Il Foggia ora è in un labirinto. Vi si è cacciato con le proprie mani un po' per un imperdonabile peccato di superficialità ed un po' per insipienza. La sconfitta amara di Caserta, che di fatto apre la crisi in casa rossonera, avrà inevitabili riverberi. Sul piano sportivo con le prime rilevazioni del giudice disciplinare che, nell’omologare il risultato di 2-1 maturato sul campo si è riservato di prendere ulteriori provvedimenti a carico dei due club a seguito delle intemperanze dei suoi tifosi fra il primo ed il secondo tempo del match di lunedì sera. E molto probabilmente le ripercussioni ci saranno anche sotto il profilo tecnico.
Perché ora Mirko Cudini, che finora non era mai entrato apertamente in conflitto con le valutazioni a tutto tondo della proprietà, da lunedì sera è in discussione e la sua posizione è vagliata in queste ore con attenzione dai vertici societari. Il silenzio stampa indetto dal club nel post gara del Pinto è un brutto segnale, mai finora era venuta meno la voce dei protagonisti a margine di una gara di campionato, il fatto che nessuno dopo la figuraccia di Caserta abbia voluto metterci la faccia restituisce il clima per nulla disteso che si respira attorno alla squadra. Finita al centro della contestazione assieme al suo allenatore.
Canonico a Caserta non c’era, e non è la prima volta che negli ultimi tempi il patron è assente ingiustificato alle gare del Foggia, ma al seguito della comitiva rossonera c'erano comunque il dg Milillo ed il ds Belviso, che però hanno accuratamente evitato qualunque commento. Nè sugli incidenti accaduti in campo fra le opposte tifoserie, nè tanto meno sull’esito di una sfida che ha visto il Foggia scivolare ora al dodicesimo posto in poco meno di un mese. E a quel punto anche squadra e tecnico si sono adeguati ed hanno preferito tacere. Probabilmente anche perché In questo momento una parola è troppa e due sono poche, nel senso che ogni dichiarazione potrebbe essere strumentalizzata, e allora meglio evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco.
Che però il club cominci a guardarsi attorno e a valutare soluzioni alternative per la panchina è praticamente certo: la squadra al Pinto per un tempo abbondante è stata alla mercé dell'avversario, quasi sapesse in partenza la piega che avrebbe preso il match, la reazione dei secondi 45' è stata tardiva e più che altro di pancia.
Ma proprio l’atteggiamento dei rossoneri nella ripresa è la spia che finisce con il mettere spalle al muro le scelte del tecnico marchigiano. Perché solo con Schenetti e Peralta in campo, e all’inizio inspiegabilmente sacrificati, si è notato un briciolo di reazione completamente assente nel primo tempo.
Difficile credere che per una gara così sentita come quella con la Casertana ordini giunti dall’alto abbiano imposto all’allenatore di ricorrere al minutaggio e quindi di provarsi dell’esperienza dei due calciatori più talentuosi della rosa.
E allora ecco che la posizione di Cudini non sarebbe più così salda come qualche settimana fa, al punto che voci incontrollate sostengono cheil tecnico ex F. Andria non godrebbe più della fiducia del club. E di parte della squadra, che starebbe cominciando a mostrare una certa riluttanza. Brutta gatta da pelare, e matassa che va facendosi via via sempre più ingarbugliata.
In attesa che il giudice disciplinare si pronunci in via definitiva sui fatti di Caserta (il supplemento di indagine farà slittare ogni decisione di almeno un paio di settimane, ma in ogni caso è facile ipotizzare che calcherà la mano, ndr), in casa Foggia bisogna uscire dall’imbarazzo e capire una volta per sempre se valga la pena proseguire con Mirko Cudini in panchina o se sia meglio optare per l'avvicendamento tecnico.
Che la squadra sia in una fase di preoccupante involuzione è sotto gli occhi di tutti, nelle ultime otto gare il Foggia ha perso 4 volte mettendo assieme la miseria di 6 punti che l’hanno scaraventato nella terra di nessuno, a questo punto però prima di prendere una decisione che rischierebbe di essere di pancia e legata all’emotività del momento e dei risultati sarebbe fondamentale capire se il tecnico di Porto Sant'Elpidio ha ancora il pieno controllo dello spogliatoio. O se, viceversa, se ci siano all'interno fratture non più rimarginabili.
Ieri mattina la squadra ha già ripreso ad allenarsi in vista della sfida casalinga di domenica prossima con il Potenza, alle viste clamorosi ribaltoni non dovrebbero essercene. Almeno fino a domenica prossima, quando i 90’ con i lucani potrebbero essere davvero la cartina di tornasole per poi stabilire il da farsi. Vincere e riabilitarsi agli occhi della critica sarà fondamentale, ma non è escluso che fin dalle prossime ore possano emergere nuovi elementi utili a stabilire se a Cudini debba essere concessa la prova d’appello allo Zaccheria.
Che il tecnico rossonero non sia più sereno nelle valutazioni appare evidente, da qualche settimana si ostina a cambiare puntualmente modulo ed interpreti alla ricerca di cosa non si è ancora ben capito, anche a Caserta le scelte di formazione hanno destato più di qualche perplessità, a cominciare dall’assemblamento del centrocampo, apparso fragilino al cospetto del reparto dirimpettaio della Casertana, che probabilmente è stato quello che ha orientato la vittoria a favore dei falchetti.
Per non parlare poi della prova di Embalo, evanescente e sempre più corpo estraneo alla squadra. Se poi in occasione del primo gol Nobile respinge corto sull’accorrente Montalto offrendogli il più comodo degli assist, e poi Garattoni (l’ombra del giocatore ammirato la scorsa stagione) svirgola in direzione di Curcio che da quella posizione è praticamente infallibile e realizza il 2-0, tutto si complica maledettamente.
E a quel punto parlare di schemi e uomini, oltre che di possibili avvicendamenti in panchina diventa davvero del tutto inutile...
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).