Il Foggia nel destino di Michele Pazienza. La formazione rossonera era stata l’ultima avversaria incrociata nei playoff sulla panchina dell’Audace in quella maledetta notte che probabilmente cominciò ad allontanarlo da Cerignola, sempre il Foggia è la prima squadra che gli tocca di incrociare da neo-allenatore dell’Avellino. Dopo che in estate c’era stato un momento in cui sembrava che il matrimonio con quello che fu il club che lo ha lanciato nel grande calcio si potesse fare. Stranezze del calcio.
Per esorcizzare un avvio di stagione da incubo che ha sospinto gli irpini sul fondo della classifica, Pazienza in poco più di 4 giorni ovviamente non ha potuto incidere, ha quindi insistito molto sulle corde delle motivazioni e dell’autostima per cercare i primi punti in classifica, il collega Cudini che si è appena scrollato le ansie di un avvio incolore dopo il successo sul Giugliano decide di sorprendere tutti e di rinunciare al minutaggio, affidandosi al 3-4-1-2 proprio per fronteggiare meglio l’Avellino: così davanti a Nobile (confermato fra i pali), sono Salines, Marzupio e Carillo i tre centrali, mentre per la cerniera a 4 di centrocampo Garattoni e Rizzo agiscono larghi, con Di Noia e Martini interni. Schenetti funge da rifinitore alle spalle di Beretta (al debutto stagionale e che vince il ballottaggio con l’ex Tounkara) e Tonin.
Dall’altra parte Pazienza disegna il suo 3-5-2 con Ghidotti fra i pali, recupera Rigione al centro della difesa con Cionek e Benedetti braccetti, mentre a centrocampo sacrifica Palmiero preferendogli l’inventiva di Armellino. Cancellotti e Tito giocano per vie esterne, in attacco spazio alla coppia Patierno-Marconi.
Si parte ed è subito il Foggia a pigiare sull'acceleratore, dopo solo 3' ospiti già ad un passo dal vantaggio: dalla sinistra il cross di Tonin è un cioccolatino per Garattoni che sbuca fra le maglie della difesa biancoverde e spedisce di millimetri sul fondo. L'Avellino gioca contratto, a differenza del Foggia che al minuto 20 bussa ancora alla porta degli irpini con un fendente dal limite di Schenetti con Ghidotti che si disimpegna in tuffo plastico.
I padroni di casa, che al Partenio-Lombardi non vincono da 189 giorni, provano a scuotersi da un avvio sonnolento, ma mancano le idee e al 16' sono ancora gli uomini di Cudini a fare correre un brivido lungo la schiena di Ghidotti, che da centro area è letteralmente graziato da Beretta il quale cincischia sull'assist pregevole di Schenetti e spedisce sul fondo.
Solo Foggia nei primi 20', e solo al 22' tracce di Avellino con un retropassaggio errato dei rossoneri che consente a Cancellotti di tentare un fendente che Nobile controlla agevolmente. Ed è ancora Cancellotti alla mezz'ora a scaldare ancora i guantoni dell'estremo rossonero con una sventola dal limite che si rivela troppo centrale. Ma che suona come campanello d'allarme per il Foggia dopo un avvio praticamente a senso unico.
E’ solo una fiammata, però, perché poi il match riprende il suo canovaccio e così lo 0-0 del primo tempo rimanda le due squadre ad una ripresa che ci si augura riservi maggiori emozioni.
Si riparte e sono ancora gli ospiti a rendersi pericolosi con Schenetti che al minuto 47 sul vertice sinistro sparacchia sull'esterno della rete ben assistito da Tonin. Dopo il sussulto dei rossoneri il match cala di intensità, a fare la gara spetterebbe all'Avellino e allora Pazienza ricorre alla panchina gettando nella mischia Gori e Palmiero per gli impalpabili Marconi e Armellino, e al 63' Patierno inzucca da centro area impegnando sulla sua destra Nobile.
Le due squadre si allungano, sale l'adrenalina, il Foggia è meno spavaldo dei primi 45', Cudini se ne accorge e corre ai ripari con Tounkara e Vacca che rilevano Tonin e Schenetti. Al 72' si fa vivo Gori che in giravolta inquadra lo specchio della porta, all'82' ancora padroni di casa minacciosi con Patierno che dal limite si coordina e spara su Nobile.
Sofferenza finale per il Foggia che stringe i denti e vuole portare a casa un risultato positivo, gli ultimi minuti vedono gli ospiti alleggerire la manovra e sfiorare il clamoroso vantaggio all’86’ con Peralta che fionda alla sinistra del portiere senza inquadrare lo specchio della porta. poi a tempo scaduto l’Avellino va vicinissimo al successo prima con Palmiero (92’) che impegna Nobile, e poi al tramonto del match Vacca regala su un piatto d’argento l’occasionissima a Patierno che non crede ai suoi occhi e conclude incredibilmente a lato. Era destino che finisse 0-0.
AVELLINO-FOGGIA 0-0
AVELLINO (3-5-2): Ghidotti; Benedetti, Rigione, Cionek; Cancellotti (33’ D’Amico), Armellino (16’ s.t. Palmiero), D’Angelo, Dall’Oglio (33’ s.t. Sannipoli), Tito (25’ s.t. Falbo); Patierno, Marconi (16’ s.t. Gori). In panchina: Pane, Pizzella, Ricciardi, Sgarbi, Mulè, Pezzella, Tozaj.
Allenatore: Michele Pazienza.
FOGGIA (3-4-1-2): Nobile;Salines, Marzupio, Carillo; Garattoni, Di Noia, Martini, Rizzo; Schenetti (23’ s.t. Vacca); Beretta (33’ s.t. Peralta), Tonin (23’ s.t. Tounkara). In panchina: Cucchietti, De Simone, Marino, Antonacci, Fiorini, Papazov, Rossi, Vezzoni, Idrossou, Brancato.
Allenatore: Mirko Cudini.
Arbitro: Lovison di Padova.
Assistente numero 1: Moroni di Treviglio:
Assistente numero 2: Romanodi Isernia;
Quarto ufficiale di gara: Caruso di Viterbo.
Note: serata estiva, spettatpri circa 7mila. Trasferta vietata ai tifosi del Foggia residenti.
Calci d’angolo: 2-2
Ammoniti: Dall’Oglio, Marzupio, Martini, Sannipoli.
Recupero: 1’ p.t., 4’ s.t.
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