Foggia, non è tutto oro quello che luccica. Al rientro in sede al Gino Lisa il meritato tributo al gruppo

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Punto e a capo. Si riparte. Come e con chi, è tutto da stabilire. Nell’attesa che la matassa si dipani e che il futuro del Foggia abbia finalmente un indirizzo chiaro e senza sotterfugi, restano gli applausi. Scroscianti e meritati all’indirizzo di squadra e staff tecnico. Che hanno alimentato il sogno della B fino in fondo.

Attraversando il mare tempestoso di una stagione che l’avvento di Delio Rossi ha saputo provvidenzialmente rimettere in carreggiata. Grandi meriti, quindi, al gruppo e ai suoi componenti per il lavoro svolto e per la caparbietà con la quale hanno inseguito la finale playoff, che a marzo pareva distante anni luce.

Bene hanno fatto i tifosi, i più sensibili, ieri pomeriggio al Gino Lisa ad accogliere con affetto i rossoneri al loro rientro in sede. Un gesto di distensione che la dice lunga su quanto siano stati apprezzati lo sforzo e l’impegno messi in campo nelle nove gare affrontate nel cammino dei playoff dal Foggia. 

All’uscita dall’aeroporto visi provati e probabilmente anche animi turbati, oltre che dalla sconfitta di Lecco anche dal grave atto intimidatorio, verificatosi nella nottata fra domenica e lunedì, allo stadio e che lascia interdetti: ignoti hanno sparato colpi di armi da fuoco contro l’auto del capitano Di Pasquale. Matrice ignota, niente a che vedere, almeno così sembrerebbe, però con la mancata promozione del Foggia e che stride nettamente con l’atteggiamento di grande compostezza assunto da tutta la tifoseria anche dopo la grande delusione per la mancata promozione.

E’ stato bello comunque, verrebbe da dire, a prescindere dal risultato finale. Ma ovviamente non è tutto oro quello che luccica, perché poi a ben vedere tutte le contraddizioni di una annata vissuta sempre troppo pericolosamente alla fine sono venute a galla e non possono e non devono finire nel dimenticatoio. Già, perché con la B in tasca, molto probabilmente si sarebbe soprasseduto, distribuendo equamente i meriti fra chi li ha realmente avuti. E chi vorrebbe invece gli fossero attribuiti.

A margine di una stagione in cui l’irrazionalità e la casualità hanno avuto un ruolo non di secondo piano, sono quindi doverosi i distinguo. Non foss’altro perché riportano nel loro ordine tutti i tasselli del mosaico. Con lo scorrere dei titoli di coda, e prima che si giunga al rompete le righe (che dovrebbe essere programmato, salvo ripensamenti, per domani) stop anche al silenzio-stampa. Che ha accompagnato la rincorsa dei rossoneri dal match di andata di Cerignola (indetto a margine dell’aggressione di cui fu vittima la squadra dopo il 4-1 del Monterisi e poi protrattosi anche per scaramanzia): non a caso per oggi (ore 17:00) è programmata allo Zaccheria la conferenza-stampa di Delio Rossi, che ritrova così la parola dopo oltre un mese.

Sarà l’occasione per stilare innanzitutto un bilancio personale di questi due mesi e mezzo vissuti in prima linea e in full-immersion e che sono serviti a incendiare di nuovo gli entusiasmi nell’ambiente. Ma, soprattutto, il tecnico riminese dovrà svelare quale sarà il suo futuro, se cioè intende rispettare quell’anno e pochi mesi di contratto sottoscritti ad aprile scorso o se considera conclusa la sua avventura dopo l’ultima cocente delusione.

Conoscendo l’indole di Rossi, viene da pensare che non esiterà a raddoppiare e a riprovarci con la stessa abnegazione. Ma meglio non correre troppo con la fantasia e attendere che sia egli stesso a delineare quelle che sono le sue reali intenzioni, partendo dal presupposto che ripartire insieme vorrà dire anche programmare. E soprattutto strutturarsi. In primis con l’individuazione di un direttore sportivo che abbia caratteristiche completamente diverse da quelle di Sapio (ormai un ex) e che parli la sua stessa lingua. Garanzie imprescindibili per alimentare quella sintonia con la proprietà che necessita adesso di ulteriori verifiche.

Oggi Delio Rossi, poi in settimana toccherà anche a patron Nicola Canonico venire finalmente allo scoperto per chiarire cosa intende fare del Foggia. Se cioè è disposto a proseguire e con quali programmi (nel frattempo però l’imprenditore di Palo del Colle avrebbe già provveduto a formalizzare l’iscrizione al prossimo campionato con tanto di fideiussione) o se viceversa alla luce anche di possibili (e tutte peraltro da verificare) proposte di acquisto del club abbia maturato la determinazione di fare un passo indietro.

Tutte questioni che meritano un approfondimento particolare e che necessitano di risposte esaurienti in tempi brevissimi. Anche perché la nuova stagione bussa alle porte, le date proprio ieri sono state formalizzate e quindi non c’è un secondo da perdere.

Canonico a Lecco, dopo aver digerito la pillola amara della mancata promozione, è sembrato piuttosto sereno. Ha tranquillizzato la squadra e ha avuto parole di conforto per tutti. Si è comportato, insomma, da vero presidente, come il caso richiedeva.

Cosa però gli frulli realmente per la testa non è dato sapere: per l’ultima trasferta di stagione al suo fianco oltre al fidato dg Milillo e a De Cosmo e Angiolino, notate anche le presenze di Bellisario Masi (col quale c’è nuovamente feeling dopo il divorzio di un anno fa) e dell’ex ds Belviso, esautorato ad inizio stagione dopo la rottura con Boscaglia. Solo coincidenze, oppure segnali che vanno tutti verso una determinata direzione?

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testatina dillo al direttore WEB

 

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