Foggia sai ancora vincere? Squadra di Cudini a digiuno di vittorie da più di un mese, col Messina per i 3 punti

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Il digiuno si protrae ormai da un mese. Trentaquattro giorni per la precisione, che hanno schiacciato il Foggia nella morsa della diffidenza. E che hanno rovesciato il mondo. È dal 14 ottobre scorso che i rossoneri mancano l'appuntamento con la vittoria, normale che domani col Messina i 3 punti diventino la priorità per una squadra che di recente ha qualcosa di cui farsi perdonare, e che è reduce da due pareggi, l'ultimo dei quali con la capolista Juve Stabia se non altro è servito a rasserenare l'ambiente. Caduto in depressione dopo l'ultima striscia negativa che ha ricacciato il Foggia lontano dalla zona che conta, al decimo posto. 

Che però per fortuna non si tratti di caduta libera lo hanno dimostrato proprio gli ultimi 90' che hanno restituito netta l'impressione di una squadra viva e battagliera. Che sa difendersi col coltello fra i denti. Ma che resta tremendamente spuntata. E quello del gol, forse, rappresenta il vero neo dell'undici di Mirko Cudini che per volume di gioco ed occasioni prodotte nelle prime 13 giornate è sicuramente in debito con la fortuna. 

Finanche il Messina, che è terzultimo, ha fatto meglio di Garattoni e soci sottorete con i suoi 12 gol all’attivo, i peloritani che nelle ultime 5 hanno perso 4 volte sembrano però essere l'avversario ideale in questo frangente per svoltare e ripartire. Ma occhio alla formazione di Modica che in trasferta si fa rispettare, e che prima a Picerno è stata capace di uscire imbattuta (1-1), e poi a Crotone ha imposto un pirotecnico 3-3 in rimonta. 

Guai dunque a pensare che domani si tratterà di una passeggiata. Oltretutto la battaglia di Castellammare si è portata dietro qualche fastidioso contrattempo legato agli infortuni di Odjer, Di Noia e Vacca che tengono col fiato sospeso Cudini. Il quale già deve fare i conti con le assenze praticamente certe di Rizzo, Marino, Beretta ed Antonacci. Per cui finisce col diventare una vigilia che sprizza ansia da tutti i pori quella che si vive in casa rossonera, e sarà solo la rifinitura di stamattina a stabilire chi sono gli abili ed arruolati per una sfida che mette in palio punti pesanti e dalla quale bisognerà trarre il massimo profitto possibile.

Il Messina (terzultimo in classifica con 11 punti, frutto di 2 vittorie e 5 pareggi) è in crisi. Con il Latina – domenica scorsa – è arrivata la terza sconfitta consecutiva (0-3), dopo quelle con Taranto (2-0) e Benevento (0-1). In totale sono già 6 gli stop in 13 giornate. Nelle ultime 5 partite la squadra giallorossa ha racimolato solo un punto: quello conquistato il 29 ottobre a Crotone (3-3), 3 giorni dopo la sconfitta col Brindisi (0-1). 

L’allenatore – Giacomo Modica (59 anni, sino a giugno scorso sulla panchina della Vibonese) tornato quest’anno in riva allo stretto, dov’era già stato nella stagione ‘17/18 – è andato su tutte le furie dopo l’ultimo tonfo. “Non guarderò più in faccia a nessuno - ha detto rivolto ai suoi -. Chi vorrà continuare a lavorare con me, dovrà cambiare atteggiamento. Occorrerà fare una vita diversa anche fuori dal campo. E, se sarà il caso, non avrò problemi a giocare anche con 7 under, almeno sino alla riapertura del mercato”. Parole dure, forti.

E pensare che il Messina non era partito, poi, così tanto male. Nelle prime 4 giornate aveva perso solo a Francavilla Fontana (1-0) ed era riuscito a battere l’Avellino (1-0).  C’era, poi, stata la sconfitta col Sorrento, a cui però avevano fatto seguito i pareggi con Casertana (1-1) e Picerno (1-1), inframmezzati dal successo sul Giugliano (1-0).  

Ma qualcosa, da un po’ di tempo, si deve essere rotto nel giocattolo giallorosso. “La squadra ha subito un’involuzione”, ha detto analizzando la situazione Modica -. Ha smarrito il filo conduttore che era il gioco. C’è la voglia di fare, ma alle prime difficoltà ci sciogliamo come neve al sole”.

“Abbiamo toccato il fondo”, ha ammesso in settimana il portiere Ermanno Fumagalli (56 presenze col Foggia tra il 2019 ed il 2021), leader dello spogliatoio anche dall’alto dei suoi 41 anni. “Ma, ora, dobbiamo reagire. E dare tutti di più. Ragionando da squadra, non pensando ognuno al proprio orticello”. 

“Chiariamoci e ripartiamo subito, siamo un bel gruppo”, gli ha fatto eco il centravanti Vincenzo Plescia (25 anni, arrivato in estate dall’Avellino), capocannoniere della squadra con 3 centri, ma apparso un po’ isolato in attacco nelle ultime gare (il Messina non segna da oltre 270’).

Modica – allievo di Zeman  – fa giocare la squadra col 4-3-3. Questo l’undici titolare mandato in campo contro il Latina: Fumagalli fra i pali; linea difensiva composta da Lia (25, ex Vibonese), capitan Manetta (32 anni, ex Taranto),  Pacciardi (28, ex  Recanatese) e  Polito (24, ex Potenza); Buffa (22, ex Catania) play di centrocampo con Frisenna (21, ex Licata; espulso, salterà per squalifica la gara dello Zaccheria) e Giunta (24, ex Follonica Gavorrano) mezzali. In attacco Plescia punta centrale con Scafetta (21, ex Bari) ed Emmausso (26, ex Picerno) sugli esterni.  

Con il Benevento – nella gara precedente – avevano giocato dall’inizio Ortisi (21, arrivato a gennaio; giocatore tra i più utilizzati finora da Modica) in difesa, l’esperto Franco (31, ex Lucchese) a centrocampo, e Cavallo (21, ex R. Aversa) in attacco. A Crotone erano stati titolari – tra le punte – Luciani  (21, in prestito dal Frosinone) ed il “vecchio” Ragusa (33, arrivato a gennaio; con un passato anche in serie A).

La rosa  del Messina (allestita dal ds Domenico Roma) conta 24 effettivi. L’età media è di 25,5 anni. Per valore, il sito specializzato Transfermarkt la colloca all’ultimo posto del girone C.​
(Pino Autunno e Massimo G. Marsico - l’Attacco)

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