Il Foggia si scopre sempre più solo: il primo ko interno stagionale riporta a galla vecchie pecche strutturali

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Fuori dai playoff. Dopo aver accarezzato il sogno di gravitare stabilmente nei quartieri nobili della classifica. Il novembre nero del Foggia (5 punti in altrettante gare) restituisce la reale consistenza di un gruppo inizialmente sopravvalutato e certifica le difficoltà di una squadra che fatica sempre più a tenere il passo delle migliori.

Il Latina, giustamente temuto alla vigilia per le sue caratteristiche di formazione in grado soprattutto in trasferta di essere capace di qualunque impresa, ha smascherato le endemiche lacune del Foggia. Che, con una rosa già numericamente striminzita, quando deve fronteggiare più di una assenza, finisce inevitabilmente col pagare dazio. Se poi anche Mirko Cudini ci mette del suo, insistendo sui continui cambi di modulo che non sempre appaiono motivati, allora il quadro finisce col presentare qualche inevitabile cono d'ombra. Al quale il perdurante e ingiustificato assenteismo della società contribuisce a dare forma.

Anche dopo il primo ko casalingo stagionale la dirigenza ha evitato accuratamente qualunque tipo di commento. Bocche cucite da parte di dg e ds, di Nicola Canonico ormai da tempo di son perse le tracce, il patron non parla pubblicamente dallo scorso 30 agosto, quando affibbiò alla stagione che il Foggia stava per affrontare quell'etichetta “dignitosa”, diventato poi il tormentone degli ultimi mesi.

Che il Foggia vinca o perda non cambia, non si registra mai una presa di posizione ufficiale del club che dia un indirizzo. Si brancola nel buio e anche la squadra che pure inizialmente aveva vissuto sull’entusiasmo dei risultati che arrivavano e incoraggiavano all’ottimismo, adesso sembra essersi intristita. Il pari sul campo della prima della classe Juve Stabia e il successivo successo a spese del Messina sembravano aver ricacciato in un angolo le polemiche, il ko dell'ultimo turno di campionato riaccende la spia e manda dietro la lavagna squadra e tecnico. Perché è sempre il dio risultato a orientare i giudizi, anche a margine di una prestazione come quella col Latina che non è stata proprio da gettar via.

Tenuto conto anche delle assenze pesanti che il Foggia ha dovuto fronteggiare: Rizzo, Di Noia e Schenetti incidono nell'economia del gioco rossonero e non tenerlo in debita considerazione è come voler negare l'evidenza. Su Cudini sono piovute critiche rispetto al modulo scelto e alla gestione complessiva del match condivisibili, perché mai ad un certo punto, ad esempio, non ci si è accontentati di un pari che non sarebbe stato da disprezzare anziché sbilanciarsi e consentire all'avversario di colpire in ripartenza?

Il tecnico marchigiano a fine gara ha fatto mea culpa, addossandosi responsabilità che ha preferito non ricadessero sulla squadra: “Siamo partiti discretamente bene nel primo tempo, prendendo inerzia della partita e campo, ma abbiamo concesso due transizioni in cui la squadra avversaria è stata molto brava e siamo andati sotto. Avremmo potuto fare fallo o gestire diversamente il nostro possesso. Nel secondo tempo la squadra ci ha creduto sempre, ma gli avversari hanno caratteristiche importanti e nelle transizioni sono micidiali. Forse abbiamo pagato la voglia di voler vincere e ci siamo sbilanciati. In questi giorni che mancano alla sfida con la Casertana lavoreremo per presentarci pronti all’appuntamento. Sono deluso, ma so che i ragazzi hanno dato il massimo. C’è rammarico perché bastava un po’ più di attenzione ed equilibrio per portare a casa un risultato positivo. Credo la prestazione sia stata fatta, posso rimproverare poco ai ragazzi. Tra fare risultato e non farlo c’è un filo molto sottile. I dettagli fanno la differenza. Non vedo squadre che surclassano le altre, così come noi non surclassiamo le altre. Gli episodi stanno decidendo molto.  I tifosi li capiamo. Ci hanno sempre incoraggiato e applaudito anche quando le cose non andavano per il verso giusto. Ora magari non stiamo rispettando le loro aspettative. Ma sappiamo che staranno sempre al nostro fianco nei 90 minuti, poi in base al risultato saranno applausi o fischi. Non sento pressione perché sono nato con la pressione addosso. So di essere in discussione sempre. Non ho sentito il presidente, come non l’ho mai sentito a fine partita. Non c’è alcun problema”.

Cudini evita di mettere il dito nella piaga. E di sollevare un ulteriore polverone che creerebbe ulteriore malumore nell'ambiente. Ma è chiaro che il problema va ricercato anche altrove. A monte?

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet