Foggia non fermarti più. Dopo convincente vittoria a spese del Messina, esce rafforzata posizione di Cudini

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Se il match di Castellammare aveva detto che il Foggia era convalescente ma sulla strada della completa guarigione, i 90' col Messina hanno confermato che il peggio dovrebbe essere ormai definitivamente alle spalle, e che quest'ultimo scorcio del girone di andata potrebbe anche consentire ai rossoneri di risalire di qualche posizione in classifica. 

Sia ben chiaro, i limiti di una squadra che annaspa negli ultimi 30 metri a trovare con continuità la porta restano, a mascherarli è la coralità della manovra il cui copyright è ad appannaggio di Mirko Cudini, il tecnico troppe volte  bistrattato e finito ingiustamente nella gogna mediatica. E’ soprattutto la sua posizione ad uscire rafforzata dopo gli ultimi due risultati che hanno fatto girare il vento in casa rossonera. 

Al tecnico marchigiano va soprattutto riconosciuto il grande merito di aver reso coeso e monolitico un gruppo i cui valori morali sono elevati, al pari di quelli tecnici. I quali però risentono di alcune pecche endemiche legate al mercato estivo che non sono state colmate per tempo.

Grande equilibrio
Il Foggia dopo il ritorno al successo atteso 36 lunghi giorni, è adesso nono. Ma ha accorciato il ritardo dalle prime, che nell'ultimo turno sono andate quasi tutte in bianco. Stupiscono i crolli verticali di Avellino e Benevento che sembrano le meglio attrezzate per il salto in B e che pure hanno ceduto il passo a formazioni non di primissima fascia come Giugliano e Monopoli, ma anche la Juve Stabia sta rifiatando dopo una partenza-sprint che ha sorpreso tutti, e negli ultimi due turni casalinghi non è andata oltre due striminziti pareggi per 0-0. Dalle retrovie risalgono prepotentemente Casertana e soprattutto AZ Picerno,  che sarà bene non sottovalutare in un girone in cui a regnare finora è il grande equilibrio, e dove con ogni probabilità alla lunga sarà la costanza di rendimento a fare la differenza. L'impressione è che, per quanto i valori stiano lentamente emergendo, non ci sia (e difficilmente a questo punto ci sarà) una squadra in grado di tentare la fuga. E che quindi le prime sei-sette della classe abbiano tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo.

Bella e incompiuta
E il Foggia? Per ora resta nel limbo, sospeso a metà fra ciò che potrebbe essere (se solo fosse adeguatamente potenziato) e quello che al momento è realmente. Vale a dire una formazione che, pur avendo conservato lo zoccolo duro della passata stagione, è sicuramente migliorata sul piano difensivo (anche se numericamente il reparto andrebbe implementato), ma presenta un potenziale offensivo a scartamento ridotto. Storia vecchia, che si trascina ormai dalla scorsa estate, con Cudini che se alla fine ha optato per Tonin titolarissimo e terminale offensivo del suo schieramento-base, e poi a rotazione fare ruotare gli altri attaccanti del reparto, ha dovuto evidentemente arrangiarsi e fare di necessità virtù. Il Foggia quindi così com’è resta una bella incompiuta, e chissà mai se a gennaio riuscirà a colmare una lacuna che rischia di caratterizzare in negativo tutto il resto della sua stagione.

Il ricorso al 4-3-1-2
Cudini, che finora ha fatto giochi di equilibrismo per celare difetti che pure balzano agli occhi, col Messina è passato al 4-3-1-2  dopo il 3-5-2 mandato in onda con la Juve Stabia, mostrando ancora una volta di avere le idee molto chiare sul piano tattico. Così se a Castellammare aveva preparato una gara di puro contenimento e a sorpresa aveva escluso contemporaneamente le fonti di gioco Schenetti e Peralta, coi siciliani aveva bisogno di un atteggiamento molto più propositivo per cui ha dirottato Salines per linee esterne proprio per spingere con continuità nella metà campo avversaria, ha quindi rispolverato Peralta nella trequarti, e in avanti ha dato spazio a Tounkara che seppur senza brillare, qualche piccolo passo in avanti lo ha compiuto. Il Foggia si conferma così la squadra più camaleontica del girone, capace di cambiare pelle in continuazione a seconda delle caratteristiche dell'avversario che si ritrova di fronte. E con gli interpreti che sembrano non accusare più di tanto i continui cambi di modulo. Cosa riserverà il futuro sul piano squisitamente tattico resta tutto da stabilire, soprattutto nel momento in cui gli infortunati torneranno a disposizione (Marino, Beretta e Antonacci), e quindi il ventaglio di soluzioni sarà più variegato. Importante in tal senso sarà anche capire a quale reale obiettivo finale mirerà il Foggia, che sembra essere nella condizione di avere i playoff alla portata, ma che farà bene a non accontentarsi di un piazzamento di comodo.

Strategia
Ora, semmai, la domanda da porsi è questa: quale strategia metterà in campo il club alla riapertura del mercato suppletivo di gennaio? La proprietà punterà ad un ulteriore salto qualitativo, magari inserendo altri due-tre tasselli di spessore in organico per restare incollata alle prime fino alla fine, oppure tirerà i remi in barca e si accontenterà di ciò che passa il convento? È il grande interrogativo che accompagnerà inevitabilmente le prossime settimane dei rossoneri, attesi in campionato prima del giro di boa dalle sfide con Latina, Potenza e Monterosi in casa e con Casertana ed Audace Cerignola in trasferta. Nicola Canonico continua a sfuggire a qualunque commento sul momento del Foggia, domenica scorsa notata la sua assenza in tribuna, e che finisce col porre l’accento su quali siano le sue reali intenzioni per il futuro. In compenso col Messina allo Zaccheria sono tornati a vedersi vecchi dirigenti che recentemente erano scomparsi dai radar, a cominciare da Vincenzo Todaro per proseguire con Francesco De Cosmo e Angelo Angiolino, a più riprese nell’ultimo biennio accostati al club di viale Ofanto. Solo casuale la loro presenza in questo frangente, oppure bolle qualcosa in pentola?   

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testatina dillo al direttore WEB

 



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