Di male in peggio. Il Foggia che non si raccapezza più, e che anche contro un modesto Sorrento ha rischiato la figuraccia, è l'immagine di una squadra che nel breve volgere di due settimane sta perdendo le sue certezze. Che faticosamente aveva costruito con un primo scorcio di stagione assai promettente. È bastato infatti infilare un paio di gare storte per perdere la bussola ed andare in confusione. E gli ultimi 90' col Sorrento hanno confermato il disagio dei rossoneri, che probabilmente stanno cominciando ad accusare anche la pressione di un ambiente poco propenso a pazientare.
IL MODULO
Anche Mirko Cudini, evidentemente, ci sta mettendo del suo, sul piano squisitamente tattico i continui cambi di modulo che pure in avvio di stagione avevano pagato sul piano dei risultati e delle prestazioni adesso risultano quasi sempre deleteri. Al punto da mandare in tilt un gruppo che puntualmente in ogni gara è chiamato più volte a cambiare pelle ed identità.
Col Sorrento Cudini è partito col 4-3-1-2 mettendosi a specchio con Maiuri, e poi a gara in corso passando al 4-2-3-1 (sacrificando Vacca in debito di ossigeno per Tounkara, proprio nel tentativo di provare a vincere una gara che inizialmente aveva preso una brutta piega), per chiudere con il 3-4-3 in un condensato di numeri che è un pò il compendio di quanto fino ad oggi il Foggia ha offerto in campionato sul piano tattico.
Anche i cambi hanno destato qualche perplessità, rinunciare nel momento di massima pressione a due giocatori come Schenetti e Embalo, fino a quel momento fra i più tonici ed efficaci, ha privato la squadra di due aculei che in dirittura avrebbero potuto scardinare una difesa del Sorrento che dopo il pari ha avvertito il peso della responsabilità di non potersi permettere il lusso di andare incontro al quarto ko consecutivo.
IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA
C'è poi un rovescio della medaglia, che al di là di quelle che sono le possibili responsabilità del tecnico che oggettivamente sta accusando qualche passaggio a vuoto, dice altro. Il Foggia che continua a scivolare in classifica e che stasera dopo il posticipo Monopoli-A. Cerignola potrebbe addirittura ritrovarsi fuori dalla zona playoff, è una squadra che oltre ad accusare qualche preoccupante defaillance comincia ad evidenziare qualche limite strutturale. Al quale il mercato estivo non ha posto argine.
Inutile arrovellarsi sulla questione della mancanza di una prima punta che sia in grado di finalizzare la manovra offensiva, anche col Sorrento (reduce da tre ko consecutivi) conclusioni verso lo specchio praticamente nulle, l'unica vera chance per portare a casa i 3 punti se l'è creata Garattoni che però sottomisura ha incredibilmente concluso a lato da ottima posizione. Lì davanti Tonin fa quel che può, ma è ovvio che non possa reggere tutto sulle sue spalle il peso offensivo di una squadra che comunque negli ultimi trenta metri produce davvero poco.
OVERPERFORMANCE
E se il Foggia fino a qualche gara fa sia andato in overperformance, abbia cioè avuto un rendimento superiore alle aspettative, ed ora stia evidenziando quello che è il suo effettivo valore? Che poi non dovrebbe discostarsi di molto da quel famoso campionato dignitoso a cui fece riferimento patron Nicola Canonico ad inizio di stagione? Il sospetto sorge spontaneo alla luce anche di come il club si è mosso in estate dopo la controversa vicenda della mancata riammissione in B che ha accumulato inevitabili ritardi nella programmazione. Ed i cui riflessi stanno venendo a galla adesso.
Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi, tutte peraltro ancora da verificare, ma è chiaro che fra la sfida infrasettimanale con l'Avellino in programma mercoledì prossimo e la successiva trasferta di lunedì sera di Castellammare di Stabia, il Foggia oltre che a mettere a repentaglio una classifica finora più che soddisfacente si gioca molta della sua credibilità.
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