Come volevasi dimostrare. Lecco riammesso in B, respinti invece i ricorsi di Reggina e Siena. Ieri il Consiglio Federale, esaminati i pareri di Covisoc e Commissione infrastrutture, ha deciso di dare il via libera al club lombardo, accettando così le sue memorie difensive. Niente da fare, invece, per la Reggina dopo il mancato versamento di 757mila euro che andavano saldato entro il 12 giugno.
Reggina e Siena hanno ora poche ore di tempo a disposizione per presentare ricorso che sarà discusso davanti al Collegio di Garanzia il 20 o 21 luglio. A seguire si conoscerà il nome delle riammesse: da regolamento dovrebbe toccare al Brescia, ma il Perugia non starà a guardare. Come il Foggia, del resto. Che ieri è finalmente venuto allo scoperto con una nota ufficiale: “In merito alla decisione presa oggi dal Consiglio Federale, riguardante l’accoglimento dell’iscrizione del Calcio Lecco 1912 al campionato di Serie B 23/24, il Calcio Foggia comunica di aver dato mandato all’avvocato Eduardo Chiacchio, che davanti al Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni, presenterà ricorso con scadenza lunedì prossimo 10 luglio”.
Nella stessa giornata, alle ore 17.30 presso la sala Fesce dello stadio P. Zaccheria, il presidente Nicola Canonico terrà una conferenza stampa. Nelle prossime ore, dunque, si conoscerà la posizione ufficiale del club. Ma nel frattempo con la sua decisione la Figc indirettamente starebbe agevolando proprio il club rossonero. A sostenerlo è l’avvocato Enzo De Michele, promotore della petizione popolare tesa a salvaguardare i diritti del Foggia, e che in poco più di due giorni ha abbondantemente superato le 2mila sottoscrizioni.
“L’ok del Consiglio Federale della Figc di ammettere alla serie B il Lecco, nonostante il parere negativo espresso dalla Commissione criteri infrastrutturali del 30 giugno scorso, che a sua volta aveva cambiato idea avendo espresso parere positivo informalmente come anticipate dagli organi di informazione, non sorprende per l’assurdità di tutto quello è successo prima. Ma, paradossalmente, spiana la strada al ricorso del Foggia più che del Perugia - dice -. E vi spiego perché: il 28 febbraio scorso erano state pubblicate le licenze nazionali per la partecipazione al campionato di serie B ‘23/24 e per le neopromosse dalla C vi erano adempimenti stringenti da rispettare per le squadre e adempimenti stringenti per la Lega di serie B da ottemperare. I requisiti infrastrutturali dovevano essere verificati dalla Lega di serie B sin dalla chiusura del campionato di serie C, cioè dal 23 aprile scorso. E infatti per le neopromosse Feralpisalò, Reggiana e Catanzaro subito la Lega di B aveva verificato che la prima e la terza dovevano ricorrere alla deroga eccezionale per utilizzare l’impianto di uno stadio di un altro comune. La Figc allora aveva provveduto a bloccare le deroghe con il comunicato ufficiale n. 191 del 30 maggio e 1° giugno scorsi”.
“Il Lecco, che in quel momento era impegnato alle semifinali dei playoff, non poteva avere la deroga per giocar in un altro stadio per l’inadeguatezza palese del Rigamonti-Ceppi, ma neanche il Perugia, retrocesso dalla B e senza stadio agibile, avrebbe potuto richiedere la deroga eccezionale per la serie B, vietata dal CU 191/2023 della Figc, avendo peraltro ottenuto la deroga eccezionale per la C nello stadio del Benevento. Nel frattempo il Brescia si era schierato contro la Reggina davanti al Tribunale di Reggio Calabria, dove pendeva giudizio di omologa degli accordi di ristrutturazione presentati dalla squadra calabrese, che chiedeva di pagare solo il 5% dei debiti erariali. Il Tribunale di Reggio Calabria ha omologato gli accordi di ristrutturazione con sentenza del 12 giugno scorso, dichiarando inammissibile l’intervento del Brescia. Il Brescia, puntualmente, il 16 giugno ha presentato reclamo contro la sentenza del Tribunale di Reggio Calabria, e nel frattempo la Lega di B, sapendo che il Lecco non aveva diritto ad essere ammesso alla serie B per mancanza dello stadio e per divieto della deroga, gestisce la finale playoff con il Foggia per eliminare anche il club rossonero - sentenzia De Michele -, attraverso la vittoria pilotata del Lecco, la successiva non ammissione del Lecco e il recupero del Brescia nel ripescaggio. Il tutto per consentire alla Reggina di andare avanti sulla propria strada e farsi approvare definitivamente gli accordi di ristrutturazione, con un provvedimento che avrebbe recato beneficio a quasi tutte le squadre di calcio con grandi debiti erariali e che il governo non ha voluto ridurre”.
“La designazione di Bonacina si presta perfettamente alla bisogna, come la scelta delle due Leghe di far continuare i playoff nonostante fosse chiaro che il Lecco non aveva i requisiti infrastrutturali per la serie B e non aveva presentato la documentazione completa per la deroga, che non poteva ottenere, entro il 15 giugno alla Commissione criteri infrastrutturali. La vittoria del Lecco è stata utile solo per ripescare il Brescia e impedirgli di continuare ad azzannare la Reggina, tanto che il Lecco non ha rispettato neanche il termine del 20 giugno per l’integrazione della documentazione, termine perentorio che esclude ogni possibilità di sanatoria anche da parte del Consiglio Federale, come precisato dalle licenze nazionali e come confermato dalla granitica giurisprudenza del Collegio di garanzia e della giustizia amministrativa. Nel frattempo, il Brescia ha presentato anche ricorso inammissibile davanti al Collegio di garanzia il 22 giugno scorso, costringendo il cda della Reggina a presentare contestualmente le dimissioni”.
“Di qui il comunicato stampa della Lega di B, che ha espresso le proprie preoccupazioni per le dimissioni del cda calabrese, rendendosi conto che la soluzione dell’omologa degli accordi di ristrutturazione del Tribunale di Reggio era diventata precaria e la Reggina era destinata a non essere ammessa alla serie B. A quel punto, persa la Reggina e quindi essendo certo il ripescaggio del Brescia, la Lega di B ha cercato di recuperare il Lecco, promettendogli l’ammissione alla B, nonostante la stessa Lega non abbia mai comunicato alla Commissione criteri infrastrutturali entro il 27 giugno, come invece prevedono le licenze nazionali, di aver accettato la deroga eccezionale, che non poteva concedere, al Lecco per far giocare il campionato di serie B ‘23/24 nello stadio del Padova. Il resto è cronaca documentata dai quotidiani e dai social. La Commissione criteri infrastrutturali il 30 giugno scorso ha dato informalmente la notizia ai media e al Lecco del parere positivo all’ammissione al campionato di serie B, nonostante la riserva di uno dei componenti, che si è reso ben conto che il parere positivo era una scelta politica che non spettava alla Commissione, che tecnicamente avrebbe di contro dovuto esprimere parere negativo”.
De Michele quindi svela un retroscena: “Alle ore 17:49 di quello stesso giorno la scena cambia, una mia fortuita telefonata per informarmi del caso Lecco per conto del Foggia come semplice tifoso scatena il panico e costringe, nello sconcerto di tutti, al cambio di parere in negativo da parte della Commissione criteri infrastrutturali, segnalato alle ore 22:50 dal comunicato Ansa e dalla scomparsa della notizia del parere positivo dai media che l’avevano lanciata. Negli ultimi giorni abbiamo lanciato la petizione popolare in favore del Calcio Foggia in serie B, raccontando tutta la vicenda e gli abusi commessi nei confronti del club. Quindi, è notizia delle ultime ore, la scelta apparentemente sconcertante, della Figc in favore del Lecco che è atto illegittimo ma che spiana la strada al ricorso del Foggia. Che, diversamente, si sarebbe trovato incastrato dal Perugia che, con la esclusione del Lecco, avrebbe avuto diritto al ripescaggio ai sensi dell’art. 49 comma 4 Noif più che il Foggia all’ammissione alla serie B quale quarta squadra neopromossa vincitrice sostanziale della finale dei playoff, che non avrebbe dovuto giocarsi”.
“O, quanto meno - conclude De Michele - si sarebbe dovuta giocare ad armi pari, e non con la designazione incompatibile di un arbitro di parte lecchese. Il Perugia ora farà ricorso, ma non ha nessuna chance perché ha gli stessi problemi sui criteri infrastrutturali del Lecco. Il Foggia viceversa può spuntarla, non a caso ha preannunciato il ricorso anche perché ha avuto il sostegno dei tifosi attraverso la petizione. Che peraltro prelude minacciosa, nel caso in cui al Foggia non venisse riconosciuto il diritto alla B, ad una pesantissima e devastante class action da parte dei suoi tifosi, che non sono sottoposti ad alcun vincolo di giustizia sportiva e che farebbero l’azione risarcitoria davanti al Tribunale civile di Foggia”.
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