Foggia, “sarà ribaltone al Consiglio di Stato”: lo preannuncia il noto lavorista Vincenzo De Michele

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E’ fra i pochi ancora a crederci. Probabilmente perché, a differenza degli altri, ha intuito che davanti al Consiglio di Stato tutti i tasselli torneranno nel loro naturale ordine. E per il Foggia si apriranno nuovi orizzonti. L’avvocato lavorista Vincenzo De Michele lo va ripetendo da tempo: “Al 3° grado di giudizio il club di Canonico otterrà il ripescaggio in B, il verdetto del Tar sarà ribaltato e per il Lecco non ci sarà scampo”. Non resta allora che attendere il prossimo 29 di agosto...

Avvocato, l'hanno convinta le motivazioni del Tar Lazio che ha accolto i ricorsi di Lecco e Figc?

Le motivazioni delle due sentenze sono inesistenti sotto il profilo giuridico. Esse risultano solo apparentemente, ma non rispondono ad alcun canone di ragionevolezza e non sono espressione di alcun ragionamento giuridico che possa avere il profumo della sostenibilità in grado di appello. Il Tar è andato gravemente fuori del seminato e della sua competenza, non potendo sostituirsi al legislatore sportivo,la FIGC, inventandosi la derogabilità di fatto.

Cosa l'ha sorpresa di più della sentenza?

Il Tar è giudice di legittimità su atti amministrativi collettivi, quali sono le regole sportive. Se le regole sportive perentorie non sono state rispettate sei irrimediabilmente fuori, ma il Tar del Lazio si è inventato una derogabilità di merito sulla fiducia per fregare una squadra del sud che è il Foggia, a vantaggio immeritato di una squadra del nord.

Tutto cancellato con un colpo di spugna, insomma...

Così sembrerebbe, ma il passato non si può scordare, e proprio il periodo dal novembre '22 al 15 giugno '23 è quello che conta per stabilire se una squadra ha o meno i requisiti infrastrutturali per andare in serie B. Quanto accaduto dal 16 giugno in poi non conta, nel senso che sei già dentro o fuori, a prescindere dallo spostamento dei playoff di 9 giorni, stabilito peraltro il 27 aprile, quando il Lecco era già fuori dalla B perché non aveva lo stadio adeguato e non aveva la possibilità di chiedere la deroga eccezionale per un altro stadio fuori del comune per le partite di casa. E, soprattutto, di ottenerla dalla Lega di serie B, che infatti non l’ha mai concessa. Il termine che il Lecco doveva rispettare, non avendo lo stadio a norma per la B, era strettamente legato all'inizio dei lavori di adeguamento del Rigamonti-Ceppi entro il termine del campionato di C, entro cioè il 23 aprile. Solo così, secondo la circolare Figc del 27 maggio ‘23, che il Foggia ha depositato puntualmente agli atti dei due giudizi ma che il Tar non ha letto o comunque ha ignorato, il Lecco avrebbe potuto chiedere ed ottenere la deroga eccezionale per giocare in un impianto diverso da quello di casa, con l’obbligo di completare i lavori entro il 28 febbraio '24.

Quindi il 20 giugno scorso Di Nunno avrebbe affermato il falso...

Proprio così, ha commesso una vera e propria frode sportiva, cioè ha indicato nella documentazione depositata il 15 giugno alla Figc, alla LNPB e alla Lega Pro uno stadio che aveva i requisiti per la B, con più di 5.500 posti a sedere con postazioni singole e numerate. Falso, perché lo stadio indicato il 15 era il Ripamonti-Ceppi, dichiaratamente inadatto alla serie B con una capienza inferiore ai 5000 posti, di cui meno di 2900 a sedere e senza lavori in corso, mai autorizzati e appaltati dal Comune di Lecco neanche alla data del 15 giugno scorso.

Sarebbero quindi sentenze di ‘merito’ sportivo quelle emesse dal Tar, che legittimano indirettamente la frode sportiva e il falso commessi dal Lecco?

Già, una vera immondizia giuridica che spetterà al Consiglio di Stato di eliminare dalla realtà giuridica e processuale. Del resto, la Figc ha perfettamente compreso la precarietà delle decisioni del Tar prima del deposito delle motivazioni sul caso Lecco, mentre per il caso Reggina, purtroppo, non vi sono previsioni favorevoli in CdS alle sorti della squadra calabrese, ammesso che faccia ricorso.

La LNPB di Balata ha tentato di forzare la mano alla Figc e al Consiglio di Stato, disponendo l’inizio del campionato a 18 squadre il 19 agosto con il format illegittimo a 20 squadre non autorizzato dal Consiglio Federale per l’anno ‘23/’24, dopo aver addirittura chiesto al Tar di legittimare il format a 20 squadre nella costituzione in giudizio sui ricorsi della FIGC e del Lecco.

Gravina aveva risposto picche a Balata, con la sua Figc nella seduta di Consiglio federale del 4 agosto attendendo il CdS per l’integrazione dell’organico di B a 22 squadre. In verità anche il TAR ha risposto picche alla LNPB sull’organico a 20 squadre con le due sentenze depositate, affermando che non è materia di sua competenza perché in questo caso valgono le regole sportive, su cui il giudice amministrativo non ha alcun sindacato. La Lega Pro di Marani nel comunicato sul calendario conferma la rivedibilità dell’organizzazione del campionato ‘23/24 con squadre riammesse e/o ripescate che vanno in Lega B dalla Lega C, dopo il CdS L’improvvida e illegittima forzatura di Balata sull’inizio del campionato ad organico non integro e con format illegittimo sarà oggetto, naturalmente, di delibazione da parte del Presidente del Consiglio di Stato con richiesta di decreto monocratico di sospensione da parte del Foggia dell’inizio dei due campionati di B e di C.

Come andrà a finire il 29 agosto?

Ci saranno quattro squadre che saranno riammesse o ripescate in B: il Brescia, la Spal e il Benevento come riammesse e il Foggia come ripescata. Non ci sarà invece il Perugia, lo ha dichiarato la Figc nella decisione del Collegio di garanzia depositata come motivazione il 3 agosto scorso, che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Spal per difetto di interesse, in quanto si è scoperto che il Perugia non ha i requisiti infrastrutturali perché il parere positivo della Commissione criteri infrastrutturali era provvisorio, come provvisorio era il provvedimento di riammissione del CF del 24 luglio.

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