Foggia, non è ancora finita: il 2-2 tiene ancora aperto il discorso qualificazione per la finale playoff

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Da un lato il discorso qualificazione alla finale playoff che è rimandato al return-match dell’Adriatico di giovedì sera. Dall’altra, invece, prima il monito e poi le carezze di Nicola Canonico che sanno di addio anticipato.

Il Foggia che ha tenuto testa anche al Pescara di Zeman e che lascia aperta la porta alla speranza nonostante il 2-2 casalingo continua a strappare applausi a scena aperta per il coraggio e l’intraprendenza con le quali sta affrontando la fase decisiva degli spareggi che lo vede sempre più incerottato e numericamente ridotto all’osso. Ma mai domo. Perché ha la tempra della squadra che non vuole arrendersi di fronte a nessuna avversità e che riassume i caratteri distintivi del suo allenatore.

C’è molto di Delio Rossi in questo sorprendente cammino del Foggia che si ritrova a un passo dal Paradiso e che anche a Pescara è pronto a vendere cara la pelle: sarà durissima perché in casa i biancazzurri sono un caterpillar, oltretutto mancheranno Kontek e Di Noia (squalificati), ma quelli che scenderanno in campo (a cominciare da Frigerio e Beretta che potrebbero farcela in tempo utile) le tenteranno tutte pur di non ammainare bandiera bianca.

Chi viceversa sembra ormai avviarsi irrimediabilmente al capolinea è invece patron Nicola Canonico, che nel giro di una sola notte è passato con una disinvoltura disarmante dal diktat indirizzato ai suoi di non mollare fino alla fine a uno stato di soddisfazione interiore che anticipa scenari tutt’altro che rassicuranti per il futuro.

“Si dovrà giocare fino all’ultimo secondo della partita di ritorno. In questa avventura dei playoff, più che mai, abbiamo imparato che si dovrà attendere il fischio finale per sapere come andrà a finire. Una cosa, però, è certa già ora: noi vogliamo restare in corsa fino al 18 giugno! I ragazzi devono raccogliere tutta la forza, la determinazione, la voglia di vincere, la generosità di cui dispongono e devono regalare un’estate da ricordare. Per sempre. Non a me, davvero, ma ai tantissimi tifosi foggiani che aspettano da anni di tornare a gridare “Abbiamo vinto! Si, perché in campo ci sono stati anche loro…e la finale se la meritano. Forza ragazzi! Forza Foggia!”.

Così si era pronunciato Canonico a margine del pari di domenica sera, riprendendo una recentissima tradizione (portafortuna) che vuole che sia solo il numero uno del club ad abbandonarsi alle riflessioni del post-gara dettate anche dall’emotività del momento. Tutto nella norma, insomma. O quasi. Non fosse poi arrivata ieri in prima mattinata un’altra riflessione a voce alta del patron lanciata direttamente dal proprio profilo social e che successivamente è stata ripresa in via ufficiale anche dal club.

Cosa si è inventato l’imprenditore barese a poche ore dal pari dello Zaccheria che potrebbe precludere l’accesso alla sua squadra alla finalissima? Una personalissima (e discutibile) analisi a tutto tondo, nella quale tendenzialmente ha inteso far emergere i propri meriti. E a margine della quale in maniera sibillina ha lasciato prefigurare la possibilità di fare un passo indietro a fronte di una proposta che consenta al Foggia di compiere un ulteriore e definitivo salto di qualità. Chissà, forse mette le mani avanti Canonico, mostratosi ancora una volta intempestivo nella scelta dei tempi per dire certe cose.

Anticipando determinate valutazioni che forse poi il sovrapporsi degli eventi potrebbero negargli: “Siamo tra le migliori quattro squadre della serie ‘C’ e ci giochiamo alla pari con il Pescara l’accesso alla finale - dice - che evidentemente dimentica che i valori emersi in campo a termine della stagione regolare hanno detto altro -. Siamo la migliore delle pugliesi - aggiunge - e abbiamo fatto molto meglio dello scorso anno, anche se non ancora abbastanza per regalare ai tifosi e alla città di Foggia la gioia della promozione in ‘B’”. Ci tiene a sottolineare come le cose siano andate decisamente meglio quest’anno il patron, dimenticando però di ricordare che se per la passata stagione il budget a disposizione fu risicato (1,1 milioni di euro), quest’anno non si è risparmiato ed è stato fin troppo generoso pur di migliorare quel settimo posto (sesto sul campo) targato Zeman-Pavone.

“Colpe e meriti saranno – a tempo debito – valutati da sostenitori e stampa. Ringrazio i ragazzi, lo staff tecnico e i miei collaboratori - prosegue il presidente -. Tutti hanno dato il meglio e nessuno sta risparmiando sudore, dedizione e passione. Ringrazio chi ha sempre sostenuto la squadra e anche chi ha offerto critiche che ci hanno aiutato a migliorare. Non ho tempo per polemizzare con i tantissimi che hanno trascorso più tempo a riempirmi di insulti e offese che a gridare ‘forza Foggia’. Per vivere faccio l’imprenditore; per passione, il presidente di una squadra di calcio. Do il meglio di me in entrambe le attività, cercando di ottenere il miglior risultato possibile. Molti ottengono risultati peggiori, alcuni ottengono risultati migliori”.

Canonico quindi si spinge oltre: “Foggia e i foggiani, che sono e resteranno per sempre nel mio cuore, hanno diritto ad avere chi può dar loro di più, regalando infallibilità e certezze che nel calcio sono sempre più rare. Costui si faccia presto avanti e sia certo che – qualunque sia la conclusione di questa stagione – io non sarò un ostacolo! Sono soddisfatto di aver visto ieri sera i nostri ragazzi fronteggiare a testa alta una grande squadra e provare a far continuare il nostro sogno. Un sogno che – a detta di molti – è nato e potrà continuare anche senza di me. Lo auguro a Foggia e ai foggiani con tutto il cuore”, chiosa il patron che lascia tutti con il dubbio amletico: lascia veramente o spera di ottenere il perdono della piazza e con esso magari la preghiera a non demordere?

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testatina dillo al direttore WEB

 



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