Dal silenzio assordante dello Zaccheria al delirio del Massimino. Dal nulla cosmico di giovedì sera col Francavilla ai 20mila di Catania. Per il Foggia che stasera si rituffa nel campionato sarà un bel vedere, l'occasione per stropicciarsi gli occhi e tornare a respirare l'aria inebriante di un calcio che al sud conserva sempre un fascino tutto particolare.
A pensarci bene meglio così, sarà una potente scarica di adrenalina che non potrà che avere effetti benefici sulla Cudini-band dopo la prestazione annacquata con più ombre che luci di quattro giorni fa che ha fatto storcere il naso ai più. Stasera bisognerà tirare fuori gli artigli e mettere da parte il fioretto se si vorrà uscire indenni dal catino del Massimino, a Catania è ritornato l'entusiasmo dei giorni migliori, sarà dura per chiunque quest'anno portare via punti dall'isola.
Ci sarà il pienone: 19mila spettatori presenti per l’esordio stagionale contro il Crotone, oltre 17mila col Picerno, coi rossoneri sarà record stagionale, il Foggia richiama il pubblico delle grandi occasioni e il fatto che in Sicilia arrivi la finalista playoff spinge la tifoseria locale a esserci in massa dopo l’ultima annata trascorsa nell’anonimato della D.
Oltretutto la nuova proprietà ha programmato un ciclo duraturo e vincente, ecco perché anche i più reticenti hanno rotto in fretta gli indugi tornando allo stadio. E l’effetto casalingo inevitabilmente spingerà il Catania a inseguire un successo che in qualche misura cancelli la prestazione opaca di giovedì a Monopoli. Il mercato da urlo e l'ambizione del club stuzzicano la fantasia del tifoso etneo che vorrebbe spingere la squadra alla vittoria del girone meridionale. In questo ambiente particolarmente incandescente, il Foggia è chiamato a dare delle risposte. Il più possibile convincenti.
Per Cudini, che disinvoltamente in queste prime giornate sta passando da un sistema di gioco a un altro, è arrivato il momento di cominciare a fissare i primi paletti. Individuate e metabolizzate le caratteristiche dei singoli, infatti, il tecnico rossonero è chiamato adesso alle scelte.
La prima, la più urgente, riguarda il modulo: il 3-4-1-2 sembra il più funzionale, stasera un'altra importante verifica, anche se per via di qualche acciacco Cudini sarà costretto a ridisegnare l'assetto complessivo della squadra ruotando qualche interprete: nella cerniera a 3 di difesa il probabile forfait di Marzupio costringerà all'arretramento di Rizzo col conseguente inserimento di Vezzoni, mentre a metà campo il ballottaggio è fra Marino e Fiorini, con la possibilità però di tornare a rivedere dal 1' (magari anche solo per uno spezzone) Frigerio. Schenetti si riprenderà il posto da titolare e tornerà ad agire da sottopunta, mentre in prima linea la perdurante assenza di Tounkara e la bocciatura temporanea di Beretta (ancora in ritardo) potrebbe portare a vedere all'opera l'inedita coppia Tonin-Peralta.
Il test di Catania diventa molto indicativo per il Foggia dopo che ad Avellino, contro una delle big del girone, ha retto più che dignitosamente il confronto, concedendo poche opportunità all’avversario. Sarà soprattutto sotto esame la tenuta difensiva, i rossoneri non subiscono gol da tre gare consecutive e la mini-striscia positiva di tre turni lascia intravedere nel gruppo qualità che adesso devono essere affinate. Il rovescio della medaglia dice però anche che la squadra fatica a centrare lo specchio della porta e il solo gol finora realizzato da Tonin nei primi 360’ grida vendetta.
Stasera sperare di farla franca impostando una gara di puro contenimento sarebbe come consegnarsi all’avversario e regalargli su un piatto d’argento la possibilità di centrare i 3 punti. Ci vorranno viceversa coraggio e un atteggiamento propositivo per arginare l’argento vivo di un Catania che da questa gara cerca l’abbrivio per inserirsi stabilmente nei quartieri alti della classifica. Al Foggia il compito di impedirglielo, sfoderando magari una prestazione sulla falsariga del Partenio-Lombardi.
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