Resettare. E ripartire. È quanto è chiamato a fare il Foggia a margine di una settimana in cui le polemiche sono piovute copiose ed hanno preso il sopravvento. C’è delusione nell'ambiente per l'ultima sconfitta di Picerno che è giunta inattesa, ma soprattutto a lasciare perplessi è la striscia degli ultimi tre risultati che hanno visto la formazione di Mirko Cudini scivolare ai margini della zona playoff.
E proprio il tecnico marchigiano inaspettatamente è finito nel mirino della critica, che lo ha fatto salire sul banco degli imputati per la gestione del match coi lucani. Ritenuta fin troppo allegrotta e superficiale. Sottotraccia c’è insomma un clima di insoddisfazione latente che comincia ad investire una squadra che probabilmente è stata sopravvalutata rispetto a quella che è la sua reale consistenza, e che adesso presta il fianco a qualche mugugno di troppo. Chi intimamente sperava che questo Foggia fosse nella condizione di potersela giocare con tutti è rimasto deluso.
Al pari probabilmente della stessa proprietà, che pare abbia manifestato apertamente il proprio malcontento dopo la terza sconfitta stagionale. Ecco perché la sfida di domani sera col Sorrento in programma allo Zaccheria assume un valore particolare, in quanto da un lato deve riconciliare i rossoneri con la vittoria, e dall'altra contribuire a rasserenare un ambiente che, se non è in ebollizione, comincia ad accusare qualche mal di pancia.
Cudini in questi giorni in cui c’erano da metabolizzare due stop fra loro ravvicinati (prima Crotone, e poi dopo il pari col Benevento, il bis concesso con l’AZ) ha pensato di lavorare soprattutto sulla testa dei suoi, e di isolarli dalle critiche fin troppo esagerate che non lo hanno risparmiato, ma che hanno investito anche la squadra: a lui, in ogni caso, la prestazione di domenica scorsa non è completamente dispiaciuta, ci sarebbero parecchie cose da salvare dei 90’ che ella ripresa domenica scorsa hanno preso una piega indesiderata, ma sa che è il risultato sempre e comunque a fare alla fine la differenza e ad orientare i giudizi.
Ed è per questo che non cerca alibi e spera fin da domani sera di rivedere all’opera la squadra che per lunghi tratti con Brindisi e Benevento ha dato confortanti segnali di crescita. Poi è normale che ci siano tanti aspetti ancora da migliorare, ma su quelli preferisce confrontarsi coi suoi ragazzi nel chiuso dello spogliatoio.
Perché mettere in piazza in questo frangente limiti o carenze che pure ci sono può solo alimentare polemiche sterili. Di cui il Foggia in questo frangente non ha assolutamente bisogno. Oggi, dunque, nel consueto appuntamento pre-gara con la stampa, il tecnico rossonero eviterà accuratamente di mettere il dito nella piaga, e si limiterà ad analizzare il momento dei suoi utilizzando la sua personale lente di ingrandimento.
Ma soprattutto si concentrerà sul prossimo avversario, che per quanto reduce da tre sconfitte consecutive va affrontato con grande rispetto. Il Sorrento – neopromosso – attualmente è penultimo in classifica. Alle sue spalle c’è solo il Monterosi Tuscia (che l’ha sorprendentemente battuto nell’ultimo turno: 0-2, finendo anche in inferiorità numerica).
Conta appena 8 punti, frutto delle vittorie con ACR Messina e V. Francavilla (fuori casa) e dei pareggi con A. Cerignola e Az Picerno (fuori casa). Ha perso ben 7 delle 11 partite disputate. S’è arreso di fronte a Giugliano, Turris, Avellino, Crotone, Benevento, Potenza e Monterosi Tuscia.
Ha fin qui realizzato 11 reti (5 nella sola gara vinta con la V. Francavilla), subendone 16. Di fatto non ha segnato in più della metà delle gare giocate (6). Non va in gol da oltre 270’. Migliori marcatori sono Ravasio e Vitale (un ex) con 3 centri a testa. C’è stato un solo clean sheet, finora: con l’ACR Messina. L’allena Vincenzo Maiuri (milanese ma tarantino d’adozione, 54 anni) che, ai tempi di Felleca e Corda, fece un’apparizione dalle nostre parti. E’ stato lui – vincendo nella passata stagione il girone G di serie D – a riportare il Sorrento in Terza Serie, da dove mancava da 10 anni. Ancora nel 2018, il club (che vanta una partecipazione al torneo cadetto, ai tempi di Achille Lauro) era in Eccellenza, ritrovatosi a ripartire da zero a seguito di un fallimento. Lo presiede da tempo Giuseppe Cappiello. L’obiettivo di questa stagione è, naturalmente, la salvezza.
Maiuri adotta il 4-3-3. Questo l’undici iniziale nell’ultima gara: il giovane Del Sorbo (19 anni, cresciuto in nella Primavera del Sorrento, all’esordio come titolare) tra i pali; linea difensiva composta da Todisco (21, confermato), l’esperto Blondett (31, ex A. Cerignola), Fusco (24, confermato) e Loreto (25, ex Gelbison); De Francesco (ex Mantova) play con Cuccurullo (23, confermato) e capitan La Monica (27, alla quarta stagione in maglia rossonera) mezzali; tridente d’attacco formato da Vitale (22, arrivato in prestito dal Monopoli), Ravasio (25, in prestito dalla Lucchese) e Scala (21, confermato).
A gara in corso sono entrati Martignago (32, attaccante ex Alessandria), Petito (20 attaccante, confermato), Colombini (22, difensore ex Spezia), Vitiello (20, difensore ex Turris) e Bonavolontà (23, centrocampista ex Torres). Nelle partite precedenti era sempre stato titolare in porta l’italo-rumeno Marcone (30, ex Avellino), mentre contro il Potenza – nella gara precedente – aveva trovato spazio in difesa sin dall’inizio Panelli (29, ex Rimini).
Foggia e Sorrento si sono già incontrate allo Zaccheria in Coppa Italia, in questa stagione (un mese fa: il 4 ottobre). Maiuri schierò gran parte della Primavera 4. S’impose nettamente la formazione di Cudini per 5-0. Embalo e Peralta realizzarono una doppietta. Andò a segno anche Rossi. Ovviamente domani sarà un’altra partita. E di fronte tutt’altro avversario.
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