Lecco oggi davanti al TAR ma il Foggia chiede il rinvio. Club di B vogliono lombardi dentro e Reggina fuori

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Da un lato le vicende del campo, che vedono la squadra impegnata ad Assisi in quello che sarà il ritiro più breve della storia rossonera di sempre. Dall'altra l'intricata matassa societaria che in un modo o nell'altro appassiona sempre, con un ricorso che frena inevitabilmente la programmazione: è un Foggia bifronte quello di questa controversa fase iniziale di stagione che tiene tutti col fiato sospeso. 

Oggi è il giorno del giudizio, davanti al Tar del Lazio si gioca forse la partita più importante, che può in qualche misura indirizzare il futuro rossonero: si discute della riammissione del Lecco, e dal pronunciamento dell'organo amministrativo si intuirà se la partita per il Foggia può considerarsi ancora aperta, o se viceversa sarà il caso di voltare definitivamente pagina e guardare oltre. 

Ma..., c’è un ma che lascia ancora tutto sospeso a metà: il Foggia, infatti, ha ufficialmente richiesto il rinvio dell’udienza in programma nel pomeriggio alle 15, e dopo aver appreso che il proprio ricorso sarà discusso solo il prossimo 26 settembre, ha chiesto che tutti i procedimenti in essere vengano riuniti. 

Com’è noto, il club del presidente Nicola Canonico tramite l’avvocato Giacomo Sgobba, prosegue imperterrito la sua battaglia legale ed ha depositato il proprio ricorso al Tar del Lazio contro il dispositivo del Collegio di Garanzia del Coni e la conseguente richiesta della licenza per la Serie B. La data ufficiale del 26 settembre ovviamente ha indotto il club  a correre ai ripari tentando di percorrere la strada del rito abbreviato. 

Difficile anticipare cosa potrà accadere nel pomeriggio, il Foggia sarà in ogni caso spettatore attento della eventuale la sentenza del TAR sui ricorsi presentati da Reggina e Lecco. Senza dimenticare che in piedi c’è anche la data del prossimo 29 agosto davanti al Consiglio di Stato, in quello che è l’ultimo grado di giustizia amministrativa.

Non resta che attendere, dunque. L’anticipo dell’eventuale udienza al Tar di oggi, oltre ad accorciare i tempi, riduce anche la grande ansia che accompagna tutti i tifosi della Reggina. C’è fiducia ma anche tanta preoccupazione, consapevoli che a prescindere dalla possibilità di un poter accedere ad altro grado della giustizia ordinaria (il Consiglio di Stato), la prossima tappa sarà probabilmente quella decisiva. 

C’è un sistema che, a prescindere dal pagamento tardivo che si cercherà di motivare, non sembra favorevole al club amaranto. E se ancora ce ne fosse bisogno, si legge anche di una compattezza preoccupante delle 18 società sicure partecipanti al prossimo campionato di serie B, le quali sono pronte a presentare il proprio ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio, prendendo da un lato dichiaratamente le parti del Lecco di patron Paolo  Di Nunno, ed opponendosi alla riammissione della Reggina. Una scelta decisamente forte e preoccupante quella dei club, che hanno tutta l’intenzione di far partire la stagione secondo quanto stabilito dal calendario. Anche se poi, alla fine, saranno sempre i giudici a decidere, non altri.

In realtà non è detta l’ultima parola. Il ricorso al Tar è, per ora, e l’unica speranza per i blucelesti. Ma i legali del Lecco Domenico Zinnari e Salvatore De Lorenzis stanno affilando le armi per dare contro alla decisione del Collegio di Garanzia che ha pubblicato le motivazioni della sentenza che ha, per ora, condannato il Lecco. Impossibile sapere quale sarà la linea difensiva del club lombardo, ma si tratterà, sostanzialmente, di un giudizio impugnatorio, quello del Tar, che muove dalle motivazioni della sentenza, adottate dal Collegio. È vero che finora è passata la linea formalistica, legata alla perentorietà del termine entro il quale il Lecco avrebbe dovuto indicare lo stadio Euganeo di Padova con tutti i documenti autorizzativi necessari.

Ma, forse, il tema vero è un altro: ammesso placidamente che c’è un principio di non derogabilità dei termini che tiene in piedi l’intero sistema delle Licenze Nazionali, il tema della “proroga” chiesta dal Lecco è così poco rilevante?

In realtà si sarebbe trattato di una “remissione nei termini”, che è stata chiesta non perché il Lecco fosse inadempiente, ma perché non poteva procurarsi uno stadio alternativo al Rigamonti-Ceppi, prima del 18 di giugno, dopo aver vinto la finale. Le norme della Figc in questo sono chiarissime: devi indicare lo stadio del Comune in cui la società ha sede e in ottemperanza alle norme per la categoria in cui giochi. E non avevi, dunque, la possibilità di indicare l’Euganeo ma neanche il Brianteo o altri stadi, prima di aver vinto i playoff.

Per questo la Figc nella sentenza che aveva ammesso il Lecco dopo la prima bocciatura visto il poco tempo a disposizione.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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