A rubare la scena ieri avrebbe dovuto essere il Tar. Con i ricorsi pendenti di Lecco e Reggina che vivevano la loro giornata campale. Ed il cui esito indirettamente può orientare il futuro del Foggia. E invece nel primo pomeriggio ecco la notizia che non ti aspetti, e che pareva ormai destinata ad arrivare dopo la pausa estiva: la controversia in essere fra i soci Nicola Canonico e Maria Assunta Pintus si arricchisce di un nuovo capitolo. Che, a veder bene, non è detto adesso non possa aprire un nuovo fronte in merito alla eventuale vendita del club.
Il Tribunale di Cagliari, giudice Bruno Malagoli, ha respinto sia le richieste avanzate dalla Map Consulting (che fa capo a Pintus) che quelle della CN Sport (in capo a Canonico). La prima chiedeva, fra l’altro, il sequestro conservativo per le somme non pagate per l’acquisto delle quote della Corporate Investment Group, società che controlla il Calcio Foggia 1920.
Nell’ordinanza il giudice ritiene che le osservazioni dei legali di Nicola Canonico in merito alla reale situazione economica in cui si trovava la società al momento della vendita “siano meritevoli dell’approfondimento (eventualmente anche istruttorio) proprio della fase di merito, e che allo stato facciano venir meno i presupposti per la richiesta ordinanza da parte della Pintus. Risultano respinte, pertanto, tutte le istanze, anche quella di Canonico in merito al sequestro degli assegni dati a garanzia, ma solo perché sono di fatto non utilizzabili dalla controparte. Sarà il giudizio di merito fissato per ottobre sempre a Cagliari a chiarire la vicenda, il cautelare che reca in calce la firma del 26 luglio scorso si incardinerà nella controversia principale fra le parti.
La vicenda
Come si ricorderà, con contratto preliminare del 19 giugno ‘21 la Map Consulting srl si era impegnata a cedere a Nicola Canonico il 100% delle quote sociali della Corporate Investment Group srl (a sua volta titolare dell’80% delle quote del Calcio Foggia 1920 srl) al prezzo di 1,8 milioni di euro determinato sulla base della situazione patrimoniale del Foggia Calcio 1920 da corrispondersi in 5 ratei mensili da € 200mila ciascuno da versarsi entro e non oltre i termini essenziali del 30/8/21, 30/9/21, 30/10/21 e 30/11/21, oltre € 800mila da versarsi entro il 30 maggio ‘22, a garanzia dei quali Canonico aveva consegnato due assegni di rispettivamente 800mila euro ed un milione di euro.
A garanzia dell’adempimento delle rate del prezzo Canonico con la sottoscrizione del contratto assumeva l'obbligazione di garantire personalmente, a prima richiesta e senza poter opporre alcuna eccezione, le obbligazioni contrattuali assunte nell'interesse proprio. Successivamente, in data 22 giugno veniva stipulato un contratto di compravendita di quote societarie con il quale la società Map Consulting srl vendeva alla Società neocostituita C.N. Sport srl con unico socio, il 51% del capitale sociale della società "Corporate Investments Group srl".
La Map Consulting, allegando l’inadempimento della società C.N. Sport srl al pagamento delle rate dovute, ha chiesto nel giudizio principale l’adempimento della garanzia assunta da Nicola Canonico. Che, da parte sua, nel procedimento principale ha invece eccepito, in via preliminare, l’incompetenza territoriale del giudice adito, mentre nel merito, contestando la fondatezza delle domande avanzate dalla attrice, ha eccepito: l’invalidità del contratto per dolo della Map Consulting, chiedendone in via riconvenzionale l’annullamento; la mancata esecuzione del contratto, chiedendo in via riconvenzionale pronuncia di risoluzione per inadempimento della Map Consulting; l’invalidità della garanzia a prima richiesta stabilita in contratto a carico del Canonico.
Le conclusioni
Nel caso di specie, il giudice ha evidenziato che gli assegni in questione non possono essere più portati all’incasso, essendo decorsi i termini stabiliti dalla normativa al riguardo (8 giorni, per gli assegni cosiddetti su piazza, ovvero pagabili nello stesso Comune in cui il titolo è stato emesso; e 15 giorni, per quei titoli pagabili in un Comune diverso da quello di emissione). Ciò determina l’assenza di periculum in mora ed il rigetto della domanda cautelare formulata dal convenuto.
Risulta infondata anche la richiesta di emissione di ordinanza. Come riportato nell’art. 2 del contratto preliminare, il prezzo della cessione delle quote del capitale sociale di “Corporate Investments Group S.r.l.” veniva determinato nella somma di 1,8 milioni di euro, “tenuto conto della situazione patrimoniale della controllata Calcio Foggia 1920. Tale situazione patrimoniale presentava, su dichiarazione della stessa attrice una passività della Calcio Foggia 1920 srl pari a 1.566.758 euro. Nella presente sede, trattandosi di decidere sulla base di una cognizione sommaria (e fermo restando l’ulteriore eventuale approfondimento istruttorio sul punto), la contestazione del Canonico in relazione alla presenza di maggiori debiti (effettivi e potenziali) per 900mila euro circa, non risultanti nella situazione patrimoniale di cui all’allegato A del preliminare, nonché minori crediti (per circa 165mila euro rispetto ai crediti verso sponsor che in detto allegato A risultavano e risultano indicati come pari ad € 208mila), non appare allo stato manifestamente infondata (neppure all’esito dell’esame della consulenza di parte prodotta dalla Map Consulting srl). Ebbene, dalla verifica contabile eseguita sono emersi sia maggiori debiti (effettivi e potenziali) per 90mila euro circa, non risultanti nella situazione patrimoniale di cui all’allegato A del preliminare - vedasi la pag. 54 di tale perizia da cui risultano sopravvenienze passive per complessivi 898.198,26 euro -, nonché minori crediti per circa 165.000 euro rispetto ai crediti verso sponsor che in detto allegato A risultavano e risultano indicati come pari ad € 208.000,00.
Di tutta evidenza, quindi, si appalesa al riguardo, una causa di annullabilità contrattuale ai sensi dell’art. 1439 c.c., stante le consapevoli, omesse e artificiose dichiarazioni dell’odierna attrice sulla reale situazione economico-finanziaria della Calcio Foggia 1920 srl.
La grave situazione patrimoniale della società Calcio Foggia 1920 non dichiarata dalla Map Consulting srl, risulta certificata dal verbale di assemblea del 3 febbraio ‘22 di approvazione del bilancio dell’esercizio al 3o giugno ‘21 della detta società Calcio Foggia 1920 difatti, l’esercizio chiuso al 30 giugno ‘21 evidenzia un risultato di esercizio negativo di 2.735.865 euro.
Insomma, l’è tutto da rifare. O quasi.
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