Lo sforzo ora è quello di non disperdere l’enorme patrimonio di entusiasmo e di senso di appartenenza alla maglia che la finale playoff col Lecco ha scatenato. E che prima la mancata promozione e poi le lungaggini di un ricorso che si è rivelato farlocco hanno inevitabilmente annacquato.
La nuova stagione del Foggia di fatto si è inaugurata solo lo scorso 29 agosto, giorno in cui il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine su un ripescaggio che già dal primo istante è sembrato un miraggio. Si spiega così lo stallo che a un certo punto è diventato imbarazzante e che ha fatto temere anche per il peggio: riprova ne sia il fatto che la rosa è stata ultimata solo sul filo del gong del mercato (e abbisognevole peraltro ancora di un paio di ritocchi da pescare fra gli svincolati) e che la operatività del club è tornata ad essere tangibile anche all’esterno prima con l'operazione di marketing tesa a promuovere le nuove maglie da gioco che hanno fatto il giro in alcuni luoghi rappresentativi di Foggia proprio per evidenziare il legame forte della squadra con la città.
Quindi non più tardi di mercoledì scorso con il varo della nuova campagna-abbonamenti, lanciata solo a quattro giorni dal debutto ufficiale casalingo col Giugliano di lunedì sera. La quale ha anch’essa inevitabilmente risentito dei tre gradi di giudizio del ricorso che hanno finito con l’intralciare il cammino il club.
Il claim che farà da sottofondo al periodo in cui sarà consentita la sottoscrizione è stato gioco forza improntato a tenere vivo il sentimento verso la squadra del cuore: “Non ti lascio Mai” è infatti una dimostrazione di fede, oltre che un invito a non demordere nonostante tutto, rafforzando il legame coi colori rossoneri, “perché a questi colori non si può mai rinunciare”, detta il comunicato del club, che intimamente spera già in questi primi giorni, ed in ogni caso prima della sfida di campionato di lunedì sera, di superare con le prelazioni almeno quota mille e di garantirsi per lunedì sera nel debutto davanti al pubblico di casa un colpo d’occhio che non risenta particolarmente delle ultime contraddittorie vicende che hanno attraversato la società rossonera.
Sul circuito Vivaticket, e da ieri mattina anche presso i botteghini dello stadio, è possibile abbonarsi fino a lunedì prossimo 11 settembre alle ore 12:30. Poi, dopo lo stop dettato dall’impegno di campionato, si potrà ripartire nelle settimane successive e fino a quando arriveranno le richieste. Prezzi che restano invariati rispetto alla scorsa stagione, si va dai 700 euro della Centralissima ai 120 euro per i settori popolari. Nel pacchetto non è inserita la giornata Pro-Foggia, per cui l’abbonamento sarà valido per 19 gare. Previsti ridotti per donne, under 14 e over 65, sarà possibile anche usufruire della promozione “family”.
Già lunedì sera, in occasione del match con il Giugliano, si avrà una prima risposta sul livello di gradimento rispetto all’organico che è stato allestito che sarà direttamente proporzionale alle presenze che si registreranno alla Zaccheria: la scorsa stagione con una media di poco superiore a 4.700 spettatori, il Foggia si attestò al secondo posto nel girone C alle spalle del Catanzaro (7.600) e davanti al Crotone (4.400). Toccando però addirittura le 20mila presenze in occasione dei playoff contro Pescara e Lecco, le due sfide che hanno riportato sugli spalti anche coloro che da tempo disertavano l’impianto di viale Ofanto.
Quest’anno la presenza nel raggruppamento meridionale di piazze storiche come Catania e Benevento e di club che si sono presentati ai nastri di partenza con rinnovate ambizioni (leggi Avellino) potrebbero invertire il trend e non è escluso possano fare scivolare il Foggia più giù nella speciale graduatoria: a Catania, ad esempio, l’effetto-promozione ha portato a sottoscrivere già oltre 14mila tessere, numeri da capogiro per il club etneo che con il cambio di proprietà e il salto in C ha ritrovato l’entusiasmo dei giorni migliori.
A Benevento (dopo la retrocessione) sono a quota 3.500 circa, ad Avellino (che pure non nasconde le sue ambizioni) si è sforato di poco il tetto delle 2.500 sottoscrizioni, mentre a Crotone non è stata nemmeno toccata quota 3mila. Ottimo anche il riscontro che arriva da Taranto, dove il dato si è assestato sulle 3mila adesioni complessive.
Sarà proibitivo per il Foggia ripetere i numeri della passata stagione, quando alla fine furono oltre 4.200 coloro che intesero concedere fiducia al club di Nicola Canonico e del tecnico Boscaglia: lì si respirava aria di stagione coi fiocchi e di ambizioni in netta ascesa, qui invece il patron non si è voluto lanciare in previsioni particolarmente ottimistiche, prefigurando una annata dignitosa che non fissa però l’obiettivo finale da perseguire.
In un clima che sino a un paio di settimane fa era particolarmente depresso e che solo negli ultimi giorni ha ritrovato un pizzico di fiducia alla luce anche degli ultimi colpi di mercato che hanno rianimato la tifoseria, resta complicato fare previsioni: ieri davanti al botteghino dello stadio non c’era ressa, ma per tutta la giornata c’è stato un discreto via via che sa di inatteso risveglio.
Messa da parte l’indifferenza che aveva accompagnato il mancato salto in B e la successiva incertezza societaria che ne era seguita, adesso il tifoso sta ritrovando un briciolo di curiosità per la squadra del cuore. Alla fine lo zoccolo duro resisterà, com’è sempre stato storicamente, ed almeno i 2mila aficionados risponderanno presente alla campagna-abbonamenti.
I diffidenti, e coloro che per qualche tempo rimarranno alla finestra in attesa degli eventi, dovranno essere riavvicinati allo stadio dalla squadra a suon di vittorie e di prestazioni. Non sarà semplice, ma è esattamente quanto è stato chiesto a Mirko Cudini, che ha il compito ingrato di ripartire dopo l’ultima grande delusione che ha lasciato aperta una ferita ancora sanguinante.
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