I (soliti) giochi proibiti di Canonico, preannuncia dimissioni da presidente ma club resta saldo nelle sue mani

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Vorrebbe, ma non può. Situazione di preoccupante stallo in casa Foggia. Con Nicola Canonico che si avvia verso un graduale disimpegno, ma che resta in sella (suo malgrado) almeno fino a quando la matassa societaria non si sarà dipanata. Curioso che nel giorno in cui il patron abbia ritrovato la parola provando a delineare uno straccio di programmazione, non sia venuta a galla l'unica questione che lo tiene legato ancora mani e piedi al Foggia: la controversia con il socio di minoranza Maria Assunta Pintus.

Che si avvia ormai ai titoli di coda, con l'imprenditrice sarda che dopo due anni è finalmente pronta a presentare il conto (salato). E con Canonico, che finora ha "noleggiato" il Foggia, che sta provando ad uscirsene nella maniera meno indolore possibile. 

Dipendesse da lui sarebbe pronto a farsi da parte anche subito, ma al momento all'orizzonte non se ne intravedono ancora le condizioni. Bellisario Masi, l'uomo degli equilibri che da qualche mese a questa parte ha ritrovato il feeling con la proprietà è il deus ex machina che dietro le quinte sta muovendo i fili per dettare svolta. È il dg della Fondazione La Capitanata per lo Sport, spalleggiato da Matteo La Torre (presidente Siem-Euronics), che sta provando a tessere le fila di una nuova cordata di imprenditori locali disposti a rilevare il pacchetto di maggioranza. In prima fila ci sarebbe la Fortore Energia, capofila di una cordata che tarda a delinearsi. 

Chi infatti finora è sembrato interessato a subentrare, tentenna perché vuole vederci chiaro fino in fondo. 

E la cosa disturba non poco Canonico, che ha messo fretta ai partner che si sono dichiarati pronti a supportare il Foggia attraverso congrue sponsorizzazioni (si parla di 500mila euro): "Ci sono i contratti pronti da sottoscrivere, mettiamo nero su bianco e poi eventualmente parliamo". Chiaro il riferimento ad Antonio Salandra, presidente di Fortore Energia, con il quale l'ormai prossimo ex presidente rossonero ha iniziato da qualche tempo a dialogare per capire se esistano realmente i margini per mettere in piedi una trattativa che si presenta particolarmente spinosa e farraginosa, probabilmente anche perché dovrebbe vedere al tavolo il socio Pintus, vero ago della bilancia per accelerare l’eventuale closing.

Se infatti il Foggia resta “invendibile” non è escluso che ad oggi si sia scelto sempre l’interlocutore sbagliato. Ed allora l’unica formula che al momento resta percorribile è quella delle sponsorizzazioni, che foraggiano le casse sociali in attesa degli eventi.  

Canonico lunedì sera sull’argomento, per la verità, è sembrato particolarmente infastidito, pare non abbia gradito la fuga in avanti di Salandra di un paio di settimane fa quando confermò pubblicamente di essere pronto a supportare il club: avrebbe preferito maggiore riservatezza e poco risalto mediatico il patron, che in questo frangente sta giocando su più tavoli la sua partita più difficile. Quella del ricorso, che lo spinge ancora a non desistere, l’unica ragione (forse) per la quale valga ancora la pena esporsi in prima linea. La più intrigante e dall'esito incerto. Destinata a passare attraverso tre gradi di giudizio, e che non è detto alla fine non riservi una clamorosa sorpresa. 

"Una battaglia sacrosanta per preservare i diritti del Foggia e dei suoi tifosi sparsi in giro per il mondo", ha ripetuto Canonico lunedì sera in una sala stampa gremita in ogni ordine di posti come non mai. Anche per questo il presidente ha deciso di rimanere in carica fino all'esito del ricorso, presumibilmente cioè fino ai primi di settembre. 

Quando gli scenari saranno definiti (si spera), e a quel punto potrà prendere una decisione definitiva. Sarà quello il tempo in cui sarà necessario individuare il suo successore alla poltrona più ambita, ed è inevitabilmente dal nome di chi subentrerà sarà possibile anche capire in quale direzione va il Foggia.
 
Toccasse, ad esempio, a Emanuele Canonico (figlio del patron) salire nella stanza dei bottoni, il Foggia continuerebbe ad essere a tutti gli effetti un affare di famiglia, così non fosse (come pare invece più probabile)  vorrebbe viceversa dire che la condivisione delle scelte è condivisa a più largo raggio, e che quindi si sta inaugurando il nuovo corso. 

Per il momento però si naviga necessariamente a vista, senza nessuna certezza e con un progetto tecnico vago, che sa di ridimensionamento.

Se, come pare ormai certo, è Emanuele Belviso l'uomo di fiducia del presidente incaricato in questo frangente di occuparsi delle questioni tecniche e di tessere i primi contatti sul fronte mercato. Belviso sarà ufficializzato nelle prossime ore e comunque in questa settimana, quindi a ruota toccherà al tecnico. Che sarà un profilo bifronte: o giovane, e dunque di prospettiva (Pazienza) o abbastanza navigato e che ha già allenato in B e C (Breda). 

Dovrebbe ormai essere ristretta a questi due nomi la cerchia dei papabili alla successione di Delio Rossi in panchina. Per la quale si è orientati su due allenatori agli antipodi: il primo buono per la C ed una politica tesa alla valorizzazione dei giovani di prospettiva; il secondo già avvezzo alla B ma eventualmente idoneo anche per ripartire dalla Serie C.

Sul tavolo piano A e piano B, il nodo con ogni probabilità sarà sciolto dopo il 21 luglio, giorno nel quale il Coni ed il Collegio di Garanzia si pronunceranno sul ricorso, e quindi si avrà un primo approssimativo orientamento su come potrebbe evolvere il ricorso.

E il potenziamento della squadra? Resta inevitabilmente in stand-by, e non potrebbe essere diversamente vista la posta in palio. Con una intelaiatura al momento composta da 15-16 elementi, non è escluso che fino a quando non ci sarà una schiarita resterà così com’è, al limite si potrebbe registrare qualche partenza eccellente (Frigerio e Garattoni su tutti), e nel contempo si guarderà a qualche under nell'ottica di ricorrere al minutaggio molto più di quanto non sia stato fatto nell’ultima stagione. Inutile allora farsi illusioni, questo è quello che al momento passa il convento.

Canonico, che evidentemente comincia a sentirsi sempre più lontano da Foggia e che lunedì sera lo ha ribadito anche alla tifoseria organizzata (prima della conferenza-stampa) confermando di non essere nella condizione al momento di fare alcun tipo di promessa, in questo frangente si sente ingessato come il suo Foggia. Ma di mezzo ci sono due mesi di fuoco, luglio ed agosto possono mutare repentinamente gli scenari. 

Sul versante societario, con Pintus che minaccia di riprendersi il maltolto se dal Tribunale di Cagliari a stretto giro dovesse arrivare il via libera. E su quello del ricorso che per ora sembra un tentativo maldestro di sovvertire quanto il Consiglio Federale ha sancito. Ma che in realtà potrebbe avere dei risvolti inimmaginabili davanti al Tar e al Consiglio di Stato nel giudizio di secondo e di terzo grado.   

Ecco perché Canonico nicchia e prende tempo, rifugiandosi dietro la necessità di procrastinare ogni decisione definitiva appena l’orizzonte sarà meno nebuloso e si ravviseranno le condizioni per sciogliere ogni riserva: "Il calcio dietro l'angolo riserva sempre delle sorprese", ha sottolineato in modo sibillino in quella che non si è compreso bene se sia una promessa oppure una minaccia. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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