Il Foggia che non ti aspetti: pragmatico e trasformista. Una squadra che ha trovato in Cudini il suo leader

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Lassù ora c'è il rischio di soffrire di vertigini. Anche se questo imprevedibile terzo posto (seppure in condominio con Latina e AZ Picerno) brilla di luce propria, e solo apparentemente può sembrare frutto del caso. Già, perché il Foggia che si ritrova a respirare aria d'alta quota farebbe venire spontaneo pensare più all'estemporaneità del momento che non ad una programmazione che parte da lontano. Ma poi guardi gli ultimi 90' messi in campo non con una Turris qualunque ma con una squadra destinata a dare fastidio a chiunque, e allora vengono spontanee e altre considerazioni. 

Stranezze del calcio, il Foggia che in questa stagione avrebbe dovuto accontentarsi semplicemente di essere "dignitoso", a sentire il suo patron Canonico, sta invece bruciando le tappe, mostrando di avere nelle sue corde i connotati di squadra tignosissima, da prendere sempre con le pinze. E quindi da inserire nel novero delle possibili sorprese. Anche se sarà bene non illudersi ed attendere almeno altre 4-5 gare per saperne di più ed attribuire ai rossoneri quella che con ogni probabilità sarà la loro effettiva dimensione.

Sta di fatto che domenica sera, per la prima volta sotto gli occhi dei suoi tifosi, Mirko Cudini ha dato una volta di più conferma del suo pragmatismo. Che, nel caso del Foggia, fa rima con trasformismo. 

C'era giustamente preoccupazione alla vigilia della sfida con la Turris per le tante assenze da dover scontare coi corallini, era in particolare la difesa (ovvero il miglior reparto finora visto all'opera) che si temeva potesse pagare il contraccolpo psicologico della contemporanea assenza di Marzupio, Garattoni e Rizzo, con gli unici due sopravvissuti Nobile e Carillo chiamati a fare gli straordinari nel tentativo di limitare il notevole potenziale offensivo dei campani. Cudini, invece, non ha fatto una grinza, e sfruttando al meglio le caratteristiche dei singoli ha cambiato ancora, optando per il 3-5-2 che all'atto pratico è risultato il più idoneo a contrastare il palleggio della Turris. 

L'arretramento di Di Noia al fianco di Carillo e Salines nella cerniera a 3 di difesa è stata fra le mosse più indovinate della serata, in quanto ha permesso di erigere una eccellente diga ai limiti dell'area a protezione di Nobile, consentendo alla linea a 5 di centrocampo di evitare quella superiorità numerica che la Turris cercava per affondare nel cuore della difesa rossonera. 

Così, dopo aver limitato i danni nel primo tempo e rintuzzato le sortite di Maniero, Giannone e soprattutto Nocerino, il Foggia in avvio di ripresa è ripartito con piglio più autoritario, dando netta la sensazione di volerla provare a vincere la partita. 

Poi però il vantaggio ospite agevolato fa una incertezza di Nobile (la cui imbattibilità si è così fermata a 428’) ha spezzato l'inerzia del match facendo pesare l'ago della bilancia dalla parte della formazione di Caneo. Ma è stato proprio a quel punto che i cambi di Cudini, e gli aggiustamenti in corsa, hanno reso possibile la remuntada: Embalo per un evanescente Tonin prima, e il successivo ingresso di Papazov che ha liberato Salines per linee esterne, hanno mandato in tilt la difesa della Turris, sorpresa prima dal lob di Embalo dal limite di controbalzo, e poi dalla percussione di Salines pescato nel cuore dell'area dall'assist di Schenetti. Il Foggia così in 7’ l'ha addirittura ribaltata, cogliendo una vittoria che al minuto 68’ pareva lontana anni luce. 

È andata proprio così, e le parole a margine del match di Cudini confermano che il Foggia l'aveva preparata in questo modo, provando cioè prima a fare sfogare la Turris, per poi cercare di colpirla di rimessa: "Di rimessa abbiamo giocato anche nel primo tempo - ha ammesso il tecnico marchigiano -, ma non abbiamo fatto bene sulle ripartenze. Nel secondo tempo siamo stati più alti e fatto bene anche nella fase di non possesso”. 

E la vittoria assume ancora maggiore significato perché giunta con 5 under in campo dal 1’ (Vezzoni, Antonacci, Marino, Martini e Tonin): “Ma tutti hanno fatto una buona partita - ha precisato Cudini -. Nei primi 45’ siamo stati un po’ più bassi, Marino ha dato molta solidità in mezzo al campo.  Anche Rossi, che è entrato nel finale, ha dato un apporto importante”. Il Foggia corre per 90’ e passa e sembra non accusare la stanchezza: “Per quanto riguarda la condizione fisica non possiamo dire adesso se stiamo bene - ha aggiunto Cudini -. Abbiamo fatto un ritiro frastagliato. Sicuramente non tutti hanno la stessa condizione. Però al 95′ arriviamo sempre molto bene”. 

Certo, senza pubblico, sarebbe mancata la spinta necessaria quanto meno per provarci, e forse sarebbe finita diversamente. Anche in questo Cudini è stato molto onesto: "Giocare con il pubblico è tutt’altra cosa - ha sottolineato -. Forse senza i nostri tifosi non l’avremmo ripresa. Dopo l’1-0 non credevo di ribaltarla. Però non meritavamo di andare sotto. La Turris scesa allo Zaccheria era il miglior attacco del girone, ma spesso i pronostici vengono ribaltati. Abbiamo una buona fase di non possesso che sotto questo punto di vista ci agevola”.

Anche sui meriti dei singoli, l’allenatore del Foggia è stato fin troppo esplicito: “Embalo? Ha fatto dieci giorni consecutivi con noi. Sta migliorando e credo che la rete gli dia una spinta mentale per fare sempre meglio. Il gol per gli attaccanti è un incentivo importante. Salines invece ha fatto una partita semplicemente straordinaria”.

Infine gli episodi. Che hanno orientato il risultato finale in favore del Foggia: “Il calcio è fatto di episodi, non ho rivisto nulla ma non mi risulta ci fosse il rigore e l’espulsione per loro. Non penso che in questa gara ci sia stato qualche episodio determinante, mi dispiace per la Turris che ha fatto una buona partita - ha chiosato -. Se guardiamo la classifica ora vuol dire che non abbiamo capito nulla: 11 punti sono un buon bottino e questi ragazzi se lo sono meritato. Mi auguro di recuperare qualche calciatore. In Coppa mercoledì prossimo potremo utilizzare anche qualche fuori lista, credo che faremo un ampio turnover. Sarà uno stimolo in più anche per chi ha giocato finora di meno”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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