FOGGIA-LECCO 1-2
Reti: 7’ p.t. Leo, 28’ p.t. Pinzauti, 41’ s.t. Lepore;
FOGGIA (3-5-2): Dalmasso; Leo, Kontek, Rizzo; Bjarkason (1’ s.t. Garattoni), Frigerio (25’ s.t. Petermann), Di Noia, Schenetti, Costa; Ogunseye (37’ s.t. Beretta), Peralta (29’ s.t. Iacoponi).
In panchina: Raccichini, Thiam, Di Pasquale, Markic, Odjer, Capogna, Rutjens.
Allenatore: Delio Rossi;
LECCO (3-5-2): Melgrati; Lepore, Bianconi, Celjak; Galli (23’ s.t. Lakti), Zuccon, Girelli, Zambataro, Tordini (1’ s.t. Ardizzone, 7’ s.t. Stanga); Buso (39’ s.t. Bunino), Pinzauti (23’ s.t. Magni).
In panchina: Stucchi, Maffi, Maldini, Enrici, Scapuzzi, Battistini, Martorelli, Ilari, Cusumano.
Allenatore: Luciano Foschi;
Arbitro: Bonacina di Bergamo;
Assistente n° 1: Bahri di Sassari;
Assistente n° 2: Ricciardi di Ancona;
Quarto Ufficiale di gara: Galipo' di Firenze;
Note: serata estiva, terreno allentato per la copiosa pioggia caduta nel pomeriggio. Spettatori oltre 12mila, con esigua rappresentanza della tifoseria lecchese. Osservato 1’ di raccoglimento per commemorare la scomparsa di Silvio Berlusconi;
Calci d’angolo: 5-3
Ammoniti: Di Noia, Petermann,
Espulsioni:
Recupero: 3’ p.t., 5’ s.t.
E’ la più atipica delle finali. Foggia-Lecco nessuno l’aveva pronosticata, è la prima volta da quando i playoff in C vanno in onda che nessuna delle seconde della stagione regolare arriva fino in fondo. E tanto basta e avanza per comprendere la straordinarietà dell’impresa compiuta dalle due squadre, alle quali va ascritto il merito di aver schiantato per strada Crotone e Cesena, regalandosi l’ultimo atto della loro stagione da favola.
Le due outsiders di lusso che anche nel percorso che le ha caratterizzate nella post-season hanno più di un punto di contatto, si ritrovano di fronte l’una all’altra dopo 16 anni in C, ma sono state fiere avversarie anche in A negli anni ‘60, per cui questa doppia sfida trasuda di storia e si arricchisce di ulteriore fascino.
A Foggia si respira l’aria delle grandi occasioni: non c’è più un biglietto in circolazione fin da domenica, i 12mila che ne può contenere al momento lo Zaccheria sono stati letteralmente polverizzati nel giro di poche ore, procurando il malcontento di migliaia di tifosi che a malincuore sono costretti a starsene a casa nella notte che vale mezza serie B.
Il primo tempo di una sfida infinita che si gioca sulla lunghezza dei 180’ (e oltre) parte in perfetto equilibrio, prima del fischio d’inizio non c’è una favorita, anche perché le due squadre finora sono state capaci di sovvertire tutti i pronostici e di realizzare rimonte impossibili che sconsigliano qualunque tipo di pronostico. Il Foggia dopo aver messo in fila nell’ordine Potenza, Audace Cerignola, Crotone e Pescara è alla sua ottava gara in un mese, cammino diverso per il Lecco che ha evitato il turno preliminare e che affronta la settima partita della sua serie d’oro, impreziosita grazie alle vittorie esterne di Pordenone e Cesena che l’hanno sospinto a due passi dal sogno della B.
Proprio la versatilità della formazione lombarda induce Delio Rossi a preparare la gara di andata con qualche accorgimento tattico in più per isolare le fonti di gioco dei blu-celesti e proporre al contempo una squadra raccolta che sia pronta a schizzare nella metà campo avversaria appena se ne presenti l’occasione.
Rispetto alla battaglia di Pescara, il tecnico romagnolo rilancia Kontek al centro della difesa per Di Pasquale, e risparmia Petermann (acciaccato) preferendogli Di Noia che ha più attitudini all’interdizione. Garattoni parte ancora dalla panchina, al suo posto c’è ancora l’islandese Bjarkason. Novità anche nell’undici di partenza del Lecco, dove Foschi alla fine parte con il 3-4-1-2 preferendo Tordini e Galli a Martorelli e Ardizzone, che si accomodano in panchina.
Si parte, ma i fumogeni della Curva Sud azzerano la visibilità e costringono subito il direttore di gara Bonacina a interrompere la gara per un paio di minuti. Il Foggia innesta fin dall’inizio le marce alte con una pressione asfissiante nella metà campo avversaria che costringe il Lecco sulla difensiva, sugli sviluppi del primo corner dopo 7' i padroni di casa sono già avanti grazie a Leo che stacca solo soletto a pochi metri da Melgrati che respinge d'istinto, ma sulla ribattuta è ancora il difensore italo-svizzero a insaccare.
Il gol sembra mettere in discesa la gara per i rossoneri, ma il Lecco non si disunisce e subito si riporta in avanti, fra il 9' e l'11' sono proprio gli ospiti a farsi minacciosi prima su calcio piazzato con Lepore e Girelli, ma in entrambe le circostanze Dalmasso risponde presente. Il Lecco conferma di essere avversario scorbutico e organizzato, non fa una grinza l'undici di Foschi che al minuto 19 si riaffaccia in area rossonera con Zuccon che in slalom arriva al limite e scaraventa non di molto sulla traversa.
I blu-celesti con il trascorrere dei minuti crescono, e prima della mezz'ora pervengono al pari: corre il 28' quando ancora da un tiro dalla bandierina scaturisce l'azione dell'1-1, è Pinzauti a svettare colpendo in maniera sporca e ingannando il numero uno di casa. Il pari mette le ali al Lecco, che continua a spingere sull'acceleratore, mentre il Foggia sembra accusare il contraccolpo psicologico e fa fatica a ripartire, complice anche il terreno molto scivoloso.
Prima del riposo ospiti ancora pericolosi con Buso (42') che impegna Dalmasso di piede dopo un ottimo assolo, sulla ribattuta Pinzauti è scoordinato e spedisce sul fondo da ottima posizione. In avvio di ripresa Rossi sostituisce Bjarkason con Garattoni, anche Foschi dall’altra parte richiama Tordini, che pure nella prima frazione aveva messo in affanno Rizzo, e lo avvicenda con Ardizzone.
Come accaduto nel primo tempo, è il Foggia a menare subito le danze, e nel giro di 5’ prima si vede annullare il possibile 2-1 di Ogunseye, che (forse) si appoggia sulle spalle dell’avversario, quindi reclama la concessione di un rigore per evidente spinta ai danni di Frigerio dopo una sassata di Schenetti che aveva trovato i pugni di Melgrati. Il clima dello Zaccheria si fa surriscaldato, al 62’ ancora i rossoneri tambureggianti con Di Noia che fa tutto benissimo al limite dell’area, si destreggia e costringe il portiere ospite a deviare in angolo con un gran balzo.
Poi dopo soli 8’ dal suo ingresso si fa male Ardizzone e allora tocca a Stanga, mentre dall’altra parte Petermann (70’) rileva uno sfinito Frigerio, subito dopo tocca anche a Iacoponi subentrare a Peralta: Rossi vuole vincerla e cerca le contromisure adeguate per mettere alle corde il Lecco che a differenza dei primi 45’ si propone con minore continuità nella trequarti del Foggia. A una manciata di minuti dall’epilogo va dentro anche Beretta che sostituisce Ogunseye in previsione del forcing finale. Quando ormai il pari sembra il risultato più equo, spunta però Lepore sui titoli di coda: corre il minuto 86’ e l’ex Lecce dal vertice sinistro su calcio piazzato si inventa una traiettoria che tramortisce Dalmasso e si spegne nel sette.
Una doccia gelida, lo Zaccheria ammutolisce, ora servirà un’altra impresa al Rigamonti-Ceppi domenica prossima per agguantare la B. No, non può finire così.
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