Foggia, arrivano i Nostri. Il tempo sta per scadere e il presidente Canonico è sempre più vicino al passo d’addio

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Tutti i nodi vengono al pettine, prima o poi. E l'ultimo coupe de theatre di Nicola Canonico mandato in onda lunedì scorso ha finito con l'avere l'effetto esattamente contrario a quello che il patron si aspettava. Ora il Re è davvero nudo, le sue tesi e le sue mezze promesse non reggono più. Il suo tempo a Foggia sta per scadere. Sta cercando disperatamente di prendere altro tempo l'imprenditore di Palo del Colle, che comincia a sentirsi accerchiato, ma che prova a stupire ancora con effetti speciali: così mentre attende l'esito del primo grado di giudizio davanti al Collegio di Garanzia del Coni (anticipato al lunedì prossimo 17 luglio) getta fumo negli occhi e prova ad architettare un futuro che è incerto e ancora tutto da scrivere. 

Silvio Baldini, l’ultimo nome fatto rimbalzare ad arte per darsi ancora un tono, diventa così il paravento dietro al quale rifugiarsi in questo frangente per lanciare all’esterno segnali concreti di operatività che in realtà sono balbettanti, e per lasciar credere che, al di là delle apparenze, c'è una proprietà vigile ed attenta nella programmazione. 

"Venghino signori venghino, vi preannuncio un nome di grido in panchina per la prossima stagione, altro che ridimensionamento. Però ora sarà il caso di abbonarsi per dar corpo ai sogni di grandezza...". 
Fila, eccome se fila il ragionamento del patron. 

Se non fosse che adesso c'è una variabile impazzita all'orizzonte che rischia di sparigliare le carte: ci sono infatti nuovi investitori pronti a scendere in campo, ed il fatto che si siano palesati pubblicamente lascia capire quali siano le loro intenzioni, sono imprenditori solidissimi del territorio, Salandra e La Torre sono i capofila di un progetto di rilancio del calcio foggiano che presto lieviterà numericamente e di consistenza, perchè l’idea di frazionare il rischio e di ridare slancio e concretezza al Foggia sta facendo proseliti. 

Il dado è tratto, insomma, e il solco entro cui muoversi tracciato, ora perché il cerchio si chiuda occorre che anche la tifoseria prenda coscienza del fatto che bisogna voltare pagina. Lo stesso interessato ne è consapevole, anche se temporeggia nella speranza di poter alzare il prezzo, magari puntando su un ripescaggio in B che non è per nulla semplice, ma che non è da scartare a priori. 

Chi però si aspetta che il prossimo passo adesso lo faranno Salandra & co. si sbaglia di grosso, nessuna offerta di acquisto sarà formalizzata fino a quando il patron non avrà risolto il contenzioso con la Pintus, sborsando i circa due milioni di euro sull'unghia comprensivi di spese legali ed interessi che servono per chiudere la partita. Nessun’altra fuga in avanti, adesso il pallino ritorna nelle mani dell’attuale proprietà (?), che si ritrova in un vicolo cieco senza via d’uscita. Perché andare avanti comporterebbe esborsi non di poco conto per attrezzare una stagione da protagonisti. Così come uscire di scena anzitempo facendo un passo indietro implicherebbe soddisfare le vecchie pendenze del socio di minoranza Maria Assunta Pintus.

In questo frangente così magmatico, allora, Canonico è libero di sbizzarrirsi come meglio ritiene, e di raffazzonare alla meno peggio uno straccio di progetto tecnico che sarebbe da rivisitare a tutto tondo.

Non basterà infatti affidarsi a Baldini (laddove il tecnico toscano dovesse accettare ovviamente), se poi non si è in grado di assecondarne i desiderata sul piano squisitamente tecnico, il Foggia così com'è oggi necessità di robusti interventi sul mercato in ogni reparto se vuole restare competitivo ai massimi livelli. La rosa che consta al momento di 16 effettivi ha perso per strada gente del calibro di Costa, Kontek, Bjarkason ed Ogunseye ed almeno un altro paio sarebbero sul piede di partenza.

Servono idee, uomini e soprattutto soldi: le prime non sembra in grado di garantirle il ds in pectore Emanuele Belviso che già l'anno scorso toppò clamorosamente cucendo addosso a Boscaglia un abito inadeguato per il 4-2-3-1 che il tecnico di Gela aveva in mente di assemblare; gli uomini a disposizione sono quelli che sono, il club è abbondantemente sottodimensionato, è carente di figure manageriali che siano in grado di reggere il passo con i club più competitivi della categoria. 

Quanto poi alle eventuali risorse da mettere in campo per rafforzare l’organico a disposizione, Canonico non più tardi di lunedì’ scorso è stato esplicito nel ribadire che l'attuale intelaiatura registrerà almeno un paio di uscite (Frigerio e Garattoni?) e sarà integrata preferibilmente con profili under. Evidentemente per puntare al minutaggio.

Il vero problema è che il ritardo accumulato è già notevole, tutte le migliori del raggruppamento meridionale si stanno attrezzando per tempo. Tutte, tranne il povero derelitto Foggia che resta alla finestra in attesa che gli eventi piovano dal cielo, e d’amblè gli consentano di rimettersi in carreggiata in tutta fretta e senza pagare dazio.

Come e quanto Canonico in questo delicatissimo frangente sia disorientato è confermato dall’approccio disordinato  ed inconcludente avuto con il tecnico Michele Pazienza. Contattato dal dg Milillo attraverso una chiacchierata informale che poi non ha avuto ulteriori sviluppi. L’ex tecnico dell’Audace Cerignola è stato il primo in assoluto ad essere avvicinato per il post-Rossi, nei giorni immediatamente successivi alla beffa con il Lecco ci furono i primi timidi contatti che sembravano premonitori alla fumata bianca. Pazienza avrebbe accettato di buon grado la soluzione-Foggia, per quanto titubante rispetto al progetto che prospettatogli: obiettivo migliorarsi, puntando sulla valorizzazione dei giovani. E quindi facendo leva sul minutaggio. Un ridimensionamento palese nella forma e nella sostanza, che si sarebbe però voluto far passare come un progetto proiettato nel futuro e con un allenatore di prospettiva.

Se ne sarebbe dovuto parlare più in là in maniera approfondita, ma dopo qualche oggettiva perplessità sollevata dal tecnico sanseverese non se n’è fatto più nulla. Anche perché nel frattempo lo scenario è mutato, e la possibilità prima di spuntarla con il ricorso per il ripescaggio in B, e la successiva polemica a distanza innescata con Salandra & co. ha consigliato di virare su altri profili. Che potessero eventualmente reggere il salto in B senza particolari contraccolpi.

Se queste sono le premesse il futuro del Foggia non può che essere a tinte fosche. 
Meno male, però, che arrivano i Nostri...

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testatina dillo al direttore WEB

 

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