panchina e dei poteri nelle società calcistiche. Quello, in questo caso soprattutto, dei fischietti arbitrali italiani. Di mezzo, come vittima di un sistema di designazioni che non tiene in conto i meriti sul campo, c’è l’assistente arbitrale Pasquale De Meo. Intorno a lui, un sistema in cui sarebbero protagonisti figure di primo piano nel mondo arbitrale italiano.

La ‘bomba’ mediatica l’ha lanciata Vera (ma non è più visibile) ed è destinata ad arrivare presto sulle prime pagine dei giornali nazionali. Sarebbe in corso, infatti, un’indagine della Procura Federale su Gianluca Rocchi (responsabile CAN Serie A e Serie B), Daniele Orsato (rappresentante AIA arbitri in attività) e Paolo Valeri (arbitro) su “fatti relativi a presunte gravi condotte (violazioni al Codice di giustizia sportiva e al Codice etico) nei confronti di Pasquale De Meo”.

Si tratta di una ‘conoscenza’ del quotidiano l’Attacco, dal momento che a inizio anno – era il 4 gennaio scorso – raccontammo della sua centesima designazione in Serie A, visto che l’assistente è di Foggia, e il suo papà è di Manfredonia.

Una carriera che pareva fosse in piena ascesa e che, invece, nascondeva tante ombre.

Tutto sarebbe nato il 7 aprile scorso, quando De Meo fu impegnato nella terna arbitrale della gara di Serie A tra Milan e Empoli. Al termine di quella gara, il team arbitrale composto da Matteo Marcenaro, Luca Mondin come primo assistente, De Meo come secondo e Antonio Rapuano quarto uomo, si confrontò con l’osservatore arbitrale Claudio Puglisi.

L’osservatore arbitrale avrebbe detto loro: “Sapete cosa ho fatto io fino ad oggi? Lo volete sapere? Avanti, do 0,10 punti in più a chi indovina. Che partite ho fatto finora, secondo voi? Allora ve lo dico io. Quest’anno ho fatto sempre gare di Serie C e Serie B. E sapete grazie a chi? Grazie agli amici di Torino. Tutto questo da quando ci sono loro, da due anni, gli amici di Torino. Vi sembra normale?”.

Le parole messe a verbale da De Meo sono supportate dalle persone che erano presenti con lui. L’assistente foggiano informò l’organo tecnico Manganelli e l’allora vicepresidente AIA, Baglioni.

Una dinamica che pare non sia stata gradita da Orsato, stando a quello che riferisce De Meo. “Devi comportarti meglio. Prima o poi ci incontreremo” scrisse Orsato prima di ricambiare gli auguri pasquali che aveva ricevuto dall’assistente foggiano.

Dopo un paio di giorni lo chiamò e chiese chi avesse fatto “uscire quella cosa dallo spogliatoio”. Quando De Meo confermò che era stato lui stesso ad avvisare gli organi preposti, Orsato gli avrebbe detto: “Devi vergognarti. Che razza di uomo sei? Non sei un uomo. Ti dico una cosa: da oggi in poi cancella il mio numero. Devi vergognarti. Chiama Manganelli e Baglioni”.

Anche Rocchi, successivamente, avrebbe detto a De Meo che “io non ho bisogno di spie, di gente che mina il gruppo […]. Io le mando a casa queste persone […]. Tra l’altro, non è la prima volta che tu mi crei problemi”. Forse quest’ultimo passaggio, secondo le ipotesi degli inquirenti, potrebbe essere riferito all’episodio che costò la sospensione per un mese di De Meo, dopo Cremonese-Napoli del 9 ottobre 2022. In quella circostanza, infatti, l’assistente arbitrale aveva usato un noleggio con conducente “non gradito a Rocchi”.

Ciò che è comunque certo è che da quel 7 aprile 2023, Pasquale De Meo è stato designato solo una volta e in Seriie B, per la gara Cagliari-Ternana.

Altrettanto certo, è che l’Attacco continuerà a seguire con la massima attenzione - sul web e sul giornale cartaceo -  il caso che riguarda direttamente l’assistente arbitrale foggiano e l’esagerata discrezionalità – visto che la sua ‘bocciatura’ non è stata supportata da motivazioni sul piano tecnico – con cui hanno agito i vertici nazionali.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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