Foggia, da Delio Rossi a Cudini è un attimo. Ormai fatta per tecnico marchigiano: seguace del suo predecessore

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Da Delio Rossi a Mirko Cudini è un attimo. Anzi, una frazione di secondo, visto che chi sta per accomodarsi sulla panchina del Foggia un ventennio e passa fa è stato allievo del tecnico riminese che, dopo la doppia beffa col Lecco ha gettato la spugna. Sarà l'ex difensore della Salernitana dei miracoli, reduce dalla sfortunata parentesi di Andria, a pilotare i rossoneri nella prossima stagione. 

È ormai deciso, e fra oggi e domani arriverà anche l'ufficializzazione dell'ingaggio del 49enne tecnico di Sant’Elpidio a Mare che del suo predecessore ha ricordi sempre vividi: “L'ho avuto come allenatore nella stagione 97-98 alla Salernitana. In quel periodo era uno degli allenatori più in vista, veniva da un percorso importante e con lui vincemmo il campionato di Serie B”, ha ricordato recentemente Cudini, che ovviamente mai e poi mai poteva immaginare un giorno di ereditarne la panchina. 

Così ha però deciso Nicola Canonico, che in verità era partito con altre idee: "Punteremo su un profilo che abbia già maturato esperienze sia in C che in B", aveva replicato solo qualche settimana fa a chi lo incalzava sul nome del nuovo allenatore, ma poi strada facendo il patron ha dovuto gioco forza ridimensionare i suoi progetti. Che, dopo il mancato salto in B, ora fanno i conti con il rifiuto dei più a scegliere Foggia. 

Era già successo con Michele Pazienza, e la storia si è ripetuta con Silvio Baldini (col quale peraltro inspiegabilmente è saltato un appuntamento programmato a Carrara). Ultimo in ordine di tempo a declinare la proposta è stato Giuseppe Raffaele che proprio non se l'è sentita di partire a fari spenti e senza certezze. E così il club ha virato su un nome che pure fin dall'inizio del casting era circolato con una certa insistenza. 

Cudini è il profilo che sintetizza l’obiettivo che il club ha messo nel mirino per la prossima stagione: una salvezza dignitosa che preveda la valorizzazione dei giovani. E il curriculum del tecnico marchigiano è in linea coi programmi societari. La prima sua esperienza è stata quella con la Sangiustese, in Eccellenza, ed è stata subito promozione in Serie D. Un risultato inaspettato che attirò su di sè le attenzioni del Notaresco (Serie D), prima dell’approdo al Campobasso nel 2019. Qui troverà l’ambiente ideale in cui trasmettere la sua filosofia basata sul 4-3-3 e sulla proposta di un calcio offensivo. 

Cudini, infatti, non a caso ha ammesso che tra i suoi modelli c’è proprio Delio Rossi, il tecnico che lo ha forgiato come calciatore e che da queste parti ha appena sfiorato una clamorosa promozione: “Lui non ti dava molta confidenza, ma mi ha trasmesso la mentalità di attaccare”, ha sempre ammesso. L’idea, però, deve essere accompagnata dall’equilibrio in fase difensiva, prerogativa che ha ereditato da Marco Giampaolo. 

Il mix gli ha permesso di vincere il campionato di Serie D nel ‘21 a Campobasso e di conquistare l’anno dopo la salvezza. Poi l'amara parentesi con la Fidelis conclusa con la retrocessione e tante recriminazioni: chissà come sarebbe andata se non fosse stato prima esonerato e poi richiamato in tutta fretta per tentare l'impresa disperata della salvezza quando ormai però la stagione era ampiamente compromessa. Cudini a Foggia avrà la grande chance della carriera, arriva un allenatore che è amante dello spettacolo. 

E che, soprattutto, ama il rispetto delle regole. Singolare l'episodio che li vide protagonista due stagioni fa a Campobasso nel match con la F. Andria finita 1-3. Sullo 0-1 un giocatore ospite rimase a terra e un suo compagno calciò fuori il pallone. Il Campobasso avrebbe dovuto restituirlo, ma Tenkorang non accorgendosi di quanto accaduto realizzerà il pari con l’Andria ferma. Cudini allora darà ordine dalla panchina di far segnare nuovamente gli ospiti fra lo stupore generale. 

Ora per il seguace di Rossi c’è il Foggia. Per riprendere quota e convincere i più scettici sul suo conto. Peccato solo che a sceglierlo sia stato patron Canonico: quando ci mette lo zampino lui...

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testatina dillo al direttore WEB

 



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