Zero conclusioni efficaci (o giù di lì) verso la porta di Vannucchi e zero gol all’attivo. Dietro la sconfitta del Foggia all’esordio in campionato a Taranto, si nasconde anche l’inattesa difficoltà palesata a trovare la via della rete. Quantomeno singolare per una squadra come il Foggia, che la passata stagione con 60 reti complessivamente realizzate si era distinta come una delle formazioni più prolifiche della categoria.
E poiché pure nel debutto assoluto stagionale di Coppa Italia di Vibo col Catanzaro era accaduto di restare a bocca asciutta, ecco accrescersi la preoccupazione di Mirko Cudini, che oltre ai vari ritardi accumulati finora deve adesso accelerare il processo di inserimento dei nuovi attaccanti nell’ingranaggio. Perso per strada Ogunseye, che alla fine ha concluso la sua parentesi in rossonero in doppia cifra (11 centri), ora tutto il peso della prima linea dovrà reggere oltre che sul confermato Beretta, sulle new-entry Embalo-Tounkara.
Nomi sicuramente altisonanti per la categoria, ma decisamente con le polveri bagnate nelle ultime stagioni. Ad accomunare il possibile nuovo tridente rossonero (anche se a Taranto Cudini ha preferito il 4-3-1-2) il fatto che abbiano recentemente vestito la maglia del Cittadella in B. Lì dove però hanno segnato col contagocce e lasciato sbiaditi ricordi (10 reti Beretta in meno di tre stagioni, tre Tounkara in una annata e mezza, addirittura zero Embalo nell’ultima stagione nelle 17 presenze cumulate).
Mamadou Tounkara, con passaporto spagnolo, a 27 anni a Foggia cerca il rilancio. In Italia è sbarcato nell’agosto del ‘12, quando la Lazio lo prelevò dalla squadra juvenil B del Barcellona. Di nazionalità senegalese, è vissuto sin da piccolo nella cittadina catalana di Blanes insieme alla sua famiglia. In giovane età, intraviste le sue ottime qualità tecniche, il Barca lo aveva blindato con una clausola rescissoria di 3 milioni di euro. Due importanti lesioni e alcuni episodi di indisciplina hanno contribuito però a far diminuire l'interesse del club iberico verso il giovane attaccante. Tounkara, che è alto m 1,84, e che è molto potente e veloce, con la Lazio firmerà un contratto di tre stagioni.
Messosi in luce nel campionato Primavera, con cui vincerà uno scudetto, due Coppe Italia e una Supercoppa di categoria, ha esordito in prima squadra nell’ultima giornata di campionato il 18 maggio ‘14 in Lazio-Bologna 1-0. Dalla stagione ‘15/16 è passato quindi in prestito per un anno al Crotone in B. Dove troverà poco spazio e a gennaio, dopo aver collezionato solo 7 gettoni di presenze e 1 gol, rientrerà alla casa madre della Lazio che lo rigirerà in prestito alla Salernitana. Tornato in biancoceleste per fine prestito, nell'estate ‘16 viene inizialmente messo fuori rosa. Poi, dopo il fallimento delle trattative per la cessione, nel febbraio ‘17 è reintegrato nell’organico di prima squadra.
Convocato per la prima volta in occasione di Pescara-Lazio 2-6 del 5 febbraio, subentrerà nei minuti finali ad Immobile, in quella che rimane l’unica partita ufficiale stagionale. Non trovando una collocazione nel successivo mercato estivo, rimane alla Lazio ma resta ai margini della prima squadra in attesa di sistemazione (verrà comunque impiegato nella partita di Campionato Primavera, Lazio-Roma 2-2 del 23 dicembre, nel corso della quale realizza un gol su calcio di rigore ma troverà anche il modo di farsi espellere per fallo di reazione). Il 31 gennaio ‘18 Tounkara passa a titolo temporaneo all’SK Flamurtari di Valona, quindi il 3 luglio successivo viene girato, con la stessa formula, allo Schaffhausen dove rimane fino a gennaio ‘19 quando passa, sempre in prestito, allo MFK Zemplín Michalovce (Superliga slovacca).
Dopo l’ennesimo ritorno alla base, l'11 agosto ‘19 è ceduto a titolo definitivo alla Viterbese. Qui l’attaccante vivrà le sue due migliori stagioni (47 presenze e 16 gol). Nell’estate ‘21 è poi acquistato dal Cittadella e nel gennaio ‘23 passa a titolo temporaneo all’Avellino. Anche in Irpinia l’amore fra l’attaccante e il club biancoverde non sboccerà mai.
Giunto all’ombra del Partenio nella scorsa sessione invernale di calciomercato, lo spagnolo si lega all’Avellino con un contratto biennale scattato. La formula era quella del prestito dal Cittadella con obbligo di riscatto. Un’operazione importante, quella messa a segno dall’allora ds Enzo De Vito, con un esborso di circa 200mila euro tra cartellino e ingaggio del calciatore. Cifra-monstre per un calciatore di Lega Pro che nella sua esperienza ad Avellino non ha praticamente mai lasciato il segno. In sei mesi trascorsi con la casacca biancoverde ha racimolato infatti solo nove presenze mettendo a referto appena una rete nel derby contro il Giugliano.
In totale 311 minuti giocati e tanti dubbi. Divenuti ancora più persistenti in due occasioni: la prima, alla vigilia della trasferta di Catanzaro quando, al momento della diramazione dei convocati, il tecnico Rastelli inspiegabilmente decise di lasciarlo a casa per “scelta tecnica”. La seconda, al termine del campionato. Smaltita la rabbia per la stagione fallimentare, in occasione dei canonici allenamenti prima del rompete le righe finale, Tounkara decise di non presentarsi, motivando la sua assenza con ampio ritardo. Una scelta, quest’ultima, che farà storcere e non poco il naso all’allora direttore generale ad interim Ernesto Salvini che opterà per la linea dura infliggendogli una multa di 20mila euro. Da allora di Mamaodu Tounkara si sarebbero perse le tracce. Fino alla rescissione del ricco contratto biennale del calciatore con un abbondante incentivo all’esodo.
Diversa la storia di Carlos Embalo, esterno sinistro di origini senegalesi con passaporto portoghese, con spiccate doti offensive. Non è un laterale in senso classico, è più un attaccante esterno. Un talento naturale che a Palermo è andato vicino ad affermarsi, e che in Italia è stato premiato come miglior giocatore del torneo di Crema, destando gli interessi di Bologna, Inter e Juve che erano andate ad avanzare un’offerta al club portoghese nel ‘13. È cresciuto nell’Etoile Lusitana, una sorta di cantera che raccoglie i migliori giocatori africani. Chi lo ha visto all’opera assicura che si stratta di un giocatore di grande rapidità, molto forte nell’uno contro.
E’ stato mandato in prestito al Carpi, al Lecce e in ultimo al Brescia dove ha disputato un ottimo campionato realizzando anche 5 gol in 42 partite. Le sue doti tecniche e la sua innata velocità non si discutono ma al momento di finalizzare, dopo una corsa da centometrista, Embalo lancia quasi sempre il pallone verso la curva o sbaglia l’ultimo passaggio irritando i tifosi. A Cudini ora il compito di addrizzargli la mira.
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