Impresona Foggia, Catania kaputt. Prova di carattere dei rossoneri, al Massimino colpiscono con cinismo

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Il Massimino per amico. Catania è terra di conquista per il Foggia, che nelle due ultime volte che si è affacciato sull’isola ha fatto sempre bottino pieno: 1-2 il 14 novembre del ‘21 con Zeman in panchina, 1-3 il 9 maggio precedente, quando nel primo turno dei playoff i rossoneri di Marchionni eliminarono a sorpresa l’undici di Baldini. 

Ma in quello che una volta era noto come Cibali, il Foggia ci ha messo in assoluto per primo piede, accadeva il 28 novembre del ‘37 e Catania-Foggia in C era la partita che inaugurava ufficialmente il nuovo stadio Polisportivo di Cibali. Dopo un esilio forzato in vista degli ultimi ritocchi (i rossazzurri, infatti, ottennero di disputare le prime sette partite fuori casa e di incastrare anche un turno di riposo), alla 9^ di campionato i pugliesi sono ospiti del vernissage del nuovo impianto cittadino. Quel giorno sotto gli occhi di migliaia di appassionati, era anche l’esordio del nuovo allenatore Giovanni Degni (dopo l’addio a Piero Colombati). Finirà 1-0 per i padroni di casa, con rete di Raffaele Pulzone.

Ottantasei anni dopo Catania è un vulcano di passione e si lascia accarezzare dal fremito di una squadra che vuole tornare nel calcio che conta: sugli spalti saranno in 20mila a spingere la formazione di Tabbiani che ha voglia di stupire. E che contro un avversario blasonato che ha appena sfiorato la B vuole dimostrare di poter reggere il confronto.

Il Foggia che, viceversa, intende confermare il recente trend in Sicilia e che deve farsi perdonare le amnesie del turno infrasettimanale con la V. Francavilla, viene riveduto e corretto dal suo allenatore Mirko Cudini, che opta per il minutaggio e decide di mettersi a specchio con il Catania tornando a proporre un 4-3-3 mascherato (in realtà è un 4-3-1-2) con Peralta sottopunta: fuori a sorpresa Salines e soprattutto Schenetti, la cui assenza nel turno infrasettimanale si era avvertita nel gioco di ricucitura fra centrocampo e attacco. Dall’altra parte Tabbiani tiene in campo contemporaneamente tutti e tre gli ex rossoneri Rocca, Deli e Chiricò, mentre rinuncia inizialmente a bomber Di Carmine e concede un turno di riposo anche a Silvestri e Zammarini. Poi durante il riscaldamento si blocca Rizzo e allora dentro va Salines, un contrattempo non di poco conto dell'ultima ora che priva il Foggia di uno dei suoi migliori uomini.

La partenza vede i padroni di casa prendere in mano il pallino del gioco, gli ospiti rinculano, al 13' il Catania costruisce la prima nitida palla gol con Rocca che nell'area riceve un traversone di Castellini proveniente dalla destra e di prima intenzione costringe Nobile con un sinistro chirurgico alla deviazione in angolo. Passano 2' e si fa vivo anche il Foggia con Peralta che imbeccato in un corridoio spreca a lato. Il Catania col trascorrere dei minuti alza i ritmi e si riversa nella metà campo avversaria, ma quando i rossoneri ripartono danno sempre l'impressione di creare grattacapi alla difesa rossoazzurra: al minuto 20 è Embalo che si procura una buona chance calciando però a lato da destra in assoluta libertà.

Nella fase centrale del primo tempo le squadre sembrano rifiatare, la partita la fanno sempre gli etnei che sul versante destro imperversano con Chiricò che tiene sempre in affanno Salines, ma il Foggia è vivo, anche se raramente punge. Al 42' sussulto Foggia con Tonin abile ad inserirsi in un corridoio dopo una buona ripartenza, ma la sua conclusione è telefonata. E’ 0-0 a conclusione dei primi 45’, e la sensazione è che il match debba ancora offrire il meglio di sé.

Si riparte e il Catania cambia: Livieri non ce la fa e Tabbiani ricorre al lettone Bethers, che dopo 2’ vede sfilare sul fondo un fendente dal limite di Di Noia. Ancora fiammata del Foggia al minuto 52’ con Tonin che al limite dell’area serve sempre Di Noia che costringe l’estremo etneo a un intervento in bello stile. Gli ospiti partono meglio e costringono subito Tabbiani a correre ai ripari con gli ingressi simultanei di Zammarini e Di Carmine (per Deli e Serao), poi si fa male anche Garattoni e tocca ad Antonacci rilevare il capitano. Non è serata per i difensori rossoneri, anche Marzupio si accascia (63’) e scocca l’ora del bulgaro Papazov.

I cambi rianimano i padroni di casa e mandano in tilt il Foggia che accusa il contraccolpo, al 66’ Chiricò fa gridare al gol con una gran conclusione a giro che si stampa sulla traversa. Nel momento migliore del Catania, però, passa il Foggia: corre il 72’ quando su un rapido ribaltamento di fronte il pallone ballonzola ai limiti dell’area, dove Martini lo raccoglie in corsa e piazza di sinistro un calibratissimo diagonale che non dà scampo a Bethers. 

Il vantaggio ospite è una mazzata tremenda per i rossoazzurri, Cudini ne cambia tre tutti insieme e getta in campo forze fresche con Idrissou, Schenetti e Vezzoni, il finale è pura sofferenza per il Foggia che si chiude a protezione del vantaggio. Il Catania le prova tutte per riequilibrare la sfida, ma il muro ospite tiene fino alla fine. Poi, sui titoli di coda, arriva addirittura il raddoppio di Tonin, su dormita di Curado che consente all’attaccante ex Milan di trovare il suo secondo gol stagionale. Vince con merito il Foggia, che così inanella il terzo successo di fila al Massimino e vola al sesto posto in solitaria.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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