Clima spettrale per la prima del Foggia allo Zaccheria. Non ci sono i tifosi sugli spalti, l’ultima volta che i rossoneri hanno messo il naso da queste parti ce n’erano 20mila e passa nella semifinale playoff con il Pescara a trascinare la formazione di Delio Rossi, per il debutto in casa di Mirko Cudini ce ne saranno sì e no 300 fra personale addetto e giornalisti accreditati, un handicap non di poco conto per una quadra che dopo il ko di Taranto ha bisogno di sbloccarsi psicologicamente e di portare a casa i 3 punti. Ci sono novità di formazione da una parte e dall’altra, annunciate alcune, inattese altre.
Nel Foggia torna a rivedersi fra i pali Nobile appena reintegrato (Dalmasso non figura nemmeno fra i convocati), Garattoni si riprende il suo posto sull’out di destra di difesa dopo il turno di stop, per il resto undici inalterato, con Embalo che parte dall’inizio complice anche la squalifica di Tounkara. Confermato il 4-3-1-2 dello Jacovone, sorprende l’esclusione iniziale di Beretta e di Peralta, dettata probabilmente anche dalla necessità di schierare 3 under in partenza.
Di Napoli dall’altra parte opta per un paio di varianti rispetto alla formazione schierata all’esordio con il Sorrento, alla fine Di Dio vince il ballottaggio con Rondinella, mentre Vogiatzis rileva Berardocco in mezzo al campo. Si schiera con il 3-5-2 il Giugliano, le altre novità riguardano la panchina, dove si rivedono Zullo e Salvemini.
Ritmi subito elevati, con il Foggia molto corto che prova fin dalle prime battute a prendere il comando delle operazioni, primo squillo al 9’ con una torsione aerea di Embalo nel cuore dell’area piccola che è rimpallato in angolo. Risponde il Giugliano che si fa vivo nella metà campo avversaria al quarto d’ora con un sinistro di Gladestony dal limite che fa il solletico a Nobile.
Il Foggia alza i decibel, al 20’ padroni di casa vicinissimi al vantaggio sugli sviluppi del secondo corner con Carillo che incorna di giustezza e Baldi che vola sulla sua destra a deviare in angolo. Passano altri 2’ ed il Foggia si fa ancora minaccioso con Embalo che dal limite su velo di Schenetti (particolarmente ispirato) sparacchia alle stelle.
Il Giugliano è timido, Di Napoli non è soddisfatto dell’atteggiamento dei suoi e li sprona dalla panchina, alla mezz’ora gli ospiti tornano a farsi vedere dalle parti di Nobile con un sinistro secco di Nocciolini ad incrociare che incoccia i pugni del numero uno rossonero.
La gara è vivace anche se risente della scarsa forza penetrativa delle due squadre che faticano a rendersi pericolose, dopo 34’ Nocciolini si blocca e scocca l’ora di Bernardotto, uno dei volti nuovi nelle file dei campani. Il più pericoloso nelle file dei padroni di casa è Carillo, che al minuto 46’ per poco non sfrutta le sue attitudini nel gioco aereo spedendo però oltre la trasversale. E’ l’ultimo spunto di un primo tempo con scarse emozioni.
Si riparte ed il Giugliano cambia ancora, dentro l’italo-argentino Berman che subentra a Menna, gli ospiti paiono partire con un piglio diverso rispetto ai primi 45’, Nobile che già nella prima frazione di gioco non era parso irreprensibile in uscita fa correre un altro brivido ai suoi al minuto 50 lisciando quasi sulla linea di porta, ma subito dopo l’ex portiere della V. Francavilla si riscatta ampiamente al quando si rende protagonista di un super intervento su Bernardotto (55’).
E’ un pericoloso campanello di allarme per il Foggia, che però ha il merito di non disunirsi e di trovare il vantaggio nel momento forse più complicato della sua partita: lo spunto dirompente sulla sinistra è di Tonin, che al 57’ lascia sul posto il diretto controllore e fredda con un sinistro liftato Baldi in quella che di fatto è la prima vera distrazione difensiva del Giugliano.
Lo svantaggio costringe Di Napoli a correre ai ripari, entrano anche Oviszach e soprattutto bomber Salvemini, ma ad un passo dal raddoppio ci vanno ancora i padroni di casa su calcio da fermo di Schenetti (65’) che si spegne di centimetri sul fondo.
Poi tocca anche a Peralta e Vacca per Embalo e Schenetti, Cudini punta sull’esperienza per mettere in freezer la vittoria, Di Napoli risponde con De Sena per Labriola, schierando così tre attaccanti puri. Ma è troppo tardi perché il Foggia si arrocca a protezione del vantaggio e le forze cominciano a scarseggiare, il Giugliano conferma di avere le idee annebbiate e di non saper graffiare, gli ultimi spiccioli di gara scorrono via senza particolari sussulti e senza che accada nulla di significativo dalle parti di Nobile.
Vince il Foggia, e con merito, grazie ad un lampo di Tonin nel deserto dello Zaccheria. Cudini può essere moderatamente soddisfatto, dopo Taranto i progressi si cominciano ad intravedere, e quando tutti saranno disponibili i rossoneri non potranno che crescere.
FOGGIA-GIUGLIANO 1-0
Reti: 12’ s.t. Tonin
FOGGIA (4-3-1-2): Nobile; Garattoni, Marzupio, Carillo, Rizzo (44’ s.t. Antonacci); Martini, Marino (16’ s.t. Vezzoni), Di Noia; Schenetti (31’ s.t. Vacca); Embalo (31’ s.t. Peralta), Tonin.
In panchina: Cucchietti, De Simone; Papazov, Salines, Pazienza, Agnelli, Fiorini, Rossi, Beretta.
Allenatore: Mirko Cudini.
GIUGLIANO (3-5-2): Baldi; Menna (1’ s.t. Berman), Scognamiglio, Caldore; Di Dio, Vogiatzis, Labriola (33’ s.t. De Sena), Gladestony, Oyewale (16’ s.t. Oviszach); Nocciolini (34’ p.t. Bernardotto), Sorrentino (16’ s.t. Salvemini).
In panchina: Russo, Manrrique, Yabre, Zullo, Rondinella, De Francesco, Berardocco, Virgilio, Giorgione, Aruta.
Allenatore: Raffaele Di Napoli.
Arbitro: Sfira di Pordenone;
Assistenti 1 e 2: Biffi di Treviglio, Piatti di Como;
IV Ufficiale: Totaro di Lecce.
Note: serata estiva, terreno in discrete condizioni. Gara giocata a porte chiuse su disposizione del Prefetto di Foggia.
Ammoniti: Embalo, Di Dio, Oyewale, Scognamiglio,
Calci d’angolo: 7-2
Recupero: 3’ p.t., 5’ s.t.
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